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Milano, verso Expo. Energy for creativity, mostra fra i cortili dell’Università

Un interessante mosaico di installazioni d’avanguardia

Mostra organizzata nei cortili dell´Università

Mostra organizzata nei cortili dell'Università

È esploso a Milano il FuoriSalone, che accompagna la 54esima edizione del Salone del Mobile – l’evento più importante al mondo dedicato all’arredamento e al design – con un’invasione di mostre, istallazioni, concerti, feste in tutta la città, per un totale di 1.235 eventi. Il mensile “Interni” ha partecipato anche quest’anno al FuoriSalone 2015 con la mostra evento “Energy for Creativity” (13 aprile – 24 maggio 2015), che occupa gli spazi dell’Università degli Studi di Milano e dell’Orto Botanico di Brera. Presentata da “Interni” e Arnoldo Mondadori, la mostra “A dream for tomorrow – Looking to the past to invest in the future” è il percorso espositivo che si sviluppa fra i cortili dell’Università degli Studi di Milano. Designer di fama internazionale sviluppano le loro proposte per una città del futuro sostenibile, inserendo nella cornice delle logge settecentesche dell’Università un mosaico di installazioni d’avanguardia. La grande struttura che sta al centro del Cortile d’Onore, Living Line (progetto di Speech Tchoban & Kuznetsov con Agnya Terligova, realizzato con Velko 200), un nastro di metallo specchiante che traccia un disegno ad anelli, riflette il portico del cortile centrale, simboleggiando molto emblematicamente lo sguardo sul passato, da cui prende vita il moto perpetuo della creatività, che a sua volta genera nuove visioni del mondo. Fanno da quinte al portico le quattro steli monumentali del progetto Deep Words Light (design di Antonio Citterio, Particia Viel and Partners, con Cosentino Group), su cui sono incisi testi fondamentali di letteratura, filosofia e diritto. Gli studenti, incrociando il Cortile d’Onore da una lezione all’altra, possono riconoscervi Seneca, Pirandello, Russell, mentre possono concedersi una pausa dal frenetico viavai universitario su una delle tantissime sedute design (ad esempio quelle della collezione I limiti disegnate da Valerio Cometti) che punteggiano il cortile.


Lungi dallo stagliarsi come opere museali, tutte le installazioni sono infatti pensate per offrire un’interazione con il pubblico, che vi può salire sopra, talvolta entrare dentro. E l’opera che probabilmente sviluppa al massimo quest’idea di coinvolgimento è We love We care (progetto di Philippe Starck con Tog). Il noto designer si presenta, in veste di performer, distribuendo da un carretto una bevanda alla frutta, per ricordare quello a cui il design – che molto spesso oggi tende a dissociare la forma dalla funzione proponendo oggetti inadoperabili – deve mirare: offrire un servizio e rendere piacevole il quotidiano. Le installazioni retoriche e di una spettacolarità a volte chiassosa, in urto con il bel contesto dell’edificio settecentesco, non mancano. È questa l’impressione che si riceve da progetti che sembrano dimenticare che il design deve funzionalizzare e non ingombrare lo spazio. Dialogano invece molto bene con l’ambiente le sette sculture in marmo del progetto Digital Lithic Design (di Raffaello Gallotto, sponsorizzato da Marmomacc), che esaltano il materiale lapideo grazie alle forme vitali e ariose. Interessanti anche i progetti che occupano i cortili meno trafficati dell’Università, ovvero il Cortile della Farmacia e il Cortile dei Bagni. Nel primo, Future Flowers (Daniel Libeskind per Oikos), una composizione strutturata su pannelli di alluminio piegati a formare un intreccio di un densissimo rosso; nel secondo, The Copper Labyrinth (Look into my eyes studios con Europea Copper Institute), un labirinto creato da un tubo di lucido rame riciclato e progettato con un vivace schema a onde.


L’intero Loggiato Ovest ospita Designing China – Mood-Object, la mostra in cui l’eleganza e linearità di sei architetti e arredatori cinesi indagano la relazione tra stati d’animo e oggetti. Tutto il Portico Richini e il contiguo Portico San Nazaro esibisce invece l’universo creativo e progettuale del Brasile con le cinque mostre di Energia Brasilera, che mettono in luce i protagonisti del presente e del passato e, soprattutto, la dirompente energia della nazione carioca. All’interno della hall dell’Aula Magna si trovano le creazioni più legate a Expo Milano 2015, di cui la mostra Utopia concreta racconta la realizzazione del Padiglione Italia e il plastico Padiglione Zero anticipano la struttura che accoglierà i visitatori. Nel complesso, tutte le proposte innovative e sostenibili echeggiano il tema di Expo “Energy for life”, qui interpretato come “Energy for creativity”, come ad affermare un’essenziale equivalenza tra vita e creatività. (Ilaria Iannuzzi)




Local Genius
www.localgenius.eu
21 aprile 2015

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