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Cresce il no dei Popoli ai disastri devastanti della globalizzazione e ai gravi errori dell’Ue dei burocrati

Non è con le strumentalizzazioni ideologiche che si riuscirà ad arginare un’ondata di reazione pacifica e democratica che è destinata a crescere

Lubecca, una delle città simbolo dell´antica Europa...

Lubecca, una delle città simbolo dell'antica Europa (foto archivio Local Genius)

Chi vuole un mondo globale tutto uguale, uniformato, standardizzato, appiattito, disumano e senza regole vere, non lo fa per il bene dei popoli o perché ispirato da princìpi umanitari. Il “globalista di mestiere” è spinto infatti da interessi molto concreti che basano sulla massima diffusione di merci e servizi universali, nonché sul subdolo controllo delle informazioni e, nei casi più gravi, delle coscienze dei singoli. Altro che libertà e filantropia. Una certa sinistra italiana, quindi, disorientata da reazioni popolari ultrademocratiche che si stanno registrando in ogni angolo del mondo occidentale (per ora!), e che non è riuscita a prevedere immaginando il rapido trionfo di un mondialismo proposto come il nuovo eden, farcito di lustrini e illusioni, pensa di arginare la marea bollando questa pacifica e legittima reazione con aggettivi figli dei secoli passati.


“Nazisti”, “Fascisti”… Termini che hanno lo stesso valore storico di “Stalinisti” e “Bolscevichi”… E tra qualche decennio peseranno, sui libri di storia, alla stregua di espressioni quali "Giacobini" e "Sanfedisti" o “Guelfi” e “Ghibellini”. La verità è un’altra, più chiara, netta e pulita, e quindi vincente. I Popoli stanno reagendo alle mostruosità generate da un certo modo di intendere la globalizzazione che sta impoverendo i ceti medi e meno abbienti per arricchire solo le élites. I Popoli Europei stanno subendo gli errori di certa politica e burocrazia europea che ha trasformato la Ue in una macchina per molti aspetti indigesta, piuttosto che in una grandiosa costruzione civile nata dal popolo e per il popolo, così come i Grandi Padri la immaginarono dopo la vergogna e le atrocità di due guerre mondiali.


Il mestiere della sinistra sarebbe, questo sì in sintonia con una nobile storia che nessuno può negare, quello di occuparsi delle questioni sociali. Ma non lo fa più, per mille ragioni che spiegheremo in altri nostri servizi. Non lo fa più ed occupa grandissimi spazi di potere senza riuscire a costruire risposte convincenti. Il mestiere delle nuove forze politiche che stanno traducendo in valanghe di voti democratici la giusta rabbia dei popoli sarà, invece, quello di respingere fermamente ogni tentativo di strumentalizzazione ideologica, e di scendere sempre di più nel concreto dei problemi, dei drammi, delle difficoltà e delle emergenze della gente vera e semplice, degli artigiani, dei commercianti, dei piccoli imprenditori e dei sistemi d’impresa che non sopravvivono solo perché “alleati” del potere, delle mamme e dei padri che temono per il futuro dei propri figli, degli anziani che vivono più a lungo ed hanno l’esigenza di servizi avanzati di assistenza, degli insegnanti, delle forze di polizia, ed anche di quegli immigrati che abbiano accettato con convinzione i valori di civiltà antiche i cui traguardi sono il frutto di percorsi millenari lastricati anche di sangue e di sofferenze immani. I nostri sentimenti di pace, di uguaglianza, di democrazia e di tolleranza sono costati milioni di morti. Nessuno potrà mai condannarti perché vuoi difendere i valori, le tradizioni, i princìpi basilari, la fede spirituale con i quali sei stato allevato. Ne riparleremo, salutando con gioia il naturale Risveglio dei Popoli! (Massimo Tigani Sava)




Local Genius
www.localgenius.eu
25 settembre 2017

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