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Strategia clima ed energia 2030, Agrinsieme: il ruolo centrale dell’agricoltura

Il Coordinamento chiede di riconoscere la capacità di assorbimento di CO2 dei terreni agricoli e dei pascoli

La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (Comagri) ha accolto la relazione dell’onorevole Nicola Caputo sulla proposta di regolamento relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un’Unione dell'energia resiliente e in relazione agli impegni assunti con l’accordo di Parigi (reg. ESR). Agrinsieme ha salutato con favore il lavoro svolto dal relatore e dalla Comagri che si muovono nell’ottica di superare le criticità emerse nella proposta di regolamento e si augura che queste prime importanti indicazioni possano trovare conferma nel parere atteso ora dalla Commissione Ambiente del PE, per evitare che gli sforzi che l’agricoltura compie ogni giorno siano vanificati da una visione incompleta di quanto è effettivamente necessario fare per raggiungere gli obiettivi della strategia Clima e energia 2030. Lo si legge in una nota stampa ufficiale di Agrinsieme diramata l’11 maggio 2017, e che riportiamo integralmente. La principale problematica, ad avviso di Agrinsieme – prosegue il comunicato -, riguarda la limitata possibilità prevista, nello schema di regolamento, di utilizzare il contributo positivo derivante dagli assorbimenti di CO2 dei settori agricolo e forestale per assolvere all’impegno di riduzione delle emissioni di gas serra (-30% al 2030 rispetto ai valori del 2005) chiesto ai settori non ETS (Emission Trading Scheme), ovvero trasporti, edilizia, servizi, agricoltura, rifiuti, piccoli impianti industriali. Premesso che l’agricoltura europea ha già ridotto del 24% le proprie emissioni rispetto al 1990 – continuiamo a citare testualmente -, Agrinsieme ha chiesto che, nell’ulteriore sforzo richiesto alle imprese agricole per la riduzione delle emissioni atmosferiche, venga riconosciuta anche la capacità di assorbimento di CO2 dei terreni agricoli e dei pascoli.
 
 
“La nuova strategia europea di lotta al cambiamento climatico - ha proseguito il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle cooperative italiane - dovrà tener conto e non limitare il contributo delle foreste, che andrà considerato,non solo in termini di sequestro del carbonio e di preservazione integrale delle superfici boschive ma anche di gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale, che rappresenta una realtà economica importante per molti paesi dell’UE, come l’Italia, anche come fonte di energia rinnovabile”. “Se manca una gestione attiva del bosco, inevitabilmente – si legge ancora nella nota stampa -, si perde la biodiversità e aumentano le patologie arboree, pregiudicando così la sopravvivenza economica stessa delle zone montane. Oltre a far crescere il rischio di incendi, che secondo la Commissione UE potrebbe aumentare tra il 50% e il 200% entro la fine del secolo”. Agrinsieme infine pone in evidenza come, tra le proposte più importanti presenti nel parere della Comagri ci sia quella sul potenziamento dello strumento di flessibilità che lega il regolamento ESR al regolamento LULUCF (l’Inventario delle emissioni di gas serra derivanti da uso delle terre, cambiamento di uso delle terre e selvicoltura, “Land Use, Land Use Change and Forestry”) con aumento della soglia degli assorbimenti utilizzabili a livello UE, da 280 a 425 milioni di tons CO2eq e l’inclusione della gestione forestale all’interno di tale meccanismo. Fondamentale – termina il comunicato - anche la previsione di un più stretto collegamento dei settori interessati dalle regole LULUCF con la nuova strategia forestale UE e con le politiche di sviluppo della bioeconomia e dell’economia circolare, oltre che con l’accordo di Parigi e gli importanti obiettivi che esso pone per il contenimento della temperatura globale.




Local Genius
www.localgenius.eu
17 maggio 2017

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