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Le idee di ItaliCamp a Palazzo Chigi: dai cristalli del miele alla ecoboa

Due progetti hanno colpito in maniera particolare Local Genius, provenienti rispettivamente dal Molise e dalla Sicilia. Importante e qualificato il vertice romano

Vertice di ItaliaCamp a Palazzo Chigi: Dario Lamanna...

Vertice di ItaliaCamp a Palazzo Chigi: Dario Lamanna assieme a Fabrizio Sammarco

ItaliaCamp continua a lavorare su tutto il territorio nazionale per "invertire la tendenza", così come ama ricordare il giovane gruppo dirigente che la anima. “L’Associazione ItaliaCamp – si legge sul sito ufficiale - promuove e sostiene l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove risposte a domande reali, lavorando per colmare la distanza tra la nascita di un’idea e la sua realizzazione. ItaliaCamp riesce a connettere istituzioni, imprese e cittadini grazie a un innovativo modello di confronto e partecipazione per la società civile, che sfrutta le nuove tecnologie, ma sa anche sviluppare nuovi strumenti (tra questi, il BarCamp: una non-conferenza collaborativa in cui ognuno dà il proprio contributo e nessuno è solo spettatore). ItaliaCamp può contare sulla collaborazione di numerose realtà imprenditoriali, sociali e istituzionali, e sulla partnership di circa sessanta atenei, nazionali e internazionali. Al suo interno si incontrano, si contaminano e si arricchiscono innumerevoli background professionali, tante opinioni, differenti generazioni. Un grande patrimonio al servizio del rinnovamento e della modernizzazione del Paese”. Lunedì 1 ottobre 2012, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, è stato dato seguito ad una delle più importanti iniziative portate avanti da ItaliaCamp: la selezione di centinaia di idee d’impresa, di innovazione e di ricerca proposte prevalentemente da giovani. Un ampio e articolato lavoro di cernita e di coinvolgimento di risorse umane e intellettuali culminato, il 30 giugno dello stesso anno, negli Stati Generali del Mezzogiorno d’Europa tenuti al Teatro Politeama di Catanzaro. Un grande evento, entusiasmante e partecipato, che aveva mobilitato sei regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia). Ad una giuria qualificata il compito, dopo la convention di Catanzaro, di selezionare 16 idee e proposte da “incastrare”, e quindi possibilmente rendere realizzabili, a seguito di un confronto con primarie aziende pubbliche e private, nonché autorevoli istituzioni del Paese, nazionali e regionali. E proprio a Palazzo Chigi, a tre mesi esatti dagli Stati Generali, un’occasione unica per i sedici progetti selezionati: presentare la loro idea di impresa e di ulteriore sviluppo della ricerca, al fine di favorire la valutazione di possibili modalità di realizzazione della stessa. Un’utile seduta di approfondimento e confronto, quindi, ai massimi livelli. A Palazzo Chigi il vertice è stato presieduto da Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e presidente onorario di ItaliaCamp; Gianni Letta, presidente onorario della Fondazione ItaliaCamp; Pier Luigi Celli, presidente della Fondazione ItaliaCamp; Luigi Mastrobuono, amministratore delegato di ItaliaCamp Srl; Fabrizio Sammarco, presidente di ItaliaCamp. Al tavolo anche Federico Florà, Riccardo Grosso, Mario Cantarini, rappresentanti di ItaliaCamp per competenza di coordinamento, nonché i rappresentanti delle istituzioni coinvolte e delle imprese partner di ItaliaCamp. Per la Calabria segnaliamo, tra gli altri, la presenza di Dario Lamanna, direttore generale di Confindustria Catanzaro, ed Enrico Mazza, giurista d’impresa di Catanzaro.

 
“ItaliaCamp – leggiamo ancora testualmente dal sito ufficiale - ha una grande ambizione: invertire la tendenza. Nasce per soddisfare le esigenze della società civile ancor prima che queste emergano, con rapidità, chiarezza e semplicità. Il suo obiettivo è quello di contribuire attivamente allo sviluppo di una diversa coscienza partecipativa, attraverso un nuovo modello di coinvolgimento delle persone; individuare e sostenere la formazione di nuove leadership individuali e collettive che possano lavorare concretamente per il bene del Paese; e promuovere idee che mettano al centro il cittadino, nel rispetto dei principi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Una sfida da giocare insieme. Un gruppo vivo, eterogeneo e affiatato come Italiacamp è l’habitat naturale di intuizione e creatività, e la migliore premessa a dei grandi traguardi”.

 
Accanto e in sinergia con l’associazione, presieduta da Fabrizio Sammarco, opera la Fondazione ItaliaCamp, presieduta da Pier Luigi Celli. “La Fondazione ItaliaCamp – leggiamo sempre testualmente dal sito ufficiale - nasce per sostenere le attività e i progetti di innovazione sociale promossi dall’Associazione. Essa mira a consolidare la rete di imprese, università e istituzioni con cui sostenere un ruolo di promozione del cambiamento sociale nel nostro Paese. Costituita il 21 dicembre 2011, la Fondazione sviluppa uno stabile programma teso a promuovere la ricerca e la realizzazione di idee e progettualità innovative, valorizzando il talento e le energie, soprattutto giovanili, presenti nelle comunità territoriali del Paese, sostenendo il primo centro di “Innovation & Placement” di idee in Italia, quale luogo di intermediazione tra domanda e offerta di innovazione e soluzioni. La Fondazione ItaliaCamp, inoltre, promuove la nascita e lo sviluppo del primo Centro di Ricerca internazionale in Italia sull’Innovazione Sociale”.
 

Cristallizzazione del Miele: usare gli ultrasuoni?
Per quanto riguarda le idee vincitrici, due, in maniera particolare, hanno colpito Local Genius. Una, proveniente dal Molise, riguarda lo Sviluppo di tecnologie avanzate per la valorizzazione commerciale del miele. Gli ideatori sono un gruppo interdisciplinare composto da due chimici, un chimico industriale e un tecnologo alimentare: Luigi Ambrosone, Ruggero Angelico, Monica Mosca, e il team-leader professor Andrea Ceglie, chimico, associato presso la Facoltà di Agraria dell’Università del Molise. La cristallizzazione del miele – si legge nella presentazione ufficiale – è, assieme al colore, la caratteristica maggiormente visibile di tale pregiato alimento. Molti mieli tendono a cristallizzarsi persino a comuni temperature di conservazione e una rapida cristallizzazione può provocare la separazione dell’alimento in parti liquide e solide, generando così un difetto nei mieli avviati al commercio. Negli attuali processi tecnologici di produzione industriale del miele – leggiamo sempre testualmente dalla presentazione ufficiale – si ricorre spesso a una fusione completa per via termica del prodotto: questa operazione comporta un deterioramento, per quanto ridotto, di alcune caratteristiche organolettiche del prodotto oltre a rappresentare un costo economico. L’obiettivo del progetto è quello di apportare metodologie innovative agli attuali processi tecnologici di produzione industriale del miele, al fine di rispettare e preservare il più possibile il pregio di tale alimento. A tale scopo, si propone l’applicazione di ultrasuoni, considerata un metodo più efficiente per la prevenzione e il trattamento dei fenomeni di cristallizzazione, con potenziali ricadute positive sulla valorizzazione commerciale del miele stesso. Fin qui la descrizione ufficiale. Local Genius, testata molto attenta ai sistemi agroalimentari italiani, nonché sempre vicina al mondo delle imprese, da parte sua può testimoniare come la questione della cristallizzazione del miele sia uno dei problemi aperti sul fronte della massima valorizzazione e promozione dei mieli naturali e identitari, sia di nicchia, e quindi provenienti da pollini e territori particolari, sia di più ampio e vasto consumo, quali potrebbero essere i mieli di castagno e di agrumi. E’ difficile, ad esempio, spiegare al consumatore che un miele cristallizzato è tale perché non ha subito interventi termici più o meno invasivi, e che pertanto è più integro. Né del resto si può sottovalutare che al palato un miele cristallizzato, e quindi granuloso, offre sensazioni tattili meno piacevoli di un miele molto fluido. Ecco perché l’idea molisana di utilizzare gli ultrasuoni è sembrata interessante e meritevole di approfondimenti specifici.


 
Boa a energie rinnovabili per dissalare l'acqua?
La seconda proposta che ha maggiormente colpito Local Genius è stata, invece, partorita in Sicilia. Si tratta dell’Ecoboa, ideata da Maria Picone, Gianluca Salemi, Francesco Vigneri. "L’Ecoboa – spiega la presentazione ufficiale – è un innovativo sistema per la produzione di acqua dissalata attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Il sistema consiste nella creazione di una boa marina ricoperta da materiale fotovoltaico (guina, vernice o solare termico) in grado di produrre energia per il funzionamento del sistema di dissalazione interno. L’obbiettivo è quello di risolvere le problematiche relative all’attracco di imbarcazioni private ai porti delle isole minori siciliane per l’approvvigionamento di acqua". Descrizione semplice quanto efficace di un progetto peraltro assai poco costoso. Per Local Genius tutto ciò che nel Mezzogiorno, ma anche nel resto del Paese, può significare tutela dell’ambiente e massimo utilizzo delle energie rinnovabili, è da tenere in elevata considerazione. Né è da trascurare uno strumento capace di affrontare in maniera non invasiva un argomento delicato e fondamentale: la crescente necessità di acqua potabile.




Local Genius
www.localgenius.eu
18 ottobre 2012

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