Notizie Flash

Altre News >>


menu categoria camera di commercio regioni province comuni governo europa paesi extra UE universita e ricerca sindacati aziende flash agroalimentare allevamenti e pesca viti vini e cantine olivicoltura salumi latticini miele artigianato fiere flash menu categoria mass media web gastronomia e cibi ristorazione alberghi agriturismi libri e riviste turismo ed itinerari musica e folklore evidenza local genius club rassegna stampa Dotro Patea Colacino Wines salumi sap Frammartino libro cucina localgenius bergamotto Me li cucco libro briganti Hotel Marconi Rubino Monardo sponsor Rubino Integra Vinitaly 2014 Istituto Agrario Catanzaro Video Calabria magazine-localgenius Fruit banner DOP JGP antonio-jerocades web tv calendario-eventi servizi-speciali servizi-speciali servizi-speciali servizi-speciali

Cina, Giappone e Usa mangiano sempre di più italiano. Export a valanga!

I commenti di Confagricoltura, Coldiretti e Cia ai recenti dati Istat e Ismea. Trionfo economico nonostante la perdurante crisi. appello di Local Genius

Culaccia, culatello, prosciutto... L´agroalimentare...

Culaccia, culatello, prosciutto... L'agroalimentare Made in Italiy offre la più ampia varietà di eccellenze al mondo. Foto realizzata al Cibus di Parma, edizione 2012

L’Agroalimentare italiano, con le sue eccellenze straordinarie, uniche al mondo, continua a trionfare nell’export, è sempre più apprezzato in tutti i continenti, si propone come il settore più vitale dell’economia nazionale. Le principali organizzazioni di categoria, Confagricoltura, Cia, Coldiretti commentano i recenti dati Istat. Local Genius pubblica in questo servizio le tre rispettive posizioni ufficiali. “Record storico per il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nel 2012 ha raggiunto il massimo di sempre con un valore di 31,8 miliardi di euro, pari ad oltre il doppio degli autoveicoli spediti all’estero. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nel 2012 che confermano il ruolo trainante svolto dai cibi e bevande Made in Italy sul mercato estero dove la crescita complessiva di prodotti agricoli, alimentari e bevande è stata del 5,4 per cento”. Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata da Coldiretti nazionale il 15 febbraio 2013, e che riportiamo integralmente.

 
La maggior parte delle esportazioni – prosegue la nota stampa di Coldiretti - interessa i Paesi dell’Unione Europea per un valore stimato di oltre 23,3 miliardi (+3 per cento) ma il Made in Italy cresce anche negli Stati Uniti con 2,6 miliardi (+10 per cento) e nei mercati asiatici dove si è avuto l’incremento maggiore con un +21 per cento (2,5 miliardi), secondo le proiezioni Coldiretti su dati relativi ai primi dieci mesi dell’anno. Tra i principali settori del Made in Italy, il prodotto più esportato si conferma il vino, con 4,5 miliardi (+7 per cento) davanti all’ortofrutta fresca (3,9 miliardi di euro), che resta sostanzialmente stabile così come l’olio (1,2 miliardi). Aumenta, invece, la pasta che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con 2,1 miliardi (+7 per cento). Analizzando le performance dei prodotti nei singoli Stati si scoprono aspetti sorprendenti – evidenzia Coldiretti – soprattutto sul mercato cinese, dove si registra un vero e proprio boom dei prodotti della dieta mediterranea, con l’aumento del 28 per cento delle vendita di olio, addirittura dell’84 per cento di quelle della pasta e del 21 per cento del vino. Ma anche i formaggi si affermano tra i consumatori cinesi, con gli acquisti di Grana Padano e Parmigiano Reggiano che triplicano, mentre quelli di prosciutto sono addirittura quintuplicati. Sale addirittura a +64 per cento al crescita dello spumante tricolore – rileva la Coldiretti - in casa dello Champagne, la Francia. Ma i cugini transalpini sembrano sempre più propensi anche a “tradire” Camembert e Roquefort per i formaggi italiani, che aumentano del 4 per cento. Prosegue anche il buon momento della birra Made in Italy che avanza in Germania, patria dell’Oktoberfest, (+11 per cento) e tra i “vichinghi” dei paesi scandinavi, con una crescita del 19 per cento. “E’ questa la dimostrazione che nel grande mare della globalizzazione ci salveremo solo ancorandoci a quei prodotti, quei manufatti, quelle modalità di produzione che sono espressione diretta dell’identità italiana, dei suoi territori, delle sue risorse umane”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, nell’evidenziare che “se vogliamo giocare la partita sulla produttività e sui costi di produzione, perdiamo. Se invece aggiungiamo creatività, paesaggio, storia, tutto ciò che di bello e unico abbiamo in questo Paese, possiamo vincere e noi tutti questi valori li mettiamo nostri prodotti agroalimentari”.
 

L'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All'estero - conclude la Coldiretti - il falso Made in Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre.
 
 
“Più di un quarto del fatturato del made in Italy agroalimentare si fa oltreconfine. Se la crisi deprime i consumi interni, spaghetti, vino e mozzarella richiamano sempre di più i mercati stranieri e consentono al comparto di mettere a segno nel 2012 un incremento dell’export del 6,7 per cento a quota 30 miliardi di euro”. Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati diffusi il 15 febbraio dall’Istat, in una nota stampa ufficiale diramata lo stesso 15 febbraio 2013, e che riportiamo integralmente. Un successo trainato prima di tutto da vino e spumanti, con esportazioni in crescita rispettivamente del 7,2 per cento e del 16,2 per cento tendenziale e un giro d’affari annuo di 4,3 miliardi - spiega la Cia sulla base degli ultimi dati Ismea -. Ma vola alto anche l’export della frutta fresca e secca con 2,7 miliardi (+3,2 per cento) e delle preparazioni di ortaggi e legumi, soprattutto conserve di pomodoro, con 2,6 miliardi (+8 per cento). Non perdono appeal neppure pasta (+8,2 per cento) e formaggi (+4 per cento), che fuori dall’Italia incassano quasi 2 miliardi a testa. L’olio d’oliva guadagna un lieve +1,5 per cento a quota 1,2 miliardi, mentre esplode l’export di prodotti da forno e da pasticceria (+9,2 per cento per un valore di 1,3 miliardi), in particolare quelli a base di cacao (+18 per cento).

 
E per il nostro agroalimentare - prosegue la Cia - diventano sempre più importanti i mercati oltreoceano. Nel 2012, infatti, l’aumento tendenziale delle esportazioni è dipeso soprattutto dalla domanda dei paesi extra Ue che, nonostante costituisca ancora solo un terzo del totale, ha registrato un incremento record del 13 per cento contro il 3 per cento dell’export comunitario. Una crescita super guidata dalle performance del “made in Italy” in Giappone (+18 per cento) e negli Stati Uniti (+11 per cento). Per il comparto si tratta di un risultato molto importante. In un anno in cui i costi produttivi agricoli sono saliti più dei prezzi praticati sui campi e i redditi degli imprenditori sono rimasti fermi al palo, l’export ha rappresentato l’unico motore di crescita, lo sbocco necessario anche per “contenere” il calo dei consumi nel mercato domestico. Ecco perché, ora più che mai, è importante continuare con l’opera di valorizzazione dei nostri prodotti - conclude la Cia - evitando però di muoverci in ordine sparso, ma percorrendo una nuova e più efficace azione sinergica per il settore, portando avanti una valida promozione che esalti a livello globale la qualità del “made in Italy”.

 
“Le imprese agroalimentari stanno puntando fortemente sull’export. La bilancia commerciale è migliorata e siamo di nuovo sotto gli 8 miliardi di euro di sbilancio import/export, come non accadeva dal 2009”. Lo sottolinea Confagricoltura, analizzando i dati Istat diffusi il 15 febbraio sul commercio estero nel 2012, in una nota stampa diramata lo stesso 15 febbraio 2013 e che riportiamo integralmente. “Le esportazioni del settore agroalimentare – prosegue Confagricoltura - sono aumentate del 5,39%, con una performance superiore a quella dell’export nel suo complesso che, nel 2012 (rispetto all’anno precedente), si attesta a quota +3,7%”. “Le imprese agricole in particolare – ha evidenziato inoltre Confagricoltura - stanno accentuando il processo di integrazione e di internazionalizzazione per compensare con l’export la flessione del mercato nazionale. I loro sforzi stanno dando buoni frutti e ci sono le premesse per rafforzarsi nell’anno in corso”. “Servono però – ha concluso Confagricoltura - adeguate politiche di accompagnamento e la nostra Organizzazione è quotidianamente impegnata in tal senso, per essere al fianco delle imprese che guardano oltrefrontiera”.

 
Local Genius auspica che il mondo politico italiano legga queste considerazioni e si concentri con grandissima determinazione sui settori dell’agroalimentare e dell’enogastronomia, connessi a cultura e ambiente, per risollevare le sorti del Paese. Si perda meno tempo su cose inutili, sulle pure lotte di potere che interessano soltanto pochi soggetti, e ci si concentri, finalmente, sull'economia vera e sui comparti che hanno prospettive serie di ulteriore crescita.




Local Genius
www.localgenius.eu
16 febbraio 2013

Invia questo articolo

 

STAMPA QUESTO ARTICOLO PER LA TUA RASSEGNA CARTACEA

 

Condividi su Facebook