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Consumo Ue di ceramiche da tavola e porcellane: il 65% viene dalla Cina. Introdotti dazi antidumping

Intervento di Confindustria Ceramica. Manfredini: ripristinare le corrette condizioni competitive


"La Commissione Europea, al termine dell’iter lungo 9 mesi, ha introdotto dazi antidumping provvisori nei confronti delle importazioni di porcellana e ceramica da tavola dalla Cina. La norma, che entra in vigore da domani venerdì 16 novembre, indica una aliquota del 17,6% al 31,2% per tutte le aziende cinesi che hanno collaborato con l’indagine e del 58,8% per tutte le altre imprese produttrici esportatrici". E' quanto si legge in una nota stampa ufficiale di Confindustria Ceramica diramata il 15 novembre 2012, e che qui di seguito riportiamo integralmente. "L’introduzione dei dazi compensativi a fronte di vendite in dumping (vendite sottocosto) riporta la concorrenza internazionale su livelli di correttezza, rimuovendo quelle cause di distorsione - prosegue la nota stampa ufficiale - che significativi impatti negativi hanno avuto sul tessuto aziendale e sociale europeo. Ad oggi, infatti, l’industria comunitaria della porcellana e ceramica da tavola vale oltre 240mila tonnellate, fornisce occupazione ad oltre 25.000 addetti con una significativa quota di personale femminile altamente qualificato. Il consumo comunitario presenta una stringente anomalia: oltre il 65% del totale proviene dalla Cina, una situazione che nel corso degli ultimi 10 anni si è progressivamente e velocemente aggravata: nel 2004 le importazioni cinesi rappresentavano il 22% del consumo totale, con un prezzo medio mediamente inferiore del 70% rispetto ai valori degli altri paesi esportatori.


Lo scorso 16 febbraio - leggiamo sempre testualmente nella nota di Confindustria Ceramica - la Commissione Europea aveva ufficializzato l’avvio di questa indagine antidumping a seguito della denuncia, avanzata dai principali produttori europei rappresentanti oltre il 50% dell’industria comunitaria di stoviglieria in porcellana e ceramica e supportata dalla federazione europea Fepf. L’obiettivo dell’iniziativa era di dimostrare il danno arrecato all’industria europea da vendite a prezzi non equi delle aziende cinesi nel mercato europeo. “La positiva decisione della Commissione Europea – dichiara Franco Manfredini, Presidente di Confindustria Ceramica – conferma non solo la correttezza delle nostre denuncie, ma sottolinea la ferma determinazione con cui Confindustria Ceramica intende ripristinare le corrette condizioni competitive. Auspichiamo ora che a fianco di tali misure, la Commissione Europea introduca anche l’obbligatorietà dell’indicazione del marchio di origine, passaggio essenziale per consentire al consumatore di fare acquisti consapevoli”. “L’introduzione dei dazi sulle importazioni di stoviglie cinesi rappresenta finalmente una boccata d’ossigeno per tutte le aziende – dichiara Riccardo Sala, Consigliere di Confindustria Ceramica – che, nell’attuale situazione di grande difficoltà di mercato, sarebbero state costrette a chiudere o delocalizzare la produzione su mercati esteri. Questa misura interessa tutte le fasce di prodotti , ma in particolar modo le fasce medio basse della grande distribuzione e la naturale conseguenza sarà di dare uno stimolo alle aziende a riavviare produzioni ormai sopite con positivi benefici per il mercato e l’occupazione a livello italiano ed europeo".




Local Genius
www.localgenius.eu
16 novembre 2012

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