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Italia primo produttore di riso in ambito Ue, salviamo un settore strategico

Coldiretti: la riforma del mercato interno del riso rappresenta un passo avanti importante che aggiorna finalmente una normativa vecchia di quasi 60 anni

Riso, foto generica d´archivio

Riso, foto generica d'archivio

"La riforma del mercato interno del riso rappresenta un passo avanti importante che aggiorna finalmente una normativa vecchia di quasi sessant'anni, garantendo la salvaguardia e la valorizzazione delle varietà da risotto italiane. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’approvazione definitiva del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo sul mercato interno del riso, in attuazione della delega prevista dal Collegato agricoltura e sulla scia delle mobilitazioni promosse da Coldiretti per tutelare i risicoltori nazionali". Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata da Coldiretti nazionale il 28 luglio 2017, e che riportiamo integralmente. "In un mercato che sta assistendo ad un crollo dei prezzi sotto i costi di produzione su varietà per il consumo interno come Arborio e Carnaroli per effetto degli squilibri di mercato legati all'importazioni a dazio zero, la possibilità di poter avere una diversificazione di denominazione - sottolinea la Coldiretti - va da un lato a vantaggio del  produttore e dall’altro del consumatore che avrà la possibilità di scegliere il riso che più gradisce con una giusta remunerazione agli agricoltori italiani". "L’Italia – continua la Coldiretti - è il primo produttore europeo di riso su un territorio di 237mila ettari coltivato da 4.263 aziende, per una produzione di 1,58 miliardi di chili, con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità occupazionali, ma la situazione sta precipitando e a rischio c’è il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera".


"La produzione nazionale - sostiene la Coldiretti - sarebbe più che sufficiente per coprire i consumi interni ma si preferisce speculare sulle importazioni low cost ad alto rischio che affossano le quotazioni del Made in Italy perché è possibile spacciare il riso straniero per italiano a causa della mancanza di un adeguato sistema di etichettatura. In tale ottica è importante - ricorda Coldiretti - la richiesta avanzata dal Governo italiano alla Commissione europea per l'applicazione urgente della clausola di salvaguardia per il ripristino dei dazi sulle importazioni di riso lavorato dalla Cambogia, l'autorizzazione a sperimentare in Italia l'introduzione dell'obbligo di indicazione dell'origine in etichetta per il riso e misure straordinarie di sostegno al reddito dei risicoltori e di rilancio di una coltura strategica per l'Unione". 




Local Genius
www.localgenius.eu
30 luglio 2017

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