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I 150 anni della Camera di Commercio di Cosenza, Gaglioti: i nostri Liutai

Il discorso del presidente dell´Ente nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma di eventi. Bisignano ed i suoi valenti artigiani

Giuseppe Gaglioti, presidente della Camera di Commercio

Giuseppe Gaglioti, presidente della Camera di Commercio

La Camera di Commercio di Cosenza celebra i suoi 150 anni. Lo fa con una serie di iniziative che si svolgeranno nel mese di ottobre. La mattina di lunedì 8 ottobre 2012, presso la sede dell'Ente camerale bruzio, a partire dalle ore 10.00, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del "Calendario Eventi per le Celebrazioni del 150° anniversario della Camera di Commercio di Cosenza". Sono intervenuti: Giuseppe Gaglioti, presidente dell'Ente camerale bruzio; Giovanni Latorre, Rettore dell'Università della Calabria; Mario Bozzo, presidente della Fondazione Carical. L'importanza dell'anniversario, nonché la qualità degli appuntamenti di approfondimento tematico previsti durante le celebrazioni (si veda link in fondo a questo articolo, ndr), ci inducono a pubblicare, nella sua versione integrale, il discorso introduttivo letto dal presidente Gaglioti durante la menzionata conferenza stampa. Al fine di rendere più scorrevole la lettura del testo, abbiamo di nostra iniziativa introdotto dei titoli di paragrafo che non apparivano nel documento ufficiale. Solo i titoli in neretto, pertanto, sono frutto di una nostra autonoma esigenza di sintesi. Il resto del testo, invece, corrisponde esattamente alla sua versione originale consegnata in copia alla stampa. Local Genius seguirà direttamente le prossime tappe delle celebrazioni. Ecco il discorso del presidente Giuseppe Gaglioti:


"Camera di Commercio di Cosenza (1862 - 1912)
Innanzitutto permettetemi di salutare gli amici della stampa e tutti gli intervenuti a questa conferenza stampa. Oggi celebriamo i 150 anni della nostra costituzione, 150 anni che sono la storia di uomini e donne che hanno saputo fare impresa tra incredibili eventi che spesso sono costati lacrime e sangue, ma che hanno saputo garantire anche esaltanti momenti di crescita e sviluppo. La Camera di Commercio di Cosenza è stata istituita il 5 ottobre del 1862 (all’interno della cartella che vi abbiamo consegnato troverete copia del Regio Decreto) ed ottenne l’approvazione del regolamento interno il 18 aprile del 1864. Ora, io dovrei ripercorre qui la nostra ultracentenaria storia, ma rischierei di annoiarvi. Mi limito ad informarci che dal 1862 ad oggi si sono succeduti 34 Presidenti e 33 Segretari Generali. Essi rappresentano tuttavia solo la punta dell’iceberg di un’istituzione che ha contribuito a tracciare la strada dell’operosità e della produttività, costantemente finalizzata allo sviluppo dell’intero territorio provinciale. La realizzazione di questo faticoso ma gratificante percorso è resa possibile grazie a tutti coloro che hanno messo e mettono a disposizione le proprie competenze ed energie al servizio di un obiettivo comune e largamente condiviso. Un percorso, quello del nostro ente, che assume la connotazione di una “missione”. Ogni nave che si rispetti ha il suo capitano, pronto a tracciare le rotte e a reggere il timone, a virare all’occorrenza. Ma il capitano nulla può senza il supporto e la collaborazione di tutto l’equipaggio. La metafora non è affatto casuale, l’etimologia ci induce infatti a pensare alla parola “équipe” e, per associazione, al “gioco di squadra”, per questo motivo sento di dover rivolgere un meritato e doveroso ringraziamento a tutto il personale della Camera di Commercio di Cosenza, una squadra, come dicevamo, vincente e aperta a tutti i contributi sia interni che esterni.


La centralità dell'impresa
A me tocca l’ardito compito di illustrare cosa sia stato e qual è il ruolo della Camera di Commercio di Cosenza. Innanzitutto, noi siamo nati per riaffermare la centralità dell’impresa nello sviluppo dell’intera società, perché senza l’impresa non c’è crescita, non c’è lavoro, non c’è futuro. Tralasciando le vicende storiche, di cui siete più edotti di me, vorrei lanciare uno sguardo al presente ed una proiezione nel futuro. La crisi che stiamo attraversando non è come le altre. Segna un passaggio storico. E come ogni grande cambiamento impone nuovi comportamenti, nuove idee e nuovi impulsi creativi. Dobbiamo tornare a credere, a progettare e a progettarci. Ma saremo capaci di fare ciò che siamo in grado di immaginare. Ora come centocinquanta anni fa. Oggi come ieri, la Camera di Commercio di Cosenza è chiamata a dare il suo contributo per aiutare il sistema a risollevarsi. Noi siamo consapevoli di avere radici profonde, che sono quelle di un sistema coeso che è cresciuto nel tempo; al passo con lo sviluppo economico e sociale dei territori,  assecondandolo e favorendolo, secondo una logica funzionale. La Camera di Commercio di Cosenza ha accompagnato fin dall’inizio l’avventura del sistema Provincia, fondandola sui principi dell’impresa e del lavoro. Il risultato è stato un tessuto di relazioni politiche, culturali, sociali ed economiche capaci di trasformare un aggregato di territori in una Provincia vivace. Noi sappiamo leggere i bisogni del territorio. E rispondere. Ed è questa la strada che porta lontano. Partendo dall’impresa. Il luogo in cui le persone danno il meglio di sé. Oggi, come 150 anni fa, gli imprenditori sono i costruttori del futuro. Ciò nonostante, in Italia ancora sopravvivono inaccettabili pregiudizi. Spesso l’imprenditore è visto con sospetto. Se non con ostilità. Ed invece andrebbe sostenuto e favorito. Perché solo dall’impresa vengono il lavoro, lo sviluppo, il benessere. E andrebbe difeso. Prima di tutto contro chi gioca fuori dalle regole. La “cattiva” impresa – come la “cattiva” politica e la “cattiva” amministrazione - produce danni permanenti. Spegne le energie migliori, scoraggia le menti più aperte e premia chi rinuncia al rischio ed alimenta la corruzione. Rovesciare questo scenario è un imperativo categorico. Tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto bene. I veri imprenditori – la stragrande maggioranza - lo sanno. E scommettono sui propri talenti per far nascere qualcosa che prima non c’era. Qualcosa di più grande, di più bello, di più utile. Mai da soli. Sempre insieme ad altri. Perché l’imprenditore sa essere “contagioso” nella ricerca di sempre nuovi orizzonti. L’impresa è questo: uno stile di vita per chi la guida e per chi ci lavora.


Puntare sulle storiche eccellenze della nostra economia
Adesso che  l’ascensore sociale è fermo al piano da anni, e una crisi di fiducia minaccia tutto e tutti, a cominciare dalla politica, la prima ad aver smarrito la visione del futuro, dobbiamo puntare sulle storiche eccellenze della nostra economia. A cominciare dalla vitalità imprenditoriale che anche in questa crisi durissima, si conferma un punto di tenuta straordinario della nostra Provincia.
Dai nuovi imprenditori, che pure ci sono,  raccogliamo continuamente la richiesta di spazi per crescere: “Fateci cominciare, dateci la possibilità di partire, non toglieteci risorse prima ancora di avere fatturato un solo euro”. Cosa dobbiamo rispondere a questa frenesia che pure ci entusiasma? Non dobbiamo farci trovare impreparati. Dobbiamo imparare che la crisi ci deve aiutare a mettere a fuoco i mali antichi della nostra Provincia; assumerci le nostre responsabilità; tracciare scenari possibili che conducano alla ripresa economica, ma anche, e soprattutto, morale, recuperando quel “senso della comunità” che è indispensabile per garantire un benessere diffuso e duraturo. E’ questo il più grande insegnamento della crisi. L’individualismo esasperato produce una ricchezza effimera e a lungo andare mina le basi della convivenza civile, mentre il merito, la  iducia, la trasparenza,  sono i pilastri della nostra idea di mercato. Con il suo esempio, ogni giorno la Camera di Commercio di Cosenza respinge nei fatti lo stereotipo di burocrazia come disvalore: i nostri servizi sono sempre più semplici, accessibili, trasparenti. Alle parole siamo abituati ad anteporre i fatti e le azioni. Uno dei più grandi alpinisti italiani, Cesare Maestri, sfidando sé stesso diceva: “Non esistono montagne impossibili, solo uomini che non sono capaci di scalarle”. E noi, quelle montagne siamo capaci di scalarle, nonostante le sfide immani che provengono dai mercati di tutto il mondo.


I nostri giovani laureati sono una risorsa preziosa
Per questo, noi abbiamo pensato di operare in sinergia con tutte le forze sane e attive del Cosentino, a cominciare dall’Unical, la nostra prestigiosa Università, fucina di cervelli che non vogliamo e non dobbiamo lasciarci scappare. I nostri giovani laureati sono una risorsa preziosa nel campo della ricerca e dell’innovazione. Noi pensiamo che queste ricchezze debbano rimanere nel territorio, a patto di offrire loro condizioni certe e futuro sostenibile. Ma per fare in modo che le intelligenze che produciamo rimangano nella nostra terra, sono necessarie una serie di iniziative che partono, prima d’ogni cosa, da scelte condivise ed investono tutti i settori della vita sociale ed economica, a cominciare dalla famigerata politica. Dobbiamo creare occasioni reali, o i nostri ragazzi metteranno a frutto le loro conoscenze per l’evoluzione di altri territori. Ecco perché non possiamo prescindere dall’apporto fondamentale della nostra massima istituzione scientifica, l’Università della Calabria, rappresentata qui, oggi, dal Magnifico Rettore Giovanni Latorre, che da 13 anni ne è alla guida.A conferma della fattiva collaborazione avviata, verrà sottoscritto un Protocollo d’intesa. D’altra parte non possiamo dimenticare chi da sempre supporta, anche finanziariamente, l’idea di sviluppo del nostro territorio; mi riferisco alla Fondazione Carical e al suo Presidente, il prof. Mario Bozzo che, oltre alla pura missione di finanziatore magnanimo e generoso, incide profondamente nella cultura della Calabria. Basti pensare al Premio per la Cultura Mediterranea che è giunto alla sesta edizione ed all’impegno nei settori della ricerca scientifica, nel campo della sanità, dell'istruzione, dell'arte, della conservazione e valorizzazione dei beni culturali e dei beni ambientali, e dell'assistenza delle categorie sociali deboli. Posso dire, con orgoglio, che finora abbiamo fatto tanto. E fatto bene.


Le nostre sfide si rinnovano ogni giorno
Ma le nostre sfide si rinnovano ogni giorno. Per questo, non possiamo ritenerci immutabili. Il mercato globale costringe le nostre imprese a cambiare. Nel segno dell’efficienza, della qualità, dell’innovazione. Le imprese ci chiedono due cose: un ambiente operativo favorevole, fatto di poche regole semplici e stabili nel tempo, di prassi omogenee sui territori, di un fisco amico e alleato; e un’assistenza dedicata e personalizzata, per affrontare meglio il mercato e le sue sfide. Oggi circa l’80% delle risorse che riceviamo, torna alle imprese sotto forma di trasferimenti o servizi. È molto, ma dobbiamo andare oltre. Preparati a mutare rotta. In 150 anni abbiamo fatto molta strada, e mai ci siamo sottratti alla responsabilità del“fare”, salvaguardando la nostra autonomia. Noi apparteniamo alle imprese. Nessun altro può indicarci le priorità da seguire. È questa la nostra forza. È questo il patrimonio che abbiamo il dovere di custodire gelosamente. Un grande allenatore di tanto tempo fa, prima di andare in campo, ricordava ai suoi uomini una verità dello sport come della vita: “Chi non dà tutto, non dà niente”. Ecco, da allenatore di questa nostra squadra straordinaria voglio fare mio questo appello. Chi vuole essere generoso verso il futuro deve cominciare a dare tutto al presente. Con spirito di sacrificio. Per arrivare, con coraggio, nel futuro, lo stesso futuro a cui, come esplicitato nel titolo delle celebrazioni, pensiamo da 150 anni, ampliando i nostri orizzonti e concependo un modo di fare impresa aperto a tutte quelle componenti del tessuto economico produttivo in grado di promuovere il nostro territorio a 360°. A tal proposito mi preme sottolineare l’impegno profuso dalla Camera di Commercio anche in ambito culturale, ne è un esempio la collaborazione del nostro ente alla realizzazione delle due pellicole “Vorrei vederti ballare” e “La moglie del sarto”;ecco quindi la scelta di arricchire le iniziative pensate per  le celebrazioni con elementi dalla connotazione artistico-culturale: come il video “Cosenza nel cinemaItinerari affascinanti nella luce di una provincia” - una visione della città e della sua provincia attraverso il cinema, dagli anni quaranta ad oggi – omaggio del regista Giuseppe Papasso alla Camera di Commercio di Cosenza. A questo proposito, e con grande soddisfazione, voglio ricordare anche  la realizzazione del Volume edito dalla De Agostini e del filmato sulla storia dell’economia cosentina dal ‘900 ad oggi, a cura della Wdi; ringrazio entrambe per aver prodotto tali pregevoli opere, a supporto della nostra azione di promozione e valorizzazione del territorio provinciale e delle sue imprese.


Liutai: la secolare scuola di Bisignano e la famiglia De Bonis 
Permettetemi di chiudere con una nota “musicale”, parte integrante della nostra cultura: la liuteria della nostra Provincia, rappresentata dalla secolare scuola di Bisignano e dalla famiglia De Bonis in particolare. La gloriosa tradizione dei liutai affonda le radici al tempo delle incursioni saracene e barbare e fu impiantata dall’arabo Alfa-rabi (912-950 d.C.) che impartì, in Val di Crati, le lezioni di musica sul liuto. Un altro straniero fu il medico ebreo Donnuolo Shabbitay, che morì a Bisignano nel 990 perfezionando e divulgando la tecnica musicale nel rione ebraico. Ancora oggi i liutai di Bisignano portano avanti la loro antica tradizione artigianale proponendo strumenti che sono dei veri e propri capolavori. Naturalmente, nel Gotha della liuteria bisignanese, spicca il laboratorio del maestro Vincenzo De Bonis, ultimo erede di quella dinastia di straordinari liutai diventati celebri a livello internazionale per la loro raffinata produzione di strumenti musicali a corda e, in particolare, della cosiddetta “chitarra battente”, che ha origini nel Cinquecento. Pensate, dopo oltre mille anni quest’arte continua a stupire il mondo e gli appassionati della musica ma, forse, lascia indifferenti i calabresi che poco conoscono i maestri liutai di Bisignano.
Le nostre liuterie affondano le proprie radici in una tradizione lontana e magica e rappresentano il paradigma ideale su cui declinare un modo virtuoso di fare impresa, che non deve trascurare il mondo dell’arte e della cultura, ma deve anzi considerare l’arte e la cultura come risorsa imprescindibile. La tradizione liutaia cosentina è riuscita nell’ardua impresa di dare spazio e lustro ad un settore produttivo (quello dell’artigianato d’eccellenza) capace di creare oggetti rari e preziosi, suonati dalle più importanti filarmoniche e dai più abili musicisti nazionali ed internazionali, vere opere d’arte che suscitano pensieri maestosi e sublimi come le montagne ed il mare che cingono la nostra affascinante ed aspra Calabria in un abbraccio d’assoluto amore".


Si leggano, su Local Genius (www.localgenius.eu):

Articolo sulla conferenza stampa tenuta a Cosenza per i 150 anni della Camera di Commercio:
http://www.localgenius.eu/i-150-anni-della-camera-di-commercio-di-cosenza-presentato-il-programma-405.htm


A proposito della rivalutazione della tradizione dei Liutai, a Bisignano, l'articolo da noi dedicato, nella sezione "Luoghi", al rapporto tra Cremona e i Violini:
http://www.localgenius.eu/amati-guarneri-stradivari-cremona-e-i-suoi-violini-un-esempio-da-imitare-338.htm




Local Genius
www.localgenius.eu
8 ottobre 2012

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