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Cucina, cibo, e cuochi veri. Da Crotone un messaggio potente: basta con le recite!

Nell’ambito del progetto mediatico Io Scelgo Calabria, un evento culturale e gastronomico per recuperare la vera dimensione fra terra, mare e tavola

Vera zuppa di pesce fresco, in stile crotonese, realizzata...

Vera zuppa di pesce fresco, in stile crotonese, realizzata dallo chef Ercole Villirillo (foto Local Genius)

“Puntiamo alla riscoperta e valorizzazione della cucina identitaria, di tradizione, fortemente radicata nella storia agroalimentare di uno dei Paesi più antichi del mondo, impregnata di civiltà contadina e marinara. Penso che alcuni eccessi che si stanno manifestando nell’arte degli chef, che diventano esibizione fine a se stessa, esasperazione persino del linguaggio descrittivo, sopravvalutazione degli aspetti formali rispetto a quelli sostanziali, esagerazione ad ogni costo, ci stiano facendo allontanare troppo dai veri, sani, autentici sapori che hanno reso famosa e apprezzata l’Italia in tutto il mondo”. Con queste parole Massimo Tigani Sava, direttore editoriale di VideoCalabria e fondatore di Local Genius, Giornale delle Identità Territoriali, ha sottolineato il valore dell’importante serata culturale ed enogastronomica programmata a Crotone presso il ristorante Da Ercole (venerdì 10 marzo). “Con Salvatore Gaetano, editore di VideoCalabria, stiamo condividendo – ha aggiunto Massimo Tigani Sava - il vasto progetto denominato Io Scelgo Calabria: una delle sue articolazioni è dedicata al rapporto che esiste fra prodotti agroalimentari del territorio e cucina. Abbiamo scelto di confrontarci con un grande nome della cucina meridionale e calabrese, Ercole Villirillo, vero maestro dei fornelli, punto di riferimento per un’equilibrata e armoniosa visione dell’arte gastronomica. Ho vissuto molti giorni a contatto diretto con Ercole, l’ho accompagnato tra i pescatori e i rivenditori del porto pitagorico per l’acquisto del pesce freschissimo (sarebbe meglio dire vivo!), ma anche tra fruttivendoli, agricoltori e contadini che quotidianamente lo riforniscono di ortaggi, erbe aromatiche, frutta, ma anche di preziosissime erbe spontanee. Una dimensione umana che permane, che non si smarrisce, che è alla base di tutto ciò che siamo chiamati a ricostruire, a rigenerare, a rinvigorire perché schiacciato da mode fatue, dai disastri di una globalizzazione mal concepita, da atteggiamenti apparentemente costruttivi ma in verità dominati da un solo Dio: il denaro!”.


“La serata di Crotone apre un lungo percorso che stiamo disegnando passo passo - ha chiosato Salvatore Gaetano -. Crotone, il resto della Calabria, l’Italia e poi il mondo intero. Partiamo dalla terra, dal mare e dalla cucina per inviare messaggi positivi. E lo facciamo con tutta la straordinaria forza dei media che abbiamo a disposizione: tv, web tv, social, cartaceo, eventi… Una missione storica, ne vedrete delle belle!”. “Non sopporto più – ha aggiunto Massimo Tigani Sava – questo distacco crescente dalla vita vera, dalle persone vere, dal sudore della fronte. Negli incontri preparatori di questa tappa crotonese ho ricordato che i giganti dell’arte italiana (Michelangelo, Raffaello, Caravaggio…) erano prima di tutto dei sublimi artigiani. Progettavano e costruivano da sé le impalcature e i pennelli, armeggiavano fra gli strumenti di bottega, avevano camici sporchi di polvere e di colore. E questa vita di sacrifici l’avevano fatta sin da ragazzini, conquistando anche qualche bel ceffone dai rispettivi maestri. Sono stati geni assoluti, il meglio che l’umanità abbia espresso dall’Uomo di Neanderthal ad oggi, ma erano prima di tutti artigiani con la a maiuscola, gente con le mani sporche, che parlava anche di soldi e di spese con i committenti, fosse persino il Papa. Insomma, non erano fighette patinate, non recitavano la parte, erano consapevoli di rappresentare il meglio, di essere grandissimi, ma vivevano tra il popolo, non disdegnando neanche puntate notturne in osterie e bettole. Per questo erano giganti dell’arte: perché prima di tutto erano uomini veri, attenti a respirare sudore e sangue, oltre che beatitudine e pensieri elevati”. “Mutatis mutandis – ha concluso Tigani Sava – e fatte salve le nobili eccellenze dell’arte culinaria italiana e mondiale cui rivolgiamo un ringraziamento sincero e che ammiriamo senza ombre, vedo in giro moltissimo fumo e pochi arrosti succulenti. Mi piacerebbe poter osservare alcune di queste presunte fuoriserie del piatto, tra i pescatori all’alba, sui moli di un porto, per capire fino a che punto siano in grado di distinguere un pesce dall’altro, per poi pulirlo adeguatamente e cucinarlo senza privarlo dei suoi naturali sapori. Vorrei poter verificare alcuni presunti personaggi alle prese, giorno dopo giorno, anno dopo anno, a pranzo e a cena, ininterrottamente, con centinaia di clienti, con lo stress di una cucina autentica, dove non si fanno chiacchiere, ma fatti. Ma c'è anche qualcosa di peggio rispetto ai falsi profeti: gli imitatori dei falsi profeti, che si atteggiano a fenomeni, che propongono piatti innovativi e artificiosi perché forse non sanno cucinare i monumenti della gastronomia popolare. E via, allora, al festival di chi la spara più grossa. Ma mi faccia il piacere! direbbe l'immenso Totò. Qualcosa di simile era già accaduto per il mondo del vino, con l'ubriacatura dei calici di vino che roteano alla ricerca dei più assurdi sentori. Per carità: fermiamoci e riprendiamo le misure!”.




Local Genius
www.localgenius.eu
10 marzo 2017

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