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Liberati ventotto esemplari di Testuggini di hermann dal Cras di Catanzaro

Prescelto dagli esperti il litorale tirrenico, in un bosco di pini marittimi con dune sabbiose

Cras Catanzaro: liberati 28 esemplari di Testuggini di...

Cras Catanzaro: liberati 28 esemplari di Testuggini di hermann (foto allegata alla nota stampa della Provincia di Catanzaro)

Sono stati restituiti al proprio ambiente naturale 28 esemplari di Testuggini di hermann (Testudo hermanni), rinvenute sul territorio in condizioni tali da essere ricoverati presso il Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro. Lo si legge in una nota stampa ufficiale della Provincia di Catanzaro, diramata il 4 ottobre 2012. "Gli esemplari, completamente riabilitati, sono stati liberati sul litorale tirrenico catanzarese - leggiamo sempre dalla nota stampa che riportiamo qui di seguito integralmente - in un territorio ad altissima vocazione per la specie, caratterizzato da un bosco esteso di Pino marittimo con arbusti tipici della macchia mediterranea e dune sabbiose, in prossimità di corsi d’acqua, una vera e propria roccaforte per la specie. L’operazione di rilascio nasce da un’azione congiunta tra il Cras della Provincia di Catanzaro e il Corpo Forestale dello Stato – Servizio Cites Territoriale di Reggio Calabria in collaborazione con la Legione Carabinieri “Calabria” Stazione di Squillace. Come sottolineato dagli esperti del Cras di Catanzaro, si tratta di un gesto di particolare importanza per la salvaguardia di questi rettili: le Testuggini di hermann sono infatti considerate particolarmente protette dalle più importanti Convenzioni Internazionali, risultando inserite negli Allegati e nelle Appendici più ristrettive dei Regolamenti e delle Direttive Comunitarie a tutela delle specie in via di estinzione. A tal proposito è importante ribadire, per non  incorrere nelle pesantissime sanzioni stabilite dalla Legge 150/92, che è proibita la detenzione di queste specie prelevate direttamente dall’ambiente naturale".

 
La nota stampa diramata dall'amministrazione Provinciale di Catanzaro allega anche una scheda sul Cras. Eccola:

Nel corso degli anni nel Cras di Catanzaro, clinica veterinaria all’avanguardia per il soccorso e la riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà rinvenuta in tutto il territorio calabrese, sono transitati numerosissimi animali selvatici. In solo sei anni di attività, il Centro è infatti  in continua crescita, non solo nella cura e nella riabilitazione della Fauna Selvatica. Dal 2005, anno in cui è stato istituito il Cras del capoluogo, ad oggi sono transitati nel Cras di Catanzaro oltre 2.700 animali selvatici, con percentuali di riabilitazione e liberazione nell’ambiente naturale di numerose specie prossime al 60 % (media nazionale 41,7 % - Indagine sui Centri di Recupero Animali Selvatici. A. Mariacher, 2006). Gli animali, una volta riabilitati, al massimo delle loro performance, vengono liberati in zone ritenute idonee dagli esperti del Centro, tenendo conto della stagione migratoria, delle condizioni climatiche e dell’orario, in modo tale da poter favorire la sopravvivenza del selvatico stesso. La percentuale maggiore di ricoveri nel Cras di Catanzaro riguarda gli uccelli Rapaci, 1.294 (48% circa), tra Falconiformi (247 esemplari), Accipitriformi (515 esemplari) e Strigiformi (532 esemplari), queste specie, sono considerate  particolarmente protette dalla Legge 157/92 e sono inoltre  inseritenell’Allegato A delReg 97/338/CEE e sm, nell’Allegato II della Convenzione di Berna (Specie rigorosamente protetta), nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva Uccelli), ecc. Queste percentuali sono da considerarsi rassicuranti per la nostra regione, infatti, gli Uccelli Rapaci sono predatori che si trovano all’apice delle catene alimentari e pertanto più sensibili rispetto ad altri gruppi sistematici ai cambiamenti indotti dall’uomo sui loro ambienti, e proprio per queste ragioni  stanno ad indicare lo stato di salute dell’ambiente. Purtroppo non tutti i selvatici possono essere recuperati; alcuni arrivano già deceduti o agonizzanti,  altri con forte menomazioni, altri ancora, specie alloctone, non possono essere immessi nel nostro ambiente naturale. I soggetti irrecuperabili e le specie alloctone, vengono raggruppati  per specie in aree e voliere ben recintate all’interno del Cras e del Parco della Biodiversità Mediterranea ed “utilizzati” per educazione ambientale. Numerose sono infatti le scolaresche, i gruppi e le Associazioni che nel corso dei mesi,  previa autorizzazione del Dirigente, hanno avuto la possibilità di visitare il Centro usufruendo così di veri e propri percorsi di educazione ambientale con la guidadel personale Cras con possibilità di interagire con i selvatici lungodegente al Cras, andando così a ricreare il secolare binomio uomo-animale, che a causa dei ritmi frenetici dell’era moderna sembra ormai dimenticato.




Local Genius
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5 ottobre 2012

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