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Alimenti, crollo produzione nazionale. No di Coldiretti al falso Made in Italy

Le negative conseguenze del maltempo rischiano di aprire le porte a materie prime e a semilavorati che potrebbero essere spacciati come locali

Lavorazione di provole in un caseificio (foto...

Lavorazione di provole in un caseificio (foto d'archivio)

Crolla la produzione degli alimenti Made in Italy alla base della dieta mediterranea che fanno segnare un calo che va dal 12 per cento per l’olio di oliva al 6 per cento per il vino, ma si riduce drasticamente anche il raccolto di mele del 15,2 per cento e di pere del 34 per cento. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sulla produzione industriale a novembre, attraverso una nota stampa ufficiale diramata il 14 gennaio 2013. Se la vendemmia – sottolinea la Coldiretti nella nota stampa che riportiamo integralmente - si è attestata sui valori minimi da quasi 40 anni per un totale di appena 40 milioni di ettolitri, la produzione italiana di olio di oliva è scesa a 4,8 milioni di quintali e quella di pomodoro da conserva si è ridotta del 12% attorno alle 4,4 milioni di tonnellate. Si tratta in questi casi – continua la Coldiretti - degli effetti dell’andamento climatico anomalo che nell’ultimo anno, a causa del gelo invernale, della siccità estiva e dei nubifragi autunnali, ha provocato un crollo dei raccolti. Nel complesso - stima la Coldiretti – la produzione nazionale è in grado di garantire quest’anno attorno al 75 per cento del fabbisogno alimentare degli italiani. Il rischio - denuncia la Coldiretti - è ora quello di un aumento delle importazioni di ingredienti di diversa qualità da spacciare come Made in Italy come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall'estero. Un pericolo che – conclude la Coldiretti - evidenzia la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all'inizio dell'anno approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, ma non applicata. 




Local Genius
www.localgenius.eu
15 gennaio 2013

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