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Filiera ittica calabrese: Lega Pesca chiede la piena operatività per i Gac

Salvatore Martilotti: i Gruppi di Azione Costiera sono strumenti strategici per lo sviluppo locale

Il porto di Roccella Jonica (foto d´archivio)

Il porto di Roccella Jonica (foto d'archivio)

La tempestiva e piena operatività dei Gruppi di Azione Costiera (Gac) e il decollo della legge regionale, fino ad oggi priva di qualsiasi dotazione finanziaria, sono le due priorità oggi cruciali per superare la crisi della filiera ittica calabrese. Su questi nodi nevralgici Lega Pesca auspica che il costruttivo dialogo intrapreso con la Regione Calabria unitariamente alle altre Associazioni Pesca dell'Alleanza delle Cooperative consenta presto di mettere a segno traguardi concreti. E' quanto si legge in una nota stampa ufficiale diramata da Lega Pesca (Legacoop) il 20 novembre 2012. Operatori ed imprese attraversano una crisi gravissima, per cui le Associazioni - prosegue la nota stampa ufficiale che riportiamo integralmente - non demordono nella richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del settore. D'altra parte, si profilano grandi opportunità, per il robusto impegno di risorse finanziarie del Fondo Europeo Pesca (Fep), pari a 18 milioni di euro, che la Regione Calabria ha puntato sul finanziamento dei Gruppi di Azione Costiera, strumenti strategici per lo sviluppo locale. "Siamo di fronte ad un momento cruciale per la filiera ittica calabrese - incalza Salvatore Martilotti di Lega Pesca Calabria -, che deve essere affrontato con la necessaria tempestività e chiarezza di intenti. Solo se ben coordinate e governate, le opportunità offerte dai cospicui investimenti sui Gac e dalla legge regionale potranno tradursi in occasioni di crescita e sviluppo per il settore". 


Sui Gac, si è apprezzata la disponibilità al confronto - prosegue la nota stampa ufficiale - emersa nella due giorni di consultazioni che lo scorso 21 e 22 ottobre ha consentito di fare il punto sui 6 Gruppi costituiti in Calabria: i Borghi marinari della Sibaritide, Costihera, Medio Jonio, Gruppo di Azione costiera dello Stretto, Costa degli Dei, La Perla del Tirreno. Ma la sfida è complessa - avverte Martilotti - e sicuramente richiederà qualche aggiustamento di tiro. E' necessario un maggiore snellimento delle procedure - spiga il responsabile di Lega Pesca Calabria - oggi gravate da un peso burocratico che rischia di ledere la capacità di spesa e bloccare gli investimenti. E' soprattutto indispensabile - continua Martilotti - valorizzare più compiutamente il ruolo della cooperazione e del settore, rispetto ad un impianto, quale quello attuale, in cui la filiera ittica e le sue rappresentanze non trovano quello spazio che pure ad esse competerebbe. "Il Gac, nella logica  intersettoriale di sviluppo locale, è uno strumento che nasce per fare squadra - spiega il responsabile Lega Pesca Calabria -. Fare squadra significa non escludere nessun soggetto che è pronto a dare il suo contributo di esperienze e professionalità. La cooperazione ritiene di avere queste caratteristiche e rivendica per la pesca maggiore centralità".


Accanto alla sfida tutta europea dei Gac, non è secondario, nel contesto di una crisi regionale che ha visto circa un migliaia di addetti espulsi dal settore negli ultimi 5 anni, oltre 100 battelli smantellati, una perdita del valore della produzione sbarcata superiore a 14 milioni di euro su un valore totale di circa 55 milioni di euro, garantire adeguate dotazioni - conclude la nota stampa di Lega Pesca - per portare al decollo la legge regionale di settore. E' necessario uno sforzo per rendere operativi strumenti innovativi, finora rimasti purtroppo sulla carta, quali, tra tutti, l'Osservatorio Pesca e Acquacoltura e l'Agenzia per il Credito: due strumenti di cui rimane urgente il varo, per impostare le politiche di sviluppo sulla reale conoscenza dei parametri ambientali e socioeconomici dei diversi litorali, così come per sostenere le politiche di rilancio delle imprese.  




Local Genius
www.localgenius.eu
23 novembre 2012

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