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Dop, Igp, Stg: l’Italia si conferma leader. Risorsa inestimabile e inimitabile

Il grande valore della filiera. I produttori coinvolti sono circa ottantamila. Local Genius: abbiamo il petrolio, sfruttiamolo al meglio!

Forme di Caciocavallo Silano Dop

Forme di Caciocavallo Silano Dop

Il sistema agroalimentare italiano continua a offrire performance positive nonostante la crisi. E lo fa senza che, tranne rare occasioni, siano ancora state individuate politiche finalmente strategiche per il suo definitivo decollo. Ci si preoccua, certo a giusta ragione, della situazione del comparto automobilistico (anche se ci sembra difficile che si possa recuperare il terreno perduto di fronte al gigante Germania o ai competitor asiatici!), ma non si dedica l’attenzione giusta al nostro “petrolio” che è fatto di Dop, Igp, Stg, prodotti tipici di ogni genere, specialità biologiche, frutti della terra che sono legati all’anima dei più svariati territori e angoli di una Penisola figlia di culture ultramillenarie. Si badi: non che non si faccia nulla in termini di promozione e di valorizzazione. Ma si potrebbe e si dovrebbe fare molto di più, con azioni di rilevanza strategica da indirizzare su più fronti, primo tra tutti quello della tutela del vero Made in Italy, della lotta alle contraffazioni, del sostegno reale a tante coraggiose imprese che continuano a sfornare “gioielli” riuscendo a esportarli in tutto il mondo: dall’olio extravergine di oliva al vino, dalla pasta ai formaggi, dai salumi alle conserve…


L'Italia ha il record di prodotti Dop, Igp e Stg in Europa
Quelle che stiamo proponendo non sono chiacchiere infondate, infarcite di luoghi comuni, ma poggiano anche su analisi statistiche ufficiali. Proprio in queste ultime settimane l’Istat, con un proprio comunicato ufficiale che riprenderemo testualmente in più parti, ha fatto il punto sui prodotti agroalimentari di qualità del Belpaese, relativamente all’anno 2011. “L’Italia – ha affermato l’Istituto di Statistica in un comunicato diramato il 18 settembre 2012 - si conferma primo Paese europeo per numero di riconoscimenti conseguiti: 239 i prodotti Dop, Igp e Stg riconosciuti al 31 dicembre 2011 (20 in più rispetto al 2010). Di questi, 233 risultano attivi. I settori con il maggior numero di riconoscimenti sono gli ortofrutticoli e cereali (94 prodotti), i formaggi (43), gli oli extravergine di oliva (42) e le preparazioni di carni (36). Le carni fresche e gli altri settori comprendono, rispettivamente, tre e 21 specialità. Nel 2011 gli operatori certificati sono 84.148, in calo dello 0,5% rispetto al 2010. Di questi, il 91,9% svolge esclusivamente attività di produzione, il 5,9% solo trasformazione e il restante 2,2% entrambe le attività”. E vediamo ora nel dettaglio qualche dato in più sul sistema produttivo dei “gioielli” agroalimentari nostrani. “I produttori (-0,4% rispetto al 2010) sono più numerosi – afferma l’Istat - nei settori dei formaggi (31.116), degli oli extravergine di oliva (20.278) e degli ortofrutticoli e cereali (16.621). I trasformatori (+4% rispetto al 2010) sono più numerosi nei settori degli oli extravergine (1.855), dei formaggi (1.663) e degli ortofrutticoli e cereali (1.092). Nel sistema di certificazione, gli operatori fuoriusciti (9.080) superano i nuovi entrati (8.641). Tra i titolari di queste aziende prevale la componente maschile: infatti, il 79,9% dei produttori e l’85,3% dei trasformatori sono uomini. Il 28% dei produttori è localizzato in montagna a fronte del 17% di aziende agricole montane rilevate dal censimento dell’agricoltura nel 2010”. Inoltre dallo studio dell’Istat emerge una considerazione tutt’altro che secondaria: quando si parla di agroalimentare d’eccellenza il divario storico tra Nord e Sud certo non si annulla, rimanendo evidente, ma assistiamo a un Mezzogiorno che cresce, che non si distingue per ritardi e passi indietro, che non si attesta ai primi posti delle graduatorie negative. Afferma infatti l’Istituto di Statistica: “A livello territoriale continua il progressivo rafforzamento dei prodotti di qualità nelle regioni meridionali, sebbene gli operatori e le strutture produttive risultino storicamente radicati soprattutto nel Nord del Paese”.


Dop, Igp, Stg: i produttori in Italia sono 79.187
Il mondo dell’agroalimentare italiano è un tripudio di colori, sapori, unicità, rarità. La carta geografica nazionale dei prodotti tipici non ha soluzioni di continuità dalle Valli Alpine alle isole, dall’Adriatico, al Tirreno, allo Jonio. Non c’è regione o provincia del Belpaese che non possa vantare una sua eccellenza enogastronomica, che non abbia ereditato dalla sua storia e dalle sue tradizioni tecniche di lavorazione particolari e ricette inimitabile condite con passione e dedizione. Il cibo del nostro Paese è strettamente connesso con il dna delle comunità che lo abitano, parla dei territori dai quali nasce, testimonia una ineguagliabile ricchezza di culture, di tradizioni, di civiltà. Né questo variegato, entusiasmante e infinito pianeta è monopolizzato da pochi gruppi imprenditoriali. Anzi, al contrario, gli operatori sono tanti e ben distribuiti, perché tra agroalimentare di qualità ed esseri umani c’è una simbiosi inscindibile, un connubio indissolubile, una sintesi non separabile. Le specialità enogastronomiche d’eccellenza camminano sulle gambe di persone che hanno dietro di sé un’eredità non facilmente trasferibile di conoscenze e di saperi. Innovazione tecnologica e artigianalità si fondono in soluzioni di assoluto pregio. Anche in riferimento a queste ultime considerazioni proposte da Local Genius, l’Istat ci viene in soccorso, elencandoci il numero degli operatori italiani impegnati in produzioni di qualità Dop, Igp e Stg, che in totale sono 79.187. I produttori di formaggi sono 32.432 (parliamo sempre di numeri che si riferiscono all’anno 2011), quelli di oli extravergine di oliva sono 20.278, quelli di ortofrutta e cereali 16.499, quelli di carni fresche sono 6.594, quelli che si occupano di preparazione di carni sfiorano i quattromila (3.917). Anche quelli degli “aceti diversi dagli aceti di vino”, se si pensa alla nicchia di riferimento, non sono pochi, perché ammontano a ben 157. Dietro questi dati apparentemente freddi ci sono volti di imprenditori, di esperti, di specialisti, di tecnici, di maestranze, tutti accomunati dall’impegno in progetti che non sono delocallizzabili, che non possono prescindere dalla competenza e dalla fidelizzazione, che non conoscono termini quali improvvisazione, speculazione, risparmio nell’impiego di materie prime, approssimazione. Se tutta l’Italia, a partire da ognuno dei suoi governanti, comprenderà fino in fondo che le questioni sulle quali stiamo ragionando sono strategiche per il futuro di tutti noi e che possono darci le risposte che invano, ormai da molti anni, stiamo cercando per irrobustire il pil e per creare posti di lavoro, allora saremo pronti a combattere la crisi che ci attanaglia.


Prodotti di qualità: ortofrutta e cereali, formaggi, oli extravergine
Torniamo ora alla fotografia elaborata dall’Istat per i prodotti Dop, Igp e Stg. Nel 2011 il loro numero in Italia ammontava a 239, di cui soltanto 6 inattivi. Primo posto per Ortofrutta e Cereali (79) e a seguire: Formaggi (40), Oli extravergine di oliva  (40), Preparazioni di carni (33), Prodotti di panetteria (6). Ecco come commenta la citata nota stampa dell’Istituto di Statistica: “Le specialità agroalimentari Dop (Denominazione di origine controllata) rappresentano il meglio della qualità certificata e protetta dall’Unione europea (Ue). Si contraddistinguono in quanto sono originarie di una specifica zona geografica, presentano caratteristiche dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico (inclusi i fattori naturali e umani) e sono prodotte e trasformate esclusivamente in un delimitato territorio. Al 31 dicembre 2011 sono 149 i prodotti italiani riconosciuti come Dop dall’Ue, 14 in più rispetto al 2010 (+10,4%). Nel 2011 il settore degli ortofrutticoli e cereali consegue sette nuovi riconoscimenti, tre sono attribuiti ai formaggi, due agli oli extravergine di oliva e uno ciascuno agli aceti diversi da quelli di vino, ai prodotti di panetteria e alle spezie. La Liquirizia di Calabria viene attribuita sia ai prodotti di panetteria sia alle spezie. Le Dop attive sono 145 (12 in più rispetto al 2010, +9%), quelle non attive quattro”. Veniamo ora alle Igp: “Le specialità Igp (Indicazione geografica protetta) comprendono i prodotti agroalimentari di pregio riconosciuti e tutelati dall’Ue. Si caratterizzano in quanto sono originarie di una specifica zona geografica, possiedono una determinata qualità, reputazione o altre caratteristiche attribuibili ad uno specifico territorio, ossia vengono almeno prodotte e/o trasformate in una delimitata zona geografica. Al 31 dicembre 2011 le Igp riconosciute dall’Ue sono 88, con sei nuovi riconoscimenti (+7,3%) rispetto all’anno precedente, tre dei quali nel settore degli ortofrutticoli e cereali e altri tre relativi alle preparazioni di carni. I prodotti Igp attivi sono 86 (otto in più rispetto al 2010, +10,3%), mentre quelli non attivi sono due”. E infine ai prodotti Stg: “I prodotti Stg (Specialità tradizionale garantita) comprendono le preparazioni riconosciute e tutelate dall’Ue, le cui peculiarità non dipendono dall’origine geografica, ma da una composizione tradizionale del prodotto, una ricetta tipica o un metodo di produzione tradizionale. Un medesimo prodotto Stg può essere certificato da più organismi di controllo e realizzato in qualsiasi territorio, mentre ciascuna Dop o Igp viene certificata da un solo organismo e legata a una specifica zona. Anche nel 2011, non soltanto in Italia ma nell’intero territorio dell’Ue, la Mozzarella e la Pizza napoletana sono le uniche due specialità riconosciute, attive e prodotte, anche se da pochi trasformatori controllati e certificati, a partire dalla lavorazione delle materie prime”.


Agroalimentare: il grande valore della filiera
La qualità, dicevamo, non si improvvisa, non si inventa in laboratorio, non è figlia della chimica, ma richiama fortemente il concetto di filiera agricola. Non si diano per scontate le poche osservazioni che ora vi proporremo. Ad un ottimo formaggio, adeguatamente prodotto e stagionato, ci si arriva se si ha un latte altrettanto superlativo. Per un latte di primissimo livello occorrono animali selezionati e in salute, aree di pascolo incontaminate, terreni difesi dalle mille possibili aggressioni, integrazioni dell’alimentazione dei capi a base di materie prime scelte con scrupolo. Eccola la filiera agricola che coinvolge innumerevoli professionalità e specializzazioni, che fa l’amore con la natura e il paesaggio, che necessita di uno sviluppo sostenibile, che usa la scienza e le tecnologie ma non ne è schiava fino al punto di giocare con carte truccate, di abbandonarsi solo alla dimensione industriale e assolutamente standardizzata, di perdere ogni forma di contatto con la terra e con l’ambiente. A tal proposito l’Istat osserva: “I prodotti Dop, Igp e Stg si confermano componente significativa della produzione agroalimentare italiana e fattore di competitività delle realtà agricole locali. Pur mantenendo talune caratteristiche tipiche dei prodotti di nicchia, il settore dei prodotti di qualità va assumendo nel tempo dimensioni sempre più importanti. Nel periodo 2004-2011 si registra un consistente aumento sia del numero delle specialità riconosciute e di quelle attive sia dei produttori e delle strutture produttive (allevamenti e superfici coltivate); più contenuto, invece, è l’incremento dei trasformatori. In particolare, tra il 2004 e il 2011 le Dop, Igp e Stg passano da 146 a 239 (93 prodotti in più, +63,7%) e le specialità attive da 129 a 233 (104 prodotti in più, +80,6%). I produttori registrano un incremento di 24.994 unità (+46,1%) e gli allevamenti di 18.382 strutture (+64,4%). La superficie aumenta di 38.274 ettari (+33,7%) e i trasformatori di 1.089 unità (+19%)”.


L’Italia, sostiene Local Genius, ha “giacimenti petroliferi” che non puzzano e non inquinano, che hanno il colore della natura incontaminata, che danno il meglio di se stessi sotto cieli azzurri, che non hanno perso la dimensione umana della produzione. Crediamoci fino in fondo!
 
 
Nota metodologica dell'Istat
Riportiamo qui di seguito, testualmente, la nota metodologica Istat allegata al comunicato stampa su menzionato: “La rilevazione riguarda i prodotti agroalimentari di qualità Dop, Igp e Stg che, al 31 dicembre 2011, dispongono del riconoscimento comunitario Denominazione di origine protetta o Indicazione geografica protetta o Specialità tradizionale garantita(L’attribuzione del marchio Dop o Igp avviene in base al Regolamento CE n. 510 del 20/03/2006, quello STG al Regolamento CE n. 509 del 20/03/2006 e successive modifiche e integrazioni. I suddetti regolamenti hanno sostituito ed abrogato, rispettivamente, i precedenti Regolamenti CEE n. 2081/92 e 2082/92)., nonché tutti gli operatori, distinti in produttori e trasformatori, autorizzati alla produzione e/o alla trasformazione delle derrate agricole in prodotti agroalimentari di qualità riconosciuti dall’Ue.La rilevazione è censuaria e viene svolta per via amministrativa in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf). Per ciascun prodotto vengono rilevati i dati relativi ad ogni singolo operatore, produttore e/o trasformatore, certificato dall’apposito organismo di controllo autorizzato.  La raccolta dei dati viene eseguita dal Mipaaf presso gli organismi di controllo che, utilizzando i propri archivi amministrativi, provvedono a compilare, per ciascun prodotto di propria competenza, uno specifico modello in formato elettronico. A tale scopo l’Istat ha predisposto 11 distinti modelli, uno per ciascun settore in cui vengono suddivisi i prodotti Dop, Igp e Stg.  Per l’anno 2011 il tasso di risposta conseguito dalla rilevazione sui prodotti Dop, Igp e Stg risulta, come per le precedenti edizioni 2004-2010, pari al 100%.Sul sito web dell’Istat, sono disponibili le tavole nazionali, regionali e provinciali dei prodotti di qualità dal 2004 al 2011. Dall’edizione 2008 della rilevazione sono diffusi i dati relativi ad operatori del settore per zona altimetrica e genere, produttori-trasformatori, consistenza dei capi per specie, impianti di trasformazione; dall’edizione 2009 sono disponibili anche i dati sui prodotti riconosciuti dall’Ue per Paese e settore, sugli operatori dei principali settori distinti per tipo di prodotto e per singolo prodotto. Dall’edizione 2010 si pubblicano anche i dati sia sui nuovi operatori entrati nel sistema delle certificazioni sia su quelli fuoriusciti”.




Local Genius
www.localgenius.eu
21 settembre 2012

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