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Importante dichiarazione di Mario Oliverio sulle Province: depotenziamento democratico e demagogia


“L’approssimazione e lo spirito demagogico con cui il Governo sta affrontando il problema del riordino delle Province lascia, a dir poco, sconcertati”. E’ quanto afferma, in una nota ufficiale diramata il 7 novembre 2012 e che qui di seguito riportiamo integralmente, il presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio. “Si ha la netta impressione - prosegue Oliverio - che la rilevante questione del riordino istituzionale e dell’assetto statuale del nostro Paese sia drammaticamente ridotta ad una mera operazione “mediatica”, tesa a presentare l’abolizione di alcune Province e lo svuotamento e il depotenziamento democratico di altre, come un’imponente operazione di rigore e di contenimento della spesa, attraverso tagli di privilegi e di sacche di parassitismo. A fronte di una necessaria operazione di “disboscamento” della giungla che caratterizza la Pubblica Amministrazione ed il sistema di intervento pubblico con migliaia di enti, società di gestione e carrozzoni vari che costituiscono i tasselli di un sistema inutile quanto dannoso a carico dei contribuenti e del bilancio dello Stato, il Governo-Monti, evidentemente per non intaccare equilibri ed interessi consolidati, utilizza le Province come specchietto per le allodole per presentare le misure assunte come la panacea per la soluzione di tutti i problemi che caratterizzano la inefficiente macchina pubblica del nostro Paese. Piuttosto che atti parziali, che producono solo effetti marginali sul piano della razionalizzazione dei costi come l’abolizione delle giunte provinciali e, a partire dal prossimo anno, la trasformazione del sistema elettorale attraverso cui finora il popolo sovrano ha eletto i presidenti ed i consigli provinciali, il Governo avrebbe fatto cosa davvero utile per il Paese se avesse avanzato una proposta organica di riforma complessiva delle istituzioni, a partire dal Parlamento e dalla necessaria riduzione dei parlamentari, dalle Regioni e dalla definizione dei parametri necessari in rapporto alla densità demografica e territoriale delle popolazioni amministrate per stabilire i costi del loro funzionamento, dalla rigorosa definizione dei compiti e delle funzioni di ogni istituzione al fine di evitare sovrapposizioni e confusioni di ruolo e per determinare lo snellimento delle procedure, dando certezza e precisa temporalità nelle risposte alle domande dei cittadini e del sistema delle imprese”. “In questo quadro e nella definizione di un disegno organico - aggiunge il presidente della Provincia di Cosenza - si sarebbe dovuta valutare la utilità di un ente sovracomunale, capace di corrispondere alla necessità di una razionale ed efficiente organizzazione dei servizi di vasta scala territoriale e, quindi, alla esigenza di programmazione del territorio e di utilizzazione delle risorse disponibili, per determinare con minori costi il miglior risultato nella organizzazione e nel funzionamento dei servizi pubblici sul territorio. La demagogìa non serve al Paese e mi dispiace sinceramente che “il governo dei tecnici” abbia perduto un’importante occasione per rendere davvero un servizio di portata storica all’Italia, aiutandola a porsi in linea con gli standard delle realtà più avanzate dell’Europa in materia di efficienza della macchina pubblica e di rispondenza ai bisogni dei territori”. “Affidare le Province, ridotte di numero al governo di rappresentanza, non elette direttamente dal popolo ma scelte nella sede delle segreterie politiche – conclude Oliverio - non rappresenta affatto un’operazione di contenimento dei costi, ma semplicemente un’operazione di svuotamento della vita democratica e di allargamento della selva degli enti da affidare alla pratica selvaggia della lottizzazione e della spartizione. Il contrario, cioè, di ciò che si proclama a parole e che fumosamente si rappresenta ad un Paese come il nostro nel quale la sfiducia e la delusione, alimentate dalla malapolitica e dal malgoverno trovano, ahimè, ascolto e cittadinanza. Mi auguro che il Parlamento abbia il coraggio e la forza di correggere questa impostazione totalmente sbagliata, che rischia di alimentare ulteriormente la sfiducia e il distacco dei cittadini dalla politica”.




Local Genius
www.localgenius.eu
8 novembre 2012

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