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Calabria a Cibus 2012: le nuove frontiere del Food. Cresce il ruolo della Gdo

Da convegni e ricerche emersi spunti interessanti: dal packaging all´export, dalla marca commerciale ai surgelati. Mutano le esigenze dei consumatori

Delizia di Calabria, conservificio della famiglia Scalise a...

Delizia di Calabria, conservificio della famiglia Scalise a Catanzaro. Un'immagine scattata a Cibus 2012

La Calabria è stata presente al Cibus (7-10 maggio 2102), l’importante fiera biennale dell’agroalimentare che si svolge a Parma, in una triplice dimensione: una grande area espositiva a cura di Unioncamere e Regione, uno stand collettivo dell’Amministrazione provinciale di Reggio, un gruppo sostanzioso di aziende, in genere alcune delle più grandi e affermate, che hanno preferito presentarsi autonomamente all’appuntamento con un proprio spazio autonomo. In quest’ultima categoria, quella che, per inteso, presenta molte realtà capaci di sfidare i mercati sul piano globale, hanno spiccato per qualità della presenza la Pirro di Corigliano Calabro (pastificio), la Saor di Gioiosa Jonica (conserve), la Stocco & Stocco di Cittanova (pesce stocco), la Caffo di Limbadi (liquori e aperitivi), la Attinà di Reggio Calabria (conserve), la Fratelli Marano di Amantea (lavorazione di fichi), Gruppo Madeo di San Demetrio Corone (salumi di Calabria a Dop e filiera del suino nero), Monardo di Soriano Calabro (dolciaria e cioccolato), Delizie di Calabria di Catanzaro (conserve), la Colavolpe di Belmonte Calabro (fichi e dolciaria), TuttoCalabria di Marcellinara (conserve piccanti), l’Artigiano della ‘Nduja di Spilinga, Favella di Cantinella di Corigliano Calabro (prodotti al latte di bufala e numerose altre specializzazioni), Callipo di Pizzo e Maierato (gelateria, tonno), Salumificio Falcone di Camigliatello Silano, Colacchio Food di San Costantino Calabro (prodotti da forno), il Consorzio del Caciocavallo Silano Dop (latticini), l’Amarelli di Rossano (liquirizia) e numerose altre aziende che non mancheremo di citare in altri servizi che pubblicheremo sul portale internet di “Local Genius”, nonché sul prossimo magazine (numero di settembre 2012, ndr) nel quale sono previsti una serie di approfondimenti specifici. Attività imprenditoriali altrettanto affermate e pure esse in grado di sfidare i mercati internazionali hanno partecipato agli stand collettivi di Regione Calabria e Provincia di Reggio, così come più piccole realtà magari alle prime esperienze.

 

“Local Genius”, in sintonia con una linea editoriale tutta propensa a valorizzare i territori, proprio a partire dai sistemi agroalimentari ed enogastronomici, in questo numero proporrà un servizio dedicato agli spunti molto interessanti emersi da Cibus, assicurando alle aziende calabresi richiami e immagini comunque utili per la loro immagine e visibilità. Ritorneremo, come detto, sulla partecipazione della Calabria a Cibus in altri servizi e nel prossimo numero della rivista. Non possiamo non rilevare da subito, però, che così come accaduto per il Vinitaly (vedi altri articoli pubblicati su questo giornale online, ndr), anche a Cibus di Parma la presenza collettiva di Unioncamere e della Regione, per quanto curata sotto il profilo degli allestimenti e delle grafiche che li hanno accompagnati, ha dimostrato ancora una volta quanto si possa fare di più e meglio in termini di promozione e valorizzazione unitaria del territorio di provenienza, delle sue culture, tradizioni e peculiarità, della comunicazione integrata e professionale. Sempre nell’ottica positiva e propositiva che ci contraddistingue, riteniamo che ulteriori passi in avanti potranno essere compiuti in un quadro di maggiore programmazione e di più articolata analisi del sistema Calabria.

 

A Parma, nel maggio 2013, il Cibus Global Forum

Con l’aiuto delle note stampa ufficiali diramate da Cibus, che citeremo testualmente, guardiamo ora ad alcuni argomenti chiave emersi nel corso della prestigiosa fiera. Partiamo dai numeri di questa 16ma edizione: presenza di 12 mila buyers ed operatori commerciali esteri, di cui 1.300 direttamente selezionati, ospitati e gestiti da Fiere di Parma. I visitatori sono stati 63 mila e i giornalisti accreditati circa mille. Molto alta la soddisfazione delle 2.300 aziende espositrici: secondo un primo sondaggio svolto da Federalimentare, l’80% degli intervistati si è detto molto soddisfatto e il 10% soddisfatto. Prima della 17ma edizione di Cibus che si terrà nel maggio del 2014, Fiere di Parma ha annunciato due novità per il 2013: il Cibus Global Forum e la co-organizzazione del Thaifex a Bangkok con Fiera di Colonia. Il “Cibus Global Forum: Food for the Future” si terrà a Parma dal 16 al 18 maggio del 2013 e tratterà della correlazione virtuosa tra l’alimentazione e lo stile di vita italiani e lo sviluppo sostenibile. Avrà la forma di un Forum internazionale, un format leggero e relazionale con convegni sulle tematiche dell’alimentare italiano, completato da una sezione espositiva ridotta ma in grado di rappresentare l’intera filiera alimentare, dalle materie prime al prodotto finito, passando per le tecnologie di trasformazione e confezionamento. L’obiettivo del Forum è quello - riferiamo sempre da note stampa ufficiali - di attirare l’attenzione della business community, coinvolgendo le grandi aziende alimentari italiane e i principali retailers del mondo, le associazioni di categoria e le istituzioni internazionali che si occupano di alimentazione e sostenibilità. Coordinato dal presidente dei Giovani industriali italiani, Annalisa Sacchi, e dal direttore Generale della Ciaa,  Confederation of the Food and Drink Industries dell’Europa Unita, Mella Frewen, il Forum si avvarrà della collaborazione di un comitato scientifico composto da economisti, antropologi, ambientalisti, tecnologi, agronomi, chef, che lavorerà per mesi in Italia sul campo per capire e vivere le specificità nazionali e codificare le best practice che rendono unico il cibo e lo stile alimentare made in Italy. La loro indagine sarà poi condivisa con i protagonisti del made in Italy lungo tutta la filiera e trasformata in un manifesto per la “virtuosa condivisione” poi discusso con i key players (Ceo del settore retail e ristorazione, industria del largo consumo) dei principali Paesi. L’altro grande appuntamento di Cibus per il 2013 è la collettiva firmata Anuga & Cibus al Thaifex, la fiera alimentare in Thailandia evento leader dell’area, che si terrà nel maggio 2013, tanto più importante nella prospettiva del nuovo grande mercato unico del Sud Est Asiatico (Asean). La partecipazione al Thaifex rappresenta la prima tappa di un’ampia collaborazione tra Fiere di Parma e Fiere di Colonia per aiutare le imprese alimentari italiane a selezionare e gestire le proprie partecipazioni fieristiche anche nei Paesi emergenti.

 

Maggio 2014, la prossima edizione di Cibus a Parma

Per ciò che riguarda la 17ma edizione di Cibus, nel maggio 2014, verrà confermato e evoluto il layout espositivo che vede le aziende dolciarie esporre in un continuum con quelle di categorie affini (snack, prodotti per la prima colazione, bevande, caffè, ecc.) e della drogheria in generale (pasta, conserve vegetali, oli e condimenti, ecc.) per una grande area unificata confectionery & grocery e un incoming program ad hoc. «Credo che la capacità di Fiere di Parma di proporsi come soggetto aggregante  - ha commentato l’ Ad Antonio Cellie - sia l’elemento chiave per capire il lavoro che stiamo svolgendo da 3 anni e culminato con questo Cibus dei record. Un ruolo collaborativo e federante per dialogare con tutti i soggetti virtuosi: da Federalimentare ad Anuga, dai Consorzi di Promozione (alcuni dei quali hanno addirittura la sede nel quartiere) a Slow Food, dall’Ice alle Camere di Commercio. Ne è nato un lavoro di squadra vincente. Come è stato quello fra gli azionisti, amministratori e management. Ora il made in Italy alimentare ha una fiera unica e vincente finalmente con un quartiere all’altezza”. Positivo è stato giudicato anche il bilancio delle nuove aree che hanno debuttato a Cibus: il surgelato, la distribuzione automatica, i microbirrifici artigianali (per quest’ultimo settore qualcosa si muove anche in Calabria). Circa 30 aziende del surgelato hanno partecipato a Frozen Food per esporre i propri prodotti che sono commercializzati in un mercato domestico non ancora del tutto maturo di fronte a una scelta, quella del consumatore, di acquistare cibi surgelati, che in altre nazioni è invece stata assimilata tempo fa. Non a caso, l’export del surgelato italiano viaggia a gonfie vele.  Hanno destato grande interesse le “macchinette” della distribuzione automatizzata nell’area del Vending - a Cibus ribattezzate le I-Machines - che hanno ormai oltrepassato la fase della distribuzione di caffè e acqua minerale per proporre anche panini e cibi freddi, ma anche caldi, ed ogni tipo di merceologia. A Cibus di Parma le aziende del vending hanno lanciato il messaggio di una sempre maggiore collaborazione di questo promettente settore con la grande distribuzione.

 

Cresce la realtà dei microbirrifici

I microbirrifici, una realtà crescente in Italia con quasi 500 produttori, hanno destato grande interesse presso gli operatori per un’offerta qualificata dal gusto, dall’immagine accattivante, specie per i giovani, e dal contenuto artigianale associato ad una idea di genuinità e salubrità. La presenza di 350 aziende del biologico ha garantito il successo di Cibus relativamente a questo comparto che cresce a ritmi vertiginosi, portando la manifestazione fieristica – leggiamo ancora testualmente da una delle note ufficiali che abbiamo utilizzato per comporre questa sintesi - ai vertici delle fiere bio, seconda solo a quella di Norimberga. La ristorazione fuori casa, dai pubblici esercizi alla ristorazione collettiva passando per quella delle stazioni del trasporto stradale, aereo e navale, si è schierata con 30 aziende  del comparto nel Food Service Lounge, visitata dai più importanti operatori commerciali. Soddisfazione anche tra le 258 aziende espositrici del dolciario che hanno testimoniato la vitalità di un comparto che mantiene le proprie vendite sul mercato interno ed è al primo posto nell’export dei prodotti alimentari italiani, facendo registrare +4,6% in volume e + 8,2% in valore, per un totale complessivo di circa 3 miliardi di euro. La Piattaforma Agroalimentare della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna (Aster) ha organizzato il convegno “Per migliorare le prestazioni dell’industria alimentare” sulle ricerche in ambito industriale realizzate al fine di rendere competitivi i prodotti della tradizione, raggiungendo spazi sui mercati globali senza snaturarsi. L’Aster ha in corso 32 contratti di ricerca con le imprese del settore. Tra i più importanti c’è il risparmio energetico, ottimizzando gli scambi termici durante i processi di pastorizzazione dei prodotti, migliorare  la qualità organolettica e il valore nutrizionale con l’utilizzo di ceppi microbici benefici, per garantire una maggiore sicurezza e tempo di conservazione mediante nuove pellicole antimicrobiche, oltre alla valutazione degli effetti della tecnologia sulla digeribilità degli alimenti e uno studio sul packaging per salvaguardare la qualità e sicurezza del prodotto.

 

Carrello degli italiani: attenzione a benessere e salute

L’istituto di ricerca Nielsen ha partecipato a Cibus 2012 organizzando quattro giorni di workshop nel corso dei quali è stata analizzata la realtà del ‘food business’. Partendo dall’analisi dei discount si è passati a mostrare come il benessere e la salute stiano acquisendo un ruolo preponderante nel carrello degli italiani. Allo stesso modo si è trattato delle strategie di marketing legate ai classici volantini promozionali per approdare infine al take-away con i suoi consumatori e il relativo giro d’affari. Nonostante la crisi, le 2.300 aziende alimentari italiane che hanno esposto a Cibus hanno presentato molti nuovi prodotti. Le tendenze sono riassumibili in una accentuata ricerca della qualità, nei segni distintivi dell’italianità del prodotto (importanti anche per l’export), nella creazione di linee più salubri, quindi con meno grassi, meno sale, ecc., fino a quelli di rapida cottura o già pronti, per un consumatore che ha poco tempo o voglia di cucinare. Per fornire esempi delle tendenze si può citare una carne in scatola qualificata dal claim “100% carne da allevamenti italiani” e contenente meno grassi. Nel settore pasta troviamo i Ready Meals, pasta al dente declinata in varie ricette italiane, pronta al microonde in 60 secondi, mentre per la colazione o merenda sono stati proposti biscotti a basso contenuto di grassi e zuccheri grazie alla ricerca tecnologica sulla cottura al vapore da abbinare a una bevanda vegetale biologica nutriente e con meno grassi. Nel campo delle conserve si trovano pomodori a cubetti e protetti da un liquido conservante, e una salsa pronta a base di datterini, sul mercato nel prossimo autunno. Rispondendo alle sollecitazioni del mercato le aziende cercano di incontrare i gusti di tutti i consumatori, presentando una versione italiana del Cous Cous che si propone più consistente al palato, con un intenso profumo di semola e le cui proprietà organolettiche sono mantenute integre grazie al un processo di essiccazione realizzato lentamente e a bassa temperatura e che, pur non essendo un cibo precotto, cuoce in 5 minuti. Anche la frutta è stata reinterpretata e proposta sotto forma di mousse con l’aggiunta di croccanti cubetti di mela essiccata e ricoperti di cioccolato bianco aromatizzato oppure, sempre a cubetti, racchiusa in pratiche bustine da 30 grammi: solo frutta al 100% senza zuccheri aggiunti, pectine, coloranti, gelificanti o succhi di mela. Tra i formaggi si sono distinti l’erborinato realizzato con vero caglio vegetale, quello con certificazione Halal e il formaggio senza additivi, conservanti, zuccheri e glutine. Rimanendo nel lattiero-caseario interessanti linee di latte ad alta digeribilità per bambini e ragazzi e quelle specifiche arricchite da ingredienti specifici per la salute e il benessere. Anche tra i salumi tante le proposte soprattutto in termini salutistici: dai prodotti bio a quelli senza glutine per un pubblico che soffre di  intolleranze alimentari. Tra la pasta di qualità interessanti le proposte a cottura “sdraiata” e rapida (2 minuti circa) oltre a quella arricchita di succo di limone di Sorrento ideale per l’estate. Non solo la pasta di qualità cerca il consenso di pubblico più vasto di consumatori ma anche il mondo dei salumi che ha messo “in vaschetta” prodotti prelibati come lo strolghino di culatello, il salame di Felino, la pancetta magra ed altri ancora. Anche tra i salumi tante le proposte soprattutto in termini salutistici: dai prodotti bio fino a quelli senza glutine per un pubblico che soffre di  intolleranze alimentari. Per chi ha poco tempo per cucinare, ma non vuole rinunciare a questo piacere arriva una mousse liquida e istantanea a base di uova per preparazioni dolci e salate (omelette, frittate, carbonare, crêpes, uova strapazzate, impanature e mascarpone). Innumerevoli i nuovi prodotti di taglio salutista. Per esempio le palline di mais cotte al forno prive di coloranti e conservanti, senza glutine, senza glutammato, con sale iodato e ricco di omega 3, ed una quantità di grassi saturi inferiore di 7-8 volte rispetto agli snack tradizionali. Tante le aziende presenti a Cibus 2012 che hanno presentato prodotti con sale iodato protetto che, grazie ad un progetto di ricerca con l’Università di Bologna, garantisce il mantenimento costante del tenore di iodio anche dopo la cottura e nelle diverse fasi delle preparazioni alimentari. E ancora, la mozzarella di bufala Dop senza lattosio e il dolcificante d’origine naturale realizzato con foglia di stevia, naturalmente dolce.

 

Packaging: ecco i formati monodose da 120 grammi

Tante novità anche nel campo del packaging: dai formati monodose da 120 grammi per single ed anziani fino alle monoporzioni di filetti di alici da 25 grammi; nel campo delle acque minerali, invece, il classico packaging è stato sostituito da reggette in pet e propilene. Molto interesse hanno anche riscosso le piastre realizzate con blocchi di salgemma himalayano per la cottura che hanno la particolarità di evitare di bruciare gli alimenti, perché sul sale non si può formare carbonio nero. E infine, se il messaggio da Cibus è stato quello di accompagnare l’export dei nostri prodotti con una alfabetizzazione dei nuovi mercati, quindi spiegando la loro storia e le loro caratteristiche, va segnalato il progetto di una azienda leader di settore che ha illustrato 80 salumi italiani, da come vengono prodotti a come leggerne le etichette e gli abbinamenti culinari.

 

Le potenzialità dei nuovi mercati. L'India

E veniamo ora alle potenzialità dei nuovi mercati, che possono ovviamente riguardare anche il Mezzogiorno d’Italia e la Calabria. Aziende alimentari italiane e buyers indiani si sono confrontati a Cibus al seminario intitolato “India, la nuova frontiera dell’italian food”, organizzato da Octagona. Una fascia media di indiani benestanti di circa 300 milioni di persone (quasi l’intera popolazione dell’Ue!) sta iniziando a gustare i prodotti italiani, soprattutto pasta, pizza, olio e formaggi e questo mercato rappresenta una grande potenzialità sia perché la cucina italiana è la più conosciuta in India tra le cucine straniere, dopo quella cinese, sia perché si sta sviluppando in India una rete di supermercati che può aiutare a far conoscere i nostri prodotti. Naturalmente per entrare nel mercato indiano occorre conoscere e capire la cultura indiana: per esempio è importante ricordare che il 70% degli indiani è vegetariano e che associano il lattiero caseario alla loro tendenza salutista e quindi il mercato di questo Paese è aperto per formaggi, latte, siero di latte, yogurt, gelati e simili. Dei prodotti italiani a denominazione d’origine, sempre più conosciuti ed apprezzati nel mondo, si è parlato nel convegno su “Il valore dell’origine geografica” organizzato da Aicig, la Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Tra i nuovi prodotti che hanno ottenuto la denominazione d’origine ci sono il Limone di Rocca Imperiale (Cosenza) dal profumo forte ed intenso; l’olio extravergine Vulture di Potenza; la Cinta Senese, carne suina toscana particolarmente adatta per prodotti di salumeria; la Susina di Dro, Taranto.

 

Gdo: cresce la marca commerciale

Di grande distribuzione e marca commerciale (o private label) si è parlato durante il convegno «Store brand international trend & challenge», a cura di Adem Lab, Università di Parma e Nielsen, occasione per presentare la seconda edizione della ricerca sul tema. “In questi anni la marca commerciale è cresciuta – ha spiegato Giampiero Lugli, preside della facoltà di Economia dell’Università di Parma -  e non solo in termini quantitativi, ma anche nel posizionamento e nel ruolo è una tendenza al miglioramento della qualità. Non è più solo un’alternativa di prezzo alla marca industriale”. La marca commerciale è sempre meno legata all’insegna (si stanno sviluppando linee premium e superpremium con nomi di fantasia). “Questo sistema è un driver per l’estero – ha detto ancora Lugli – e il rapporto può essere diretto quando si produce la marca privata di un’insegna straniera o indiretto, quando si produce per un retailer che a sua volta condivide marche commerciali con altre insegne che operano in mercati non sovrapposti. Il rapporto industria-distribuzione, dunque, ieri è completamente cambiato: una volta il fornitore della private label veniva tenuto segreto. Ieri viene indicato perché è chiaro che dà una garanzia di qualità». Ancora delle problematiche della Grande distribuzione si è parlato nel convegno  “Copacker e Grande distribuzione: standard economici,  produttivi e di qualità nei rapporti di filiera”. All’evento, organizzato da OM, ha partecipato, tra gli altri, Luigi Rubinelli, direttore di Retail Watch.it, il quale nel delineare le strategie vincenti per incrementare le vendite curando gli interessi dei consumatori, ha parlato della necessità da parte della GD di incrementare la qualità dei prodotti a marchio puntando sull’innovazione. I punti vendita monomarca potrebbero essere un punto di partenza, ma come sostiene Rubinelli, la forza della GD deve essere ricercata nella creazione di sinergie con i copacker che permettano di irrompere nel mercato con prodotti a marchio identificati da brand di insegna e di fantasia agevolmente esportabili, soprattutto per i prodotti che tutto il mondo invidia: i prodotti “made in Italy”. 

 

Sana nutrizione e qualità della vita: la Dieta Mediterranea

Un  altro convegno dal titolo “Sana Nutrizione, Elisir di Lunga Vita” ha posto in evidenza come un’alimentazione scorretta può essere causa di malattie che riducono le aspettative di vita:  tra queste, le più importanti sono sicuramente  le malattie cardiovascolari, malattie metaboliche, il diabete e i tumori. Gli studi clinici presentati hanno dimostrato come una sana alimentazione possa  contribuire ad allungare sia le aspettative che la  qualità della vita stessa. In particolare sono stati analizzati i meccanismi bio-energetici cellulari con particolare riguardo alla mitocondriogenesi coinvolti sia nel processo di invecchiamento che nell’Obesità e di come tali meccanismi siano modulati sia dalla restrizione calorica che dall’esercizio fisico. Un aspetto importante della discussione ha riguardato la Dieta Mediterranea (rispetto alla quale la Calabria ha potenzialità davvero enormi, ndr) e la sua capacità di incidere sulla longevità attraverso la riduzione del rischio di mortalità e di morbilità per obesità, tumori patologie cardiovascolari ed ischemiche, patologie metaboliche ecc. facendo così in modo di migliorare non solo le aspettative di vita ma anche e soprattutto la qualità della vita con implicazioni notevoli sulla sostenibilità della spesa sanitaria nazionale. Sono stati in esame anche importanti aspetti psicobiologici dell’invecchiamento che possono determinare scelte alimentari non corrette e pertanto influenzare la longevità e lo stato di salute. L’obesità può determinare una serie di complicanze a livello di vari organi ed apparati  in età pediatrica e  nell’incontro dal titolo “Bambini e obesità” è stato posto l’accento sulla prevenzione  e sul coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, dalle autorità sanitarie  a quelle che regolano la produzione e la distribuzione dei prodotti alimentari; dalla scuola agli esperti di urbanistica, dal mondo sportivo ai mass media e soprattutto alle famiglie. Il convegno su “Sinergie Nutrizionali e di Allenamento per la Forza”, partendo da un’esperienza pratica “da campo” ha introdotto le basi dei concetti fisiologici della forza muscolare e delle possibili strade per allenare questa particolare caratteristica, combinata con una composizione corporea capace di supportare le espressioni biochimiche della potenza muscolare. Le informazioni raccolte nelle palestre e sui campi di allenamento sono indispensabili per ottimizzare programmi di allenamento “adattato” al mantenimento delle caratteristiche di forza in soggetti anziani che si avviano ad una condizione di ipotonicità muscolare, decremento della forza e sarcopenia,con la progressiva e inevitabile esclusione di questi soggetti dalla normale vita di relazione con conseguenze sociali imponenti. Anche lo studio della composizione corporea in soggetti anziani ed a rischio di sarcopenia, darà l’occasione di individuare strategie “farmacologiche” che avranno come fondamento allenamenti mirati e introduzione di nutraceutici antiossidanti.

 

Internazionalizzazione, export e Gdo

E ritorniamo ora all’argomento internazionalizzazione. Per aumentare l’export dei prodotti alimentari è prioritario il coinvolgimento della grande distribuzione estera. Il messaggio è arrivato dalla seconda giornata di Cibus in cui si è tenuto il convegno “Cibus Global Award”, che ha presentato il primo studio quali-quantitativo mai realizzato sulla presenza del food made in Italy sugli scaffali dei supermercati di Europa, Stati Uniti ed Asia. Una squadra di “osservatori” ha lavorato per mesi per studiare e classificare l’esposizione dell’alimentare italiano nella Gdo estera; in sintesi pur essendo penalizzati dall’assenza di insegne italiane cresce esponenzialmente l’interesse da parte delle catene internazionali per l’offerta dell’industria italiana.  “Cibus Global Award”, organizzato dal Gruppo Food e Fiere di Parma, ha anche premiato le catene distributive estere che si sono distinte per parametri di valutazione vanno dall’ampiezza dell’assortimento al numero di referenze a scaffale, dalle promozioni alle attività informative instore. Per effettuare le rilevazioni, il Gruppo Food si è avvalso della collaborazione dei migliori esperti nei rispettivi mercati di riferimento: Retail Watch per il mercato europeo, Mra per quello americano, BTG group per quello asiatico. Per la Gdo in Europa il primo classificato è la catena tedesca Edeka, per il vasto assortimento, per l’eccellente ordine e visibilità del prodotto italiano in scaffale, specie nelle merceologie dei salumi e dei formaggi (secondo e terzo classificato l’inglese Waitrose e la francese Carrefour). Per la Gdo statunitense il primo classificato è la catena Central Market, premiata per il grande coinvolgimento del consumatore nell’esperienza di acquisto del food italiano, con assaggi e corsi (secondo Whole Foods e terzo Kings/Balducci’s). Per la Gdo asiatica (Cina, Corea e Giappone) il primo premio è andato alla catena giapponese Isetan, per la gran cura messa nelle promozioni del prodotto italiano come le settimane delle Italian Fairs, seguita dalla cinese City Super e dalla giapponese Kinokunya. Le osservazioni sulla Gdo europea hanno evidenziato che le industrie italiane dovrebbero privilegiare l’investimento sui prodotti a marchio commerciale delle varie catene, che stanno aumentando molto il livello qualitativo tanto da competere con i prodotti di marca, cercando però di evidenziare al massimo sulla confezione la tipicità italiana, accompagnandola possibilmente con informazioni sul prodotto. Negli Stati Uniti il problema è rappresentato dalla vastità del prodotto imitativo, tanto che sugli scaffali spesso convivono prodotti autentici italiani e prodotti falsi. La domanda di prodotto italiano è crescente in tutto il Paese, non limitandosi a New York ed alle grandi città, con una grande richiesta di pasta, sughi e formaggi. Ma il popolo dei “foodies”, il cui numero sale costantemente, reclama anche l’arrivo di insaccati, il prosciutto fresco in primis, penalizzato da una legislazione particolarmente protezionista. Le migliori catene puntano su assaggi, informazione e servizio particolare in corsia, cioè personale in grado di spiegare il prodotto ed aiutare il consumatore ad orientarsi. Più complesso il discorso sulla Gdo asiatica, dove il prodotto italiano se non viene spiegato rischia di non essere venduto, con l’eccezione della pasta che è un prodotto dove l’italianità trionfa. Si vende bene anche l’olio, cui fa concorrenza l’olio spagnolo, e stanno conquistando spazi anche i formaggi ed i salumi.  Esemplare l’esempio della Cina dove la presenza radicata di catene francesi ed inglesi favorisce il consumo dei prodotti di quei Paesi.  Anche in Asia la chiave è la formazione, quindi la illustrazione del prodotto, attraverso assaggi, degustazioni, corsi e personale qualificato in grado di spiegare.  Per quanto riguarda Cina (l’analisi si è limitata alle catene di Shangai) e la Corea il cibo italiano è acquistato solo dalle fasce alte della popolazione, attratte dal lifestyle italiano, mentre in Giappone, dove la cucina europea è molto conosciuta da anni, tutti i prodotti italiani hanno grandi potenzialità di penetrazione, anche i prodotti bio.

 

Abbiamo voluto proporre questa lunga sintesi, anche grazie al prezioso apporto delle note stampa ufficiali di Cibus, per almeno due ragioni: offrire alle aziende del settore agroalimentare un’idea delle tendenze e delle novità che riguardano la produzione e la commercializzazione dei cibi; offrire ai lettori di Local Genius, testata giornalistica nata con la specifica mission di promuovere lo sviluppo economico dei territori valorizzando le loro peculiarità, notizie utili per comprendere quanto inscindibile sia ormai il rapporto tra “local” e “global”. Appuntamento al prossimo numero di Local Genius per gli approfondimenti sulle singole aziende calabresi che hanno partecipato al Cibus 2012. Con una serie di speciali molto mirati tenteremo di entrare nel cuore delle diverse realtà aziendali, anche al fine di promuoverne i punti di forza, soprattutto in termini di qualità e originalità dei prodotti proposti. “Local Genius” si caratterizzerà sempre di più, anche grazie al proprio moderno portale (dotato tra l’altro di web tv), come un “compagno di viaggio” affidabile, professionale e serio per le aziende intenzionate a superare la crisi mondiale con coraggio, determinazione e spirito di sacrificio.




Local Genius
www.localgenius.eu
30 luglio 2012

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