Notizie Flash

Altre News >>


menu categoria camera di commercio regioni province comuni governo europa paesi extra UE universita e ricerca sindacati aziende flash agroalimentare allevamenti e pesca viti vini e cantine olivicoltura salumi latticini miele artigianato fiere flash menu categoria mass media web gastronomia e cibi ristorazione alberghi agriturismi libri e riviste turismo ed itinerari musica e folklore evidenza local genius club rassegna stampa Dotro Patea Colacino Wines salumi sap Frammartino libro cucina localgenius bergamotto Me li cucco libro briganti Hotel Marconi Rubino Monardo sponsor Rubino Integra Vinitaly 2014 Istituto Agrario Catanzaro Video Calabria magazine-localgenius Fruit banner DOP JGP antonio-jerocades web tv calendario-eventi servizi-speciali servizi-speciali servizi-speciali servizi-speciali

Crisi e famiglie: 6,5 milioni di italiani ormai comprano alimenti solo nei discount

La Cia commenta le statistiche emerse dall’Eurispes

Italiani al ristorante, foto generica d´archivio

Italiani al ristorante, foto generica d'archivio

La vita degli italiani al tempo della crisi è assolutamente “low-cost”. Come fotografa anche l’Eurispes, con il crollo del potere d’acquisto e l’aumento degli oneri fiscali, le famiglie sono costrette a tagliare tutte le spese: non solo regali, viaggi, tempo libero, ma anche pasti fuori casa. E infatti nell’ultimo anno si sono ridotti drasticamente uscite a cena e dolci della domenica, con un calo nei ristoranti (-5 per cento) e nelle pasticcerie (-11 per cento). Resiste solamente il caffè al bar, un rito economico a cui non sa rinunciare un italiano su tre. Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori, in una nota stampa ufficiale diramata il 31 gennaio 2013, e che riportiamo integralmente. Con quasi un miliardo e mezzo di consumazioni nell’ultimo anno, infatti, la pausa caffè di prima mattina o post pranzo coinvolge circa 20 milioni di italiani - ricorda la Cia - complice anche l’andamento dei prezzi al bar, che è rimasto stabile e ben al di sotto del tasso d’inflazione generale.


Purtroppo, però, la situazione di sofferenza delle famiglie coinvolge anche la tavola casalinga: per affrontare le spese obbligate come carburanti, utenze, mutui o affitti - osserva la Cia - nell’ultimo anno più del 50 per cento delle famiglie è stata obbligata a ridurre di netto la spesa alimentare. Oggi 7,4 milioni di famiglie dichiarano di optare per prodotti di qualità inferiore, mentre 6,5 milioni ormai si rivolgono quasi esclusivamente ai discount per gli acquisti settimanali per la dispensa. E infatti, guardando all’andamento degli esercizi commerciali nel 2012, si nota come nel periodo compreso tra gennaio e novembre sono soltanto i discount a crescere dell’1,6 per cento annuo - conclude la Cia - mentre i supermercati “resistono” con un +0,4 per cento e le piccole botteghe di quartiere precipitano giù al -2,6 per cento.




Local Genius
www.localgenius.eu
1 febbraio 2013

Invia questo articolo

 

STAMPA QUESTO ARTICOLO PER LA TUA RASSEGNA CARTACEA

 

Condividi su Facebook