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Una nduja in omaggio a Masi, Ad di McDonald’s: un grande segnale di dialogo

Al termine della conferenza stampa di Catanzaro che ha presentato i panini McItaly, si è parlato delle possibili evoluzioni di un progetto che ha anche un immenso valore simbolico per lo sviluppo locale

Da sin.: Luigi Caccamo, Ernesto Madeo, Franco Barbalace,...

Da sin.: Luigi Caccamo, Ernesto Madeo, Franco Barbalace, Roberto Masi, Massimo Tigani Sava

La Calabria, nei giorni 6 e 7 novembre, ha vissuto due importanti e qualificanti momenti di confronto tra McDonald's, colosso della ristorazione mondiale, ed alcune delle più qualificate espressioni del sistema agroalimentare della regione. A Catanzaro prima e a Rende (Cosenza) il giorno dopo, con due distinte manifestazioni, sono stati presentati i nuovi panini McItaly: il Calabrese e il Veneto. Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci, che peraltro potrebbero dare adito a critiche non ben calibrate o, peggio, non comprese correttamente o addirittura strumentalizzabili. McDonald's, con la scelta di continuare a irrobustire il progetto McItaly, non diventa una trattoria tipica. Ci si perdoni il linguaggio un po' forzato, ma eloquente e forte al fine di precisare un concetto fondamentale: il Calabrese e il Veneto sono sì panini che, rispetto a uno standard affermato con successo in ogni angolo del pianeta, si arricchiscono di ingredienti radicati nelle culture regionali del Belpaese, ma rimangono comunque una "lettura" diversa, una sorta di "variante" rispetto al tema principale del panino con l'hamburger. L'innovazione non è da poco e segna un passaggio strategico nella filosofia di un gruppo multinazionale che macina utili dall'Islanda alla Grecia, dal Nuovo Continente all'Estremo Oriente. L'avvicinamento ai territori, il segnale di apertura nei confronti dei sistemi agroalimentari ed enogastronomici locali merita di essere valutato in tutta la sua importanza, non foss'altro per le dimensioni, sia in termini quantitativi ed economici e sia mediatici, che McItaly significa. Immaginate: per circa un mese, in tutti i ristoranti McDonald's d'Italia, dal Piemonte alla Sicilia, alcuni dei più apprezzati prodotti agroalimentari regionali vengono promossi e valorizzati. Il Calabrese, con il Salame di Calabria, e il Veneto, con le fettine di Asiago Dop, diventano testimonial del Made in Italy, della forza propulsiva dell'enogastronomia regionale, del potenziale enorme, e ancora in gran parte inespresso, dell'agroalimentare della Penisola. Il messaggio è potente, chiaro, inequivocabile, non tanto e non solo perché parla di due prodotti specifici, assemblati con altri elementi che rispondono alla filosofia internazionale di McDonald's, ma perché gli stessi si ergono a simbolo, ad esempio da imitare, a proposta da irribustire ulteriormente.


Nel ristorante di Catanzaro, che fa capo al licenziatario Pierluigi Monteverdi, e in quello di Quattromiglia di Rende, che rientra nella sfera d'azione del licenziatario Paolo Arena, due intelligenti azioni di comunicazione, arricchite anche da intensi momenti di degustazione, hanno presentato il progetto McItaly alla stampa e ai rappresentanti delle organizzazioni di categoria, oltre che a numerosi esponenti del mondo produttivo e imprenditoriale. Non è mancato qualche accenno critico, come quello delle lettere aperte scritte rispettivamente dal sindaco di Spilinga (Vv), Franco Barbalace, e dal presidente dell'Accademia del Peperoncino, Enzo Monaco, che ha sede a Diamante (Cs). L'uno a rivendicare la centralità della famosa 'nduja, l'altro a ribadire la calabresità del pepeperoncino e della cultura piccante. Due contributi al confronto e a ulteriori possibili sviluppi di McItaly, che vanno ricondotti nel più giusto alveo di un ragionamento che si veste di positività e di progettualità. Nell'immenso sistema McDonald's troveranno prima o poi spazio anche la 'nduja e il peperoncino piccante di Calabria, magari proposto a mo' di salsa? Vedremo! Senza però far finta di non sapere che cosa questo auspicio potrà comportare in termini organizzativi, di sicurezza alimentare, di logistica, di sostenibilità, di ineludibile tracciabilità delle materie prime, di reale rispondenza alle esigenze del mercato e dei consumatori, intese nella loro accezione più ampia e variegata. A corredo di questo articolo pubblichiamo una fotografia senz'altro più eloquente di mille discorsi. La scena è ambientata nel ristorante McDonald's di Catanzaro, al termine della conferenza stampa. L'amministratore delgato Italia, Roberto Masi, giunto in Calabria proprio per testimoniare, ai massimi livelli societari, l'importanza del momento, riceve in omaggio la tipica 'nduja di Spilinga. Due chili circa di prodotto d'eccellenza conservato nella cosiddetta "orva", così come stabilisce l'uso più tradizionale e locale. Accanto all'Ad Masi il produttore Luigi Caccamo e il sindaco Franco Barbalace, entrambi di Spilinga, il paese della Calabria che è indissolubilmente legato a questo pregiato salume spalmabile, piccante e saporito, ottimo da mangiare con i crostini, su una fetta di pane caldo, o per condire spaghetti e pizza. Nell'istantanea anche Ernesto Madeo, fornitore del Salame di Calabria e Massimo Tigani Sava, direttore di Local Genius che ha moderato l'incontro con i giornalisti.


L'omaggio della 'nduja racconta di due esperienze, una che sa fortissimamente di territorio, e l'altra globale per antonomasia, che si sono incontrate, hanno comunicato, hanno aperto la porta del dialogo costruttivo. Qualcosa di simile è accaduto anche il giorno dopo, a Cosenza, dove Enzo Monaco, che della promozione del peperoncino calabrese ha fatto una ragione di vita, ha avuto modo di confrontarsi con il gruppo dirigente di McDonald's Italia che per giorni e giorni ha preparato e monitorato il lancio della nuova edizione di McItaly, nonché la gradita performance calabrese. Parlavamo di esempio. Se altri soggetti protagonisti del mercato, anche più piccoli di McDonald's, inizieranno a muoversi in questa direzione, allora si potrà parlare di vera e propria inversione di tendenza, finalmente capace di porre al centro dei modelli di sviluppo il territorio. McItaly ci piace perché, al di là dei positivi benefici diretti sull'economia locale, si è schierata apertamente dalla parte dell'identità territoriale!




Local Genius
www.localgenius.eu
7 novembre 2012

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