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Dati Istat su occupazione, Cia: l´agricoltura difende e moltiplica posti di lavoro


"Nonostante la crisi e a dispetto di tutti i problemi che condizionano la competitività delle imprese, l'agricoltura si dimostra un comparto ancora vivo e vitale, anche dal punto di vista occupazionale. E mentre industria e costruzioni archiviano il secondo trimestre con flessioni robuste, il settore primario mette a segno un incremento degli occupati del 6,2 per cento tendenziale". Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori, commentando in una nota stampa diramata il 31 agosto 2012 il rapporto diffuso oggi dall'Istat. "Nel dettaglio, il risultato del comparto nel periodo tra aprile e giugno - spiega la Cia - è il frutto dell'aumento degli occupati nei campi soprattutto al Nord (+13,7 per cento) e al Sud (+3,5 per cento), mentre il Centro registra un calo del 3,2 per cento. Crescono in particolare le posizioni lavorative dipendenti (+10,1 per cento), concentrate prima di tutto nel Settentrione (+23,4 per cento), mentre le posizioni autonome si fermano al +2,9 per cento, resistendo al Nord (+10,1 per cento) ma crollando nel Centro Italia (-12,3 per cento)". "E' sempre più evidente, dunque, un ritorno al lavoro in agricoltura - sottolinea la Cia - che la politica non può più ignorare. Per questo chiediamo al governo di investire davvero sul comparto, dopo averlo lasciato nell'angolo per anni, e dare vita a una vera politica di sviluppo. Bisogna affrontare e sciogliere i nodi che frenano il settore, a partire dai costi di produzione praticamente raddoppiati rispetto a un anno fa, dai prezzi all'origine non ancora remunerativi e da una burocrazia elefantiaca che pesa sull'agricoltura per 4 miliardi di euro l'anno". "Senza dimenticare l'Imu sui terreni e sui fabbricati rurali - conclude la Cia - una sorta di patrimoniale in campo che tassa quelli che per i produttori sono strumenti di lavoro".




Local Genius
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31 agosto 2012

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