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I vigneti di Cirò Marina ed il mantenimento dei valori paesaggistici

di: Marisa Gigliotti - Architetto, dirigente Slow Food

Nicodemo Librandi in un vigneto di Gaglioppo, a Cirò Marina

Nicodemo Librandi in un vigneto di Gaglioppo, a Cirò Marina


La giornata della festa dei migliori viticultori, istituita da Librandi a Cirò, è stata l’occasione per riflettere sul ruolo che l’agricoltura ha nel mantenimento dei valori paesaggistici dei territori. Alcuni anni fa intorno al 2000, la Calabria fu definita Giardino d’Europa, fu capofila del progetto Ape. In quel momento si pensava alle aree interne e montane del sistema Appennino. Si pensava al sistema dei parchi ed alla valorizzazione degli spazi verdi intesi anche come giardini. Nel frattempo abbiamo assistito al continuo assalto delle aree costiere da parte di azioni speculative o legalizzate, che hanno cementificato in maniera irreversibile i territori. Quei territori vissuti nei secoli dalle nostre popolazioni e coltivati. Penso alle ampie distese di uliveti, ai campi di grano, al sistema orticolo, ai vigneti. In questo quadro devastante, si distinguono però alcune realtà virtuose: i vigneti del Cirotano che ancora occupano tratti importanti di terreno, al confine con la battigia, testimoniando che si possono conciliare suolo, paesaggio, coltivazione e conduzione economica.

Nicodemo ed Antonio Librandi hanno interpretato da tempo questo nesso ed hanno coniugato le loro azioni con il coinvolgimento degli attori di questo processo: i viticultori, quei piccoli ma importanti soggetti che coltivano, curano la vigna e conferiscono la loro uva per una trasformazione di qualità alla Cantina Librandi. La cura con cui si dedicano a queste pratiche agricole, fa di loro dei veri giardinieri, rendendo piacevole la passeggiata tra  il verde dei filari e l’azzurro del mare. Particolarmente bello e curato  il vigneto di Francesco Porti, il presidente di questo gruppo di viticultori. Abbiamo appreso, nel convegno organizzato da Euvite e che ha concluso  la visita ai vigneti, che il comune di Cirò inserirà negli strumenti urbanistici il principio dell’inedificabilità dei terreni in cui insistono vigneti di pregio. Ciò ci fa ben sperare nel futuro, come ci fa ben sperare il premio Vignaiolo di eccellenza 2012, consegnato ad Antonio Santoro, a testimonianza che ci sono ancora giovani che si dedicano all’agricoltura. Gli altri premi consegnati ai viticultori storici (Raffaele Sicilia, Nicodemo Parrilla, e Salvatore Mezzotero) testimoniano la tenacia e la sapienza  nella conduzione della vigna. In particolare la commissione scientifica ha apprezzato la modalità di esecuzione degli innesti, molto curati ed efficaci. “Facciamo così da sempre” hanno detto i viticultori e le considerazioni sono andate alle antiche tecniche che si tramandano da millenni.

Slow food ha in corso il grande progetto I Granai della memoria e riprendere il lavoro in vigna per una documentazione da filmare, può essere l’occasione per  conservare queste testimonianze. Il mio augurio è che al prossimo salone del Gusto –Terra Madre che si terrà a Torino dal 25 al 29 ottobre, allo stand Slow Food Calabria ci possano essere anche alcuni di questi viticultori, a testimonianza che il buon vino che beviamo non è solo un prodotto da ricordare in bottiglia con l’etichetta , ma nasce in vigna con la cura attenta di chi ama il territorio.




Local Genius
www.localgenius.eu
28 settembre 2012

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