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Presentato al Circolo Placanica di Catanzaro saggio storico su Antonio Jerocades, massone e giacobino (1738-1803)


E’ stato presentato a Catanzaro, presso il Circolo Placanica, il nuovo corposo saggio di Francesco Tigani Sava dedicato ad Antonio Jerocades (1738-1803), grande personalità della storia calabrese del Settecento. Nato a Parghelia, nei pressi di Tropea, l’abate Jerocades, scrittore prolifico, poeta, saggista e polemista, venne dal 1771 a contatto, in Francia, con la rete della massoneria internazionale nonché, ben presto, con i nuovi club giacobini di Marsiglia, in Francia. Fu egli stesso fondatore di logge e di club giacobini e può essere annoverato come uno dei protagonisti della Rivoluzione Napoletana del 1799 e di tutte le complesse vicende ad essa collegate. Il volume di Francesco Tigani Sava, studioso e ricercatore catanzarese, con all’attivo numerose pubblicazioni che spaziano dalla storia del Settecento alla letteratura, dalla bibliografia alla biblio-teconomia, è stato introdotto da una relazione di Francesco Campisi. Nel Circolo Placanica, che si richiama alla figura del grande storico Augusto Placanica di cui lo stesso Francesco Tigani Sava è stato per anni attivo compagno di ricerche, è stato dato vita a un interessante dibattito al quale hanno preso la parola il presidente Venturino Lazzaro, Luigi La Rosa, Vanni Clodomiro.


Il volume su Jerocades è edito da Sensazioni Mediterranee Srl di Catanzaro ed è stato sponsorizzato dalla Publiemme Srl di Vibo Valentia. “Nel 1792 - ha ricordato l’Autore nel suo intervento - Antonio Jerocades fu tra coloro che brindarono alla libertà sul vascello francese Languedoc ancorato, sotto il comando dell'ammiraglio francese La Touche-Trèville, nel porto di Napoli. Il Jerocades, protagonista di una vita molto travagliata e intensa, fatta peraltro di alti e bassi, comprese deprimenti vicende giudiziarie, piantò l'albero della libertà nel '99, salutò con un'orazione piena di accenti patriottici il drappello repubblicano guidato da Agamennone Spanò che passava per le terre di Cardinale mentre era in pieno svolgimento la campagna militare del cardinale Ruffo. Partecipò, anche se a tal proposito non vi è unanimità tra i testimoni, alla battaglia del Ponte della Maddalena e venne rinchiuso, in seguito alla vittoria dei borboniani, nel tremendo carcere dei Granili dove ebbe tra i compagni di sventura Gaetano Rodinò e Guglielmo Pepe”. “La sua missione di organizzatore di logge - ha affermato inoltre Tigani Sava riferendosi sempre a Jerocades - fu proficua e capillare al punto che il De Medici, inviato nel 1790 in Calabria dal Go-verno Borbonico per riferire anche sui fermenti politici più o meno latenti in tutto il paese, constatò con un certo disappunto che anche i più piccoli centri, per l'opera di proselitismo del Jerocades, pullulavano di massoni”.




Local Genius
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10 novembre 2012

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