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Il silenzio dei vivi: per non dimenticare la Shoah, rappresentazione teatrale a Vibo Valentia


Re-act teatro di residenza di Soverato (Cz), Officina teatrale presentano "Il silenzio dei vivi": regia e testi di Giovanni Carpanzano; musiche originali di Rosario Raffaele; coreografie di Francesco Piroi. Il Sistema Bibliotecario Vibonese ha deciso di promuovere questo spettacolo data la rilevanza dell'argomento. Lo spettacolo andrà in scena il 5 febbraio, alle ore 21.00, al Cinema Teatro Moderno in commemorazione delle vittime della Shoah. Presenti sul palco tra gli altri Alberto Micelotta, Emanuela Bianchi e lo stesso regista Giovanni Carpanzano. E' quanto si legge in una nota stampa ufficiale diramata dal Sistema Bibliotecario Vibonese l'1 febbraio 2013, e che riportiamo integralmente.


Dalle note di regia: "L'opera racconta con sentimento e trasporto, ma anche con un velo di ironia e comicità, l'oscura pagina della Shoah, dello sterminio degli ebrei, degli zingari, dei Testimoni di Geova, degli omosessuali e di altre minoranze durante la Seconda Guerra mondiale ad opera dei nazisti. 'Il silenzio dei vivi' racconta di milioni di uomini, donne e bambini senza distinzione di razza, sesso, religione o appartenenza politica, che sono passati per il 'camino' dei forni crematori. Uno spettacolo intenso che pratica non il rito del ricordo ma il culto della memoria. Lo spettacolo si snoda sotto la guida di un parodico Hitler e intende apportare un contributo originale alla memoria, sempre meno coltivata, di quanti perirono a causa di un folle progetto, al ricordo di una pagina di storia che sempre più si tramanda solo e soltanto mediante la manualistica scolastica sterile. Questa volta, invece, tale pagina si carica di emozioni e suggestioni offerte dal teatro, dando vita a uno spettacolo vibrante che se da un lato pone in essere la catarsi, dall'altro, mediante l'utilizzo dell'umorismo di tipo pirandelliano, regala brividi intensi e sorrisi amari e non è male in un mondo in cui abbondano risate forzate e sorrisi stereotipati, ottimismo di maniera e appiattimento culturale. Tratto dal libro di Elisa Springer, parla di una donna salvata dalla camera a gas che riuscirà a tenere vivo nel suo animo il desiderio di sopravvivere alla distruzione.
Da quel momento e per cinquant'anni la sua storia cade nel silenzio assoluto, ma il mondo ha avuto bisogno della sua voce. La sua vita si normalizza, nasce un figlio, ed è proprio questo figlio che farà ritrovare alla madre le parole che sembravano perdute.  Unico caso al mondo di un silenzio così profondo che si interrompe con il racconto della storia della sua drammatica vita, morte e rinascita. Oggi per fortuna non si è più indifferenti di fronte a quello che hanno vissuto milioni e milioni di persone in quegli anni, ma per continuare a salvare la memoria di quelle vite spezzate e per non dimenticare ci occupiamo di diffondere questo messaggio tra la gente, tra i giovani e tra le persone adulte che magari quegli orrori li hanno anche vissuti".


Assolutamente da non perdere - prosegue la nota stampa - la testimonianza di Elvira Frankel, la sopravvissuta nata nel campo di concentramento di “Ferramonti di Tarsia” (Cs), che sarà disponibile a rispondere alle domande del pubblico dopo le repliche. Nelle mattinate dal 4 a 6 febbraio lo spettacolo andrà in scena per gli studenti delle scuole medie e superiori della città di Vibo Valentia. Prevendita per lo spettacolo serale del 5 febbraio presso il Sistema Bibliotecario Vibonese, polo culturale Santa Chiara Vibo Valentia. Infotel: 0963/547557.




Local Genius
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2 febbraio 2013

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