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Stabilimento in etichetta per i cibi, Mipaaf: verso la reintroduzione dell’obbligo

Lo schema di decreto attuativo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, sarà inviato ora alle Commissioni agricoltura di Camera e Senato per i pareri

Previsto periodo transitorio per lo smaltimento delle...

Previsto periodo transitorio per lo smaltimento delle etichette già stampate e l'esaurimento dei prodotti già in commercio (foto generica d'archivio)

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri ha approvato il 17 marzo lo schema di decreto attuativo che reintroduce l’obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento in etichetta. Tale obbligo era già sancito dalla legge italiana, ma è stato abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare. L’Italia ha stabilito la sua reintroduzione al fine di garantire, oltre che una corretta e completa informazione al consumatore, una migliore e immediata rintracciabilità degli alimenti da parte degli organi di controllo e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute. Lo si legge in una nota stampa ufficiale del Mipaaf diramata il 17 marzo 2017,e che riportiamo integralmente.
 
 
Lo schema di decreto – prosegue il comunicato - sarà inviato ora alle Commissioni agricoltura di Camera e Senato per i pareri. La legge di delega affida la competenza per il controllo del rispetto della norma e l’applicazione delle eventuali sanzioni all’Ispettorato repressione frodi (Icqrf). Il provvedimento prevede un periodo transitorio di 180 giorni, per lo smaltimento delle etichette già stampate, e fino a esaurimento dei prodotti etichettati prima dell’entrata in vigore del decreto ma già immessi in commercio. “Questo provvedimento – ha commentato il ministro Maurizio Martina – si inserisce nel lavoro che stiamo portando avanti per dare massima informazione ai cittadini sugli alimenti che consumano. Per questo abbiamo voluto inserire di nuovo l’obbligo di riportare in etichetta lo stabilimento di produzione dei cibi. Diamo una risposta anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e hanno continuato a dichiarare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette. Il nostro lavoro non si ferma qui, porteremo avanti la nostra battaglia anche in Europa, perché l'etichettatura sia sempre più completa. La valorizzazione della distintività del nostro modello agroalimentare passa anche da qui”.




Local Genius
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19 marzo 2017

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