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Bilancio Ue, meno soldi all’agricoltura. Ma quale Europa vogliamo costruire?

Delusione tra le principali organizzazioni italiane del settore. Local Genius si chiede con preoccupazione: ma che Europa vogliamo costruire?

Mercato all´aperto della frutta e della verdura in...

Mercato all'aperto della frutta e della verdura in piazza della Repubblica, a Torino

"La riduzione in termini reali per l’agricoltura è comunque importante. Naturalmente ci aspettiamo che il Parlamento posso contribuire a migliorare la proposta finanziaria certo che a questo punto diventa fondamentale che le risorse così diminuite vadano riorientate premiando chi vive e lavora di agricoltura e alle attività  rivolte alla produzione di cibo e alla sostenibilità ambientale". E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare l’accordo raggiunto dai Capi di Stato e di Governo sul bilancio dell’Unione Europea che dovrà essere ora confermato dal Parlamento Europeo. Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata l'8 febbraio 2013. "E' evidente che in questo momento storico in cui l’Europa dovrebbe rafforzare una rinnovata centralità, l’indisponibilità di alcuni paesi a non dotare il bilancio di adeguate risorse - conclude Marini - non genera certo quel clima di fiducia verso una prospettiva di maggiore integrazione".


“Le conclusioni del vertice di Bruxelles dei Capi di Stato e di Governo, che confermano nella sostanza le anticipazioni circolate questa mattina (8 ferbbaio, ndr) di un taglio al bilancio Ue e alle rubriche agricole, sono insoddisfacenti”. E’ questo, invece, il commento di Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza cooperative italiane (di cui fanno parte Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital), sull’esito della "due giorni" di Consiglio europeo. Lo si apprende da una nota stampa ufficiale diramata nell' stesso 8 febbraio 2013. “In attesa di maggiori dettagli, a questo punto si può solo affermare - sostiene Agrinsieme - che i Paesi dell’Unione hanno preferito optare per un bilancio meno ambizioso, non risparmiando tagli neanche per le rubriche agricole”. “Va comunque riconosciuto che qualche risultato positivo per l’Italia è stato ottenuto come - sottolinea Agrinsieme - la dotazione ‘extra’ per lo sviluppo rurale e una rivisitazione del greening che punta ad essere meno penalizzante per la produzione agricola e i redditi dei produttori”. “Resta ora da sciogliere il nodo politico del Parlamento europeo che potrà porre il veto su questa intesa -conclude Agrinsieme - un passaggio importante, che andrà valutato in un’ottica politica complessiva e tenendo conto di tutti i dettagli dell’accordo di oggi (8 febbraio, ndr)”.


Local Genius, dopo aver dato voce alle principali organizzazioni di categoria italiane del settore agricolo si chiede: ma che Europa vogliamo? Che tipo di Europa stanno immaginando i politici e i burocrati di Bruxelles e di Strasburgo? Ma non dovrebbero essere l'agricoltura e l'agroalimentare, in stretta connessione con la tutela dell'ambiente, il sostegno allo sviluppo sostenibile, e la massima utilizzazione delle energie rinnovabili, i pilastri di un bilancio economico europeo? Ma non è ormai chiaro che molti pezzi della produzione industriale, anche a causa di un maggiore sfruttamento della manodopera, sono ormai definitivamente appannaggio dell'Estremo Oriente? L'agricoltura e l'agroalimentare non sono il primo e più pulito settore dell'economia sul quale investire per un'Europa dei popoli, più forte, più giusta e più solidale? Local Genius si pone con grande preoccupazione queste domande e invita i propri lettori a una saggia riflessione.






Local Genius
www.localgenius.eu
9 febbraio 2013

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