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Verso Biofach 2013: cresce il mercato degli alimenti biologici in molti Paesi Eu

“Se il risultato del mercato internazionale fosse un nobile vino biologico, l'etichetta che descrive il 2011 potrebbe recitare: clima eccellente e terroir ottimale conferiscono all'annata un corpo vigoroso, nonché un gusto ricco di sfaccettature e tuttavia armonico. Dopo una crescita piuttosto contenuta negli anni a precedere i mercati dell'Europa e degli Usa, con un plus di fatturato tra il cinque e il dieci per cento, hanno segnalato una netta ripresa. Francia e Svezia, ad esempio, hanno registrato un aumento di rispettivamente l'11%, nei Paesi Bassi il mercato bio ha visto addirittura un incremento del 17%. Per il corrente esercizio 2012 gli esperti contano attualmente su crescite a una cifra. Dal 13 al 16 febbraio 2013 gli operatori del settore di ogni angolo del globo si incontreranno di nuovo al loro highlight fieristico annuale, il BioFach. Al Salone Mondiale per Prodotti Biologici di Norimberga si attendono ancora una volta circa 2.400 espositori, 200 dei quali al Vivaness, il Salone Pilota della Cosmesi Naturale e del Wellness”. E’ quanto si legge in una nota stampa diramata da Biofach il 4 ottobre 2012.

 
“Secondo l'Unione tedesca degli operatori economici del settore ecologico alimentare “Bund Ökologischer Lebensmittelwirtschaft”, in Germania, paese di svolgimento dell'accoppiata fieristica BioFach e Vivaness, nel 2011 – leggiamo sempre testualmente nella nota stampa Biofach - il fatturato bio è aumentato del 9%, portandosi da 6,02 a 6,6 mld di Euro. La quota detenuta dal biologico sul mercato alimentare sale al 3,7%. Un totale di 22.506 aziende coltiva la propria terra, vale a dire 1.015.626 ha, secondo le disposizioni del regolamento Ue sul biologico. Ciò corrisponde al 7,5% delle aziende esistenti in Germania e al 6,1% della superficie agricola complessiva. Il 2012 ha visto una partenza un po' più “tranquilla”: nei primi sei mesi, ad esempio, i fatturati bio nell'ambito dei negozi specializzati sono cresciuti soltanto del 3,3%. In questa quota non è calcolato il canale di vendita della distribuzione alimentare convenzionale”. E sempre in riferimento al mercato tedesco Biofach sottolinea: “Nei primi sei mesi del 2012 in Germania sono stati aperti ex novo, o hanno ampliato la loro superficie grazie a un trasferimento dei locali, già 25 supermercati bio. L'anno precedente si erano registrati nel complesso 66 nuovi negozi specializzati con una superficie di vendita maggiore di 200 mq e supermercati bio a partire da 400 mq. Ben l'80% dei nuovi negozi appartiene a un unico gruppo. Fino alla fine di dicembre del 2011 sono sorti circa 30.000 mq di ulteriore superficie di vendita. La Dennree, con ormai quasi 100 supermercati bio Denn’s in Germania e cinque in Austria, rafforza sempre più chiaramente la propria leadership di mercato. Nei primi sei mesi del 2012 sono stati aperti complessivamente 14 negozi per un totale di 7.000 mq”.


Ecco ora i dati sull’Italia (citiamo sempre testualmente dalla nota Biofach): “In Italia il fatturato 2011 nel settore bio, compresa la vendita diretta, si è attestato a circa 2 mld di Euro (2010: 1,8 mld di Euro), più 1,1 mld di Euro di esportazioni. Con ciò, stando allo studio panel condotto dall'Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare di Roma, insieme alla Società Internazionale di Ricerche di Mercato GfK di Norimberga, il mercato bio è cresciuto per il nono anno di seguito. Nel commercio al dettaglio convenzionale il fatturato bio è salito del 9% a 545 milioni di Ero, mentre nei negozi specializzati addirittura del 12% a 895 milioni di Euro. Secondo l'esperto di mercato Roberto Pinton, negli ultimi due anni i tassi di crescita delle imprese italiane di vendita all'ingrosso si sono aggirati tra il 10 e il 20%. Per i primi sei mesi del 2012 questo segmento commerciale ha segnalato ora una crescita a una sola cifra, così come la distribuzione convenzionale dove il fatturato bio ha raggiunto il 6%”.


Al fine di offrire uno sguardo al resto d’Europa, ci sono sembrati significativi i dati riferiti dalla nota stampa Biofach rispetto alla Svezia e alla Danimarca: “Nel 2011 la Svezia è riuscita ad aumentare il fatturato di 100 milioni di Euro portandosi a un totale di 1mld di Euro e registrando così una crescita dell'11%. La quota bio sull'intero mercato alimentare, alimentazione fuori casa compresa, ammonta al 3,5%. Per i prossimi anni gli esperti prevedono un incremento annuo di sì e no 112 milioni di Euro. Con una quota di mercato del 7,8% per il consumo biologico, nel 2011 la Danimarca ha registrato più o meno il doppio dei vicini svedesi. Nel commercio al dettaglio la crescita bio è stata del 7% e, secondo le informazioni fornite da Organic Denmark, ha raggiunto i 0,7 mld di Euro circa. Nell'alimentazione fuori casa sono stati realizzati altri 100 milioni, sempre convertiti in Euro. Nel paese situato tra il Mare del Nord e il Mar Baltico, nel quale gran parte degli alimenti biologici sono distribuiti tramite catene come Netto, Superbrugsen e Fakta, il commercio specializzato raggiunge soltanto il 10%. La catena con la maggior quota di bio è Irma: essa realizza già ben il 23% del proprio fatturato con il biologico. Per singoli articoli di produzione ecologica la Danimarca raggiunge nel frattempo valori di spicco: biologici sono, ad esempio, il 41% dei fiocchi di avena venduti, il 29% del latte e il 23% delle uova smerciate nel 2011”.




Local Genius
www.localgenius.eu
4 ottobre 2012

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