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Confartigianato: creatività e ingegno Made in Italy non si arrendono alla crisi


Creatività e ingegno Made in Italy non si arrendono alla crisi. Pur tra mille difficoltà, c’è un piccolo esercito di 351.566 imprese artigiane (pari al 24,3% del totale di 1.448.867 aziende artigiane) che, nell’ultimo anno, hanno fatto registrare un trend positivo, con una crescita dell’1,96%. Lo si apprende da una nota stampa di Confartigianato pubblicata sul sito ufficiale in data 28 luglio 2012. Ai primi posti per tasso di sviluppo imprenditoriale vi sono le attività legate all’information technology, alla green economy, alle riparazioni, all’alimentare. La classifica delle attività anti-crisi è stata stilata dall’Ufficio studi Confartigianato che ha rilevato i settori nei quali, da giugno 2011 a giugno 2012, si è registrata la maggiore crescita del numero di aziende artigiane. Resiste - si legge sempre nella nota stampa di Confartigianato che riportiamo qui di seguito integralmente - l'information & communication technology dove, nell’ultimo anno, sono nate 760 aziende (+6,4%)che fanno salire a 4.915 le impreseartigianeimpegnate nella produzione di software, consulenza informatica, installazione e manutenzione di apparecchiature. La coscienza ecologista si fa largo nelle abitudini dei nostri connazionali e si afferma come ‘motore’ di iniziative imprenditoriali: negli ultimi 12 mesi sono nate 5.029 imprese che portano a 37.714 le attività artigiane della green economy, con un aumento del 5,6%. Secondo la rilevazione di Confartigianato sono cresciute anche le imprese ‘verdi’ che si occupano di creazione e manutenzione di spazi verdi e utilizzo aree forestali. In questa nicchia produttiva, che conta 3.652 aziende artigiane, nell’ultimo anno sono state create 320 imprese (+1,7%). La crisi fa crescere il partito di quelli che ‘riparare conviene’, una tendenza che ha fatto nascere 2.404 imprese (+4,1%), portando a18.178il numero delle aziende che si occupa di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature. Gli italiani non rinunciano al buon cibo e così nella ristorazioneoperano 49.238 imprese (6.104 nuove aziende, pari a +2,2%,tra giugno 2011 e giugno 2012) e nella produzione alimentare sono attive 39.114 aziende (2.440 nuove imprese,+0,85%  nell’ultimo anno). In recupero anche un tradizionale settore manifatturiero come la produzione di articoli in pelle che ha visto nascere 1.390 aziende(+0,6%), portando a 13.370 imprese il totale di queste attività. Complessivamente, nell’ultimo anno, le imprese artigiane hanno fatto registrare le migliori performances in Liguria e Lazio con un tasso di crescita rispettivamente dello 0,7% e dello 0,4%. Male invece in Sardegna (- 2,5%) e in Veneto (-1,8%).


A livello provinciale, il maggior dinamismo imprenditoriale - si legge sempre nella nota stampa di Confartigianato - appartiene a Genova, dove gli artigiani sono aumentati dell’1,52%, seguita da Macerata (+1,51%)e da Roma (+0,82%). Al capo opposto della classifica, il calo maggiore si registra a L’Aquila(-2,47%), Verbano-Cusio-Ossola(-2,52%) e Cremona(-2,61%). “I dati confermano – sottolinea Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato – che, nonostante la crisi, gli artigiani e, più in generale, i piccoli imprenditori hanno continuato a fare tutto il possibile per sostenere l’economia. La nascita di tante aziende è un segnale di vitalità che va incoraggiato. Adesso, in questo momento così difficile, ci aspettiamo che anche gli altri, a cominciare ovviamente dal Governo, facciano la loro parte, promuovendo le azioni necessarie per rilanciare la crescita e sostenendo il tessuto produttivo delle Pmi italiane”.




Local Genius
www.localgenius.eu
29 luglio 2012

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