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Stage nel Reventino per 6 studenti Unisg: tra sapori, cibi, usi, costumi e natura

Diverse tappe alla scoperta di formaggi, salumi, vini, olio extravergine, castagne, frutti antichi. E anche in Sila per conoscere la Podolica. Visite a contesti slow

di: Rosalba Paletta -

Un momento dello stage tenuto nel Reventino

Un momento dello stage tenuto nel Reventino

Una settimana di stage per un gruppo di studenti dell'Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food alla scoperta delle eccellenze dei territori calabresi.  E' quella vissuta dal 27 agosto all’1 settembre 2012 da 6 studenti del primo anno dell'Unisg provenienti da Svizzera, Stati Uniti, Francia e dal resto d'Italia. Ad accogliere nell'affascinante, quanto sconosciuto ai più, entroterra calabrese gli studenti provenienti dal resto del Mondo sono stati in particolare i territori di Serrastretta, Decollatura e Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro. Un pezzetto di mondo, questo, che prende il nome dal verdeggiante massiccio che lo domina, il Reventino, conservandosi incontaminato e intatto dal punto di vista paesaggistico, ambientale e culturale, anche grazie alla presenza delle comunità locali, che continuano ad abitarvi, non senza difficoltà, conservandone, per quanto possibile, usi, tradizioni, colture e paesaggio. "Una bellissima esperienza", l'hanno definita gli studenti, che nel corso dello stage didattico territoriale, hanno soggiornato a Serrastretta, piccola comunità del comprensorio immersa nel verde di boschi di castagno e di faggio. "Un luogo - hanno commentato  -, che ci era completamente sconosciuto, ma bellissimo, dove è forte il senso della comunità, l'attaccamento al luogo e l'operosità, anche nelle persone più giovani. E' grazie a tutto questo che si superano le immancabili difficoltà di contesto per chi sceglie di lavorare e vivere qui - hanno osservato i giovani studiosi -, come ci è capitato di vedere nella nostra settimana di soggiorno". Un luogo che ha mantenuto intatti molto usi della sua tradizione agro-pastorale e artigiana, così da diventare, all'epoca della globalizzazione, una piccola oasi di autenticità, carica di tesori da scoprire, salvaguardare e valorizzare. Come si è proposta di fare, con questo stage, l'associazione Slow Food, tramite la sua consigliera nazionale, nonché componente della segreteria di Slow Food Calabria, Marisa Gigliotti, che ha spiegato: "Abbiamo ospitato per il primo anno una delegazione di studenti  e come Slow Food non possiamo che dirci soddisfatti.  Il programma ha voluto mettere al centro la conoscenza del territorio, della storia, dei prodotti e dell'ospitalità autentica della gente di questa particolare area interna della Calabria, poco conosciuta, eppure così ricca e affascinante. L'augurio è di ripetere l'esperienza, coniugando la valorizzazione dei nostri luoghi buoni, puliti e giusti con il desiderio di Slow Food di scoprire sempre nuove comunità".



Gli incontri didattici hanno previsto, fra l’altro, lezioni di cucina al ristorante Il Vecchio Castagno con il cuoco di Terra Madre Delfino Maruca; la visita alla comunità di Terra Madre dei produttori di Castagne e Pastille di Serrastretta con la presenza di Vincenzina Scalzo e del referente della comunità Angelo Aiello; le visite ai  piccoli produttori di ortaggi, di olio extravergine di oliva, di miele, di formaggio con metodi tradizionali; la visita al vivaio Allasia Plant con particolari approfondimenti sul recupero dei frutti antichi; la visita all’azienda Artigiana Funghi, all’agriturismo E Turre, agli allevamenti di maiali di Piero ed Enzo Lamanna, con una lezione finale sulla lavorazione tradizionale delle carni e realizzazione degli insaccati tipici (soppressata e salsiccia) a cura di Giacomo Gigliotti. Questi prodotti, tipici dell’area del Reventino, potrebbero diventare presidio Slow food. La sosta a Motta S. Lucia con la degustazione dei vini dell’azienda Le Moire della doc Savuto ha concesso un bel momento di relax in compagnia del produttore Paolo Chirillo.


Il programma ha previsto anche alcune escursioni in altre zone della Calabria, con ulteriori interessanti incontri a Camigliatello  Silano e Rossano, dove si è svolta la visita al nuovo presidio Slow Food della razza podolica. Dopo l’osservazione delle centinaia di vacche al pascolo, l’incontro con gli allevatori  e con i rappresentanti dell’associazione produttori zootecnici  ha fatto conoscere una realtà unica, che utilizzando la storica pratica della transumanza salvaguarda un intero sistema territoriale. Anche la visita alla stalla di  vacche podoliche a  Rossano, ha fatto scoprire come si può fare una pratica di allevamento stanziale in condizioni di benessere degli animali, che peraltro sono liberi di pascolare nelle alture che circondano la stalla. Una sosta nella splendida faggeta di Condrò, tornando a Serrastretta,  ha fatto comprendere  il ruolo fondamentale di questa risorsa naturale, dal punto di vista paesaggistico (è un’area Sic) ed economico (storicamente la materia prima del legno qui prelevata veniva usata nella lavorazione di sedie e mobili, e per le enormi potenzialità turistiche ancora non compiutamente espresse). La sosta all’agriturismo E Turre, con la visita al frutteto ricco di alberi del territorio tra cui il Pero Viteralise e l’incontro a tavola con il giovane cuoco Marco Molinaro ed i suoi piatti di montagna a base di maiale, funghi, patate, ha concluso questo stage nelle zone interne calabresi. Prima di ripartire, alla volta di Pollenzo, gli ospiti  hanno vissuto  l’esperienza di un bagno alle terme di Caronte e nella giornata finale la sosta a Capo Vaticano e gli incontri a Pizzo e Vibo con le realtà del mare. Gli studenti, accompagnati dal tutor Sandro Schwaderer, hanno incontrato anche i soci della condotta Slow Food Soverato versante Jonico, le diverse associazioni culturali del luogo, come i Canterini di Serrastretta, l'Associazione Dalidà, la Pro Loco, e ancora il sindaco di Serrastretta, Felice Molinaro, ed i  rappresentanti della Comunità Montana.




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Local Genius
www.localgenius.eu
15 ottobre 2012

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