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Grido d’allarme di Coldiretti sul falso cibo Made in Italy: danni per 60 miliardi di euro all’anno


"Provoca un grave danno all’immagine del Made in Italy nel mondo la maxifrode della carne di cavallo che coinvolge piatti che richiamano esplicitamente all’Italia come le lasagne, i tortelloni e gli spaghetti alla bolognese senza però avere alcun legame con il sistema produttivo nazionale, ma che sono frutto di un vorticoso carosello commerciale all’interno dell’Europa". E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare "lo scandalo della carne di cavallo trovata in diverse confezioni di prodotti, in vendita in vari paesi Europei, che avrebbero dovuto contenere solo manzo". Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata il 15 febbraio 2013, e che riportiamo integralmente. Lo scandalo “horsegate” - sostiene la Coldiretti - ha evidenziato ancora una volta il grave ritardo della legislazione europea nel garantire trasparenza negli scambi commerciali e nell’informazione ai consumatori sugli alimenti, dove sono più rilevanti i rischi di frodi e inganni. E’ quindi necessario - continua la Coldiretti - estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza “Made in” anche per i prodotti alimentari, come è appena avvenuto con le nuove misure per aumentare la sicurezza dei prodotti non alimentari adottate dalla Commissione Europea che introducono l'obbligo dell'indicazione di origine sia per i paesi Ue che terzi.


Alla evidente difficoltà della legislazione europea di garantire trasparenza negli scambi commerciali e nell’informazione ai consumatori, si aggiunge - sostiene la Coldiretti che continuiamo a citare testualmente - il grave danno economico e di immagine provocato all’Italia che fonda nell’agroalimentare uno dei sui punti di forza all’estero. Il termine “bolognese” è il più usurpato della cucina italiana che viene utilizzato a livello internazionale per indicare improbabili sughi contenuti in vasetti o nei barattoli (da lasagne a cannelloni, dai tortellini alle tagliatelle), ma che campeggia anche su strane confezioni di mortadella di tacchino e soprattutto è usato, in tutti i continenti, come condimento degli spaghetti secondo una ricetta che spopola nel mondo, ma che è del tutto sconosciuta in Italia. Uno dei piatti più gustosi della tradizione emiliana le cui origini risalgono al medioevo viene banalizzato - precisa la Coldiretti – in una invenzione per stranieri completamente sconosciuta in Italia, come gli spaghetti alla bolognese, che indicano un condimento con sugo di pomodoro e polpettine (meatballs).


Il fatturato del falso Made in Italy agroalimentare ha superato i 60 miliardi di euro e le esportazioni nazionali potrebbero triplicare da una serie lotta ai cibo italiano taroccato nel mondo, senza dimenticare le opportunità occupazionali ed i rischi di danni alla salute o all’immagine provocati da casi come quello della carne di cavallo impropriamente utilizzata in piatti “italiani”. Il cosiddetto fenomeno “Italian sounding” colpisce i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare nazionale, dallo “Spicy thai pesto” statunitense al “Parma salami” del Messico, ma anche una curiosa “mortadela” siciliana dal Brasile, un “salami calabrese” prodotto in Canada, un “barbera bianco” rumeno, il “provolone” del Wisconsin, gli “chapagetti” prodotti in Corea, una strana “pizza polla cipolla Basilicata” prodotta in Olanda e un preoccupante sugo “mascarpone e ruccola” prodotto in Svezia. Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le più copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita c'è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, ma anche Pamesello in Belgio o Parmezan in Romania. Per non parlare – conclude la Coldiretti - del Romano, dell'Asiago e del Gorgonzola prodotti negli Stati Uniti dove si trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano “spacciate” come italiane.




Local Genius
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16 febbraio 2013

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