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Olio di Calabria Igp, la controreplica di Coldiretti e la posizione del Consorzio di tutela Seconda puntata della querelle sull'Olio extravergine di oliva in Calabria. La regione vanta alcuni oli Dop (Alto Crotonese, Bruzio e Lametia) e più di recente ha ottenuto il riconoscimento dalla Ue di una Igp Calabria nel cui disciplinare di produzione è ricompreso l'intero territorio calabrese. Il confronto dialettico è iniziato con una nota... LocalGenius
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Olio di Calabria Igp, la controreplica di Coldiretti e la posizione del Consorzio di tutela. Dove imbottigliare?

Una fase della produzione di olio extravergine di oliva...

Una fase della produzione di olio extravergine di oliva (foto generica d'archivio)

Seconda puntata della querelle sull'Olio extravergine di oliva in Calabria. La regione vanta alcuni oli Dop (Alto Crotonese, Bruzio e Lametia) e più di recente ha ottenuto il riconoscimento dalla Ue di una Igp Calabria nel cui disciplinare di produzione è ricompreso l'intero territorio calabrese. Il confronto dialettico è iniziato con una nota stampa di Coldiretti regionale cui è seguita la replica della Regione. In un primo servizio vi abbiamo già proposto (vedi link più in basso, ndr) i due testi nella loro versione integrale. In questo secondo servizio vi faremo leggere, invece, la controreplica di Coldiretti Calabria e una risposta del Consorzio dell'Olio Calabria Igp. Oggetto del contendere: Coldiretti Calabria ha fatto presente che il disciplinare dell'Olio Calabria Igp "non prevede che l’imbottigliamento dell’olio debba avvenire solo nella regione Calabria". L'argomento sollevato da Coldiretti è stato molto dibattuto anche sui social network, coinvolgendo produttori e conoscitori della materia, per cui Local Genius ha pensato bene di proporre i suddetti testi integralmente, lascandoli a disposizione per il presente e il futuro. Questo il link relativo alla pubblicazione della prima nota di Coldiretti e della risposta della Regione: https://www.localgenius.eu/olio-igp-calabria-scontro-fra-coldiretti-e-regione-sul-luogo-dimbottigliamento-16089.htm.
Ora, qui di seguito, la controreplica di Coldiretti Calabria e un intervento del Consorzio dell’Olio di Calabria Igp.

 
LA CONTROREPLICA DI COLDIRETTI CALABRIA
(nota stampa del 17 novembre 2017)

Il Dipartimento Agricoltura commenta “a modo suo”, i rilievi di Coldiretti sull’imbottigliamento dell’olio IGP Calabria che avviene in tutti i paesi europei. Se questo è il risultato finale che si vuole esaltare come una vittoria  - chiarisce Coldiretti - c’è da essere strabiliati vista anche la reazione di produttori olivicoli e consumatori che sono rimasti sbigottiti e indignati. La Coldiretti non si sottrae dal fornire ulteriori precisazioni in ordine alla vicenda e non certo per “polemica sterile e strumentale”. Si chiede a Coldiretti dove era il 20 agosto 2016 quando è stato pubblicato sulla G.U. dell’Unione Europea il riconoscimento dell’IGP olio di Calabria. Innanzi tutto è evidente che vi è una netta differenziazione tra l’esercizio di un potere pubblico, che si trova in una posizione differenziata e privilegiata rispetto alla generalità di altri soggetti, e quindi in una posizione di vantaggio e responsabilità con interlocuzioni ministeriali ed europee esclusive. Ma per spiegare basta ripercorrere la tempistica, che è cruciale  e denota il “modus operandi “ della Regione e del Presidente del Comitato Promotore dell’IGP. Nel giugno 2014, si conclude in modo  positivo la fase istruttoria del MIPAAF che indice per il 9 luglio 2014 la Pubblica Audizione alla presenza degli organi Ministeriali, Regione e  portatori di interesse. Il 10 Luglio 2015, viene pubblicato nella G.U. n. 158 il decreto MIPAAF per il riconoscimento della Protezione Transitoria. Fino a questo punto tutto bene. Dal 24 luglio 2015 con una nota degli Uffici della Commissione Europea, inizia la gestione “in solitaria”  che ha portato il 20 agosto 2016 a quello che abbiamo scoperto qualche giorno fa. Sostanzialmente i protagonisti della filiera olivicola sono stati tenuti completamente all’oscuro e senza dubbio ha avuto un ruolo preminente qualche “mente discola e irresponsabile” che ha tutelato qualche interesse particolare. Per la Sicilia che ha ottenuto l’imbottigliamento solo nella regione, il riconoscimento è avvenuto tre mesi prima della Calabria e non risponde al vero  che la Sicilia benefici di regolamenti diversi in quanto non è considerata regione ultraperiferica; la Puglia sta responsabilmente contrattando e siamo convinti che porterà a casa il risultato. Il Dipartimento  ancora una volta manifesta come conosce poco il mondo agricolo e precisamente quello olivicolo. Pensa veramente che prima che arrivasse l'IGP i produttori stavano a guardare? L'olio calabrese da anni e non da ieri viene acquistato da parte di commercianti e condizionatori su tutto il territorio nazionale e questo più volte anche il Presidente Oliverio lo ha considerato un vulnus per l’economia. Ma vi è di più: il PSR assegna una priorità all’obiettivo dell’imbottigliamento e della valorizzazione. Dopotutto si è sempre detto che imbottigliamo tra il 7 e il 10% dell’olio prodotto! Vogliamo ribadire  che le politiche connesse al riconoscimento erano proprio per far crescere la quantità di olio imbottigliato in Calabria. Questo significava creare valore aggiunto e ricchezza, non fosse altro al solo pensare di quante persone potevano essere impiegate direttamente e tramite l’indotto che si sarebbe creato. Il valore del marchio IGP era ed è questo! “Certamente  - commenta Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – non accettiamo il laconico e desolante invito del Dipartimento a modificare il Disciplinare tra due anni (l’ammissione conferma che abbiamo ragione): bisogna farlo subito! Il presidente Oliverio  - chiede Molinaro -si faccia promotore dell’iniziativa con il coinvolgimento anche di sindaci, consiglieri regionali e parlamentari nazionali ed europei e ovviamente del Ministero. In merito poi al mancato disimpegno dei fondi comunitari è facile rispondere: è stato ottenuto con gli aiuti a superficie (peraltro sempre in ritardo e a spizzichi) e non certo con gli investimenti. Sul funzionamento del Dipartimento portiamo avanti quello che è stato detto l’8 giugno u.s. alla Manifestazione alla Cittadella Regionale davanti a oltre seimila agricoltori”.

 
LA NOTA DEL CONSORZIO OLIO DI CALABRIA IGP
(nota stampa del 17 novembre 2017)

Coldiretti, ancora una volta ha perduto una buona occasione per tacere. La presunzione non ha limiti. Povera calabria e olivicoltura, per pochi minuti di notorietà una importante organizzazione ed il suo presidente, che ho sempre ritenuto persona seria e stimabile, tentano di distruggere il lavoro di oltre 10 anni. Vincere la battaglia del riconoscimento dell’Olio di Calabria Igp,  che significa per migliaia di piccoli olivicoltori, affrancarsi dal giogo della commercializzazione senza scrupoli, non  è stato certamente facile. Il presidente Oliverio, capisce molto bene, che questo tardivo ravvedimento, il decreto è stato pubblicato il 20/08/2016, è solo frutto di superficialità nella gestione della propria deputazione in ambito olivicolo, con l’arroganza di voler mettere una pezza alle disattenzioni finora rivolte a questo mondo della produzione agricola. Osservazioni alle decisioni sancite nel dettato legislativo, potevano correttamente essere formulate, con argomentazioni puntuali e documentate, non certo con proclami di bottega;  poiché, successivamente alla pubblicazione del documento unico sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, la Commissione, qualora entro tre mesi non pervengano osservazioni dagli stati membri emana il regolamento di registrazione della denominazione. Nella realtà il comitato promotore prima, ed il Consorzio di tutela oggi,  da oltre un decennio, tra mille ostacoli si sono preoccupati di dare ai produttori calabresi un nuovo strumento che consenta di remunerare al meglio il prodotto “olio extra vergine” di  tutte le province della regione Calabria.  Già perché all’attento e puntuale Molinaro sfugge, bontà sua, l’esistenza del Consorzio di tutela che è cosa ben diversa dal comitato promotore. La Coldiretti era ed è a conoscenza che l’Unione europea  per far salvo il principio della libera circolazione delle merci, ostacola il rilascio dei decreti  di riconoscimento dei prodotti a marchio comunitario. Per scongiurare ulteriori lungaggini, il Comitato promotore composto da fior di professionisti che rappresentavano le migliori espressioni del mondo olivicolo regionale, senza l’esistenza di cerchi magici, forse ricorrenti in Coldiretti, valutando la cruda realtà calabrese, soprattutto dal lato delle imprese confezionatrici, con numeri ben diversi da quelli di altre regioni, e su queste basi hanno accettato, per il momento, la sola extraterritorialità dell’imbottigliamento. Ha ragione Coldiretti ad affermare che in Calabria il dato di confezionamento a “marchio Calabria” si aggira secondo i dati della passata campagna olearia, tra il 7 e il 10%, ma Coldiretti, volutamente a questo punto, dopo le ultime dichiarazioni, dimentica che con l’espressione usata “marchio Calabria” si identificava la presenza di olio extra vergine di oliva imbottigliato identificabile come provenienza Calabria, mentre se oggi si vuole imbottigliare fuori regione “Olio I.G.P. Calabria” i commercianti e i confezionatori dovranno acquistare olio certificato I.G.P. Calabria e saranno obbligati a identificare in etichetta la provenienza di quell’olio che non potrà essere confuso con altri. Ne consegue che il dato rilevato da Coldiretti è interpretato, per usare le parole del suo presidente con “mente discola”, perché il valore del 7-10% indica la possibilità, per il consumatore, di identificare come prodotto di origine calabrese l’olio che si acquista sullo scaffale. Oggi, chiunque voglia imbottigliare Olio di Calabria I.G.P. è obbligato a riportare quel marchio e ad identificare come prodotto della nostra regione quell’olio, e dovrà acquistarlo dai produttori di tutte le province calabresi pagando quel valore aggiunto. A riguardo è bene precisare che ad oggi in Calabria si possono produrre importanti quantità di Olio Igp , mentre le potenzialità di imbottigliamento attuali sono molto limitate. Si chieda alla Coldiretti questa eccedenza di offerta cosa potrebbe provocare se non,  a nostro avviso, un crollo del prezzo alla produzione. Caro presidente Oliverio e Coldiretti noi ci opporremo con tutte le nostre forze affinché ciò non accada, anzi sin da subito abbiamo organizzato raggruppamenti di imprese per progettare, con l’aiuto del Psr nelle zone più vocate della Calabria punti di imbottigliamento, ma non si voglia demagogicamente far credere al mondo olivicolo calabrese che simili interventi e infrastrutture, con o senza fondi strutturali possano essere realizzati nel giro di pochi mesi, perché abituati a realizzare e promuovere “punti vendita” di propaganda e non poli logistici. L'epoca che viviamo in tema di mercato globale non consente vecchie e poco lungimiranti politiche di autarchia regionale, anzi si auspica la possibilità di raggiungere nel miglior modo i mercati internazionali dove l'Olio di Calabria ha bisogno di collocarsi e dove deve fare superare vecchie  convinzioni sul "difetto di origine" per lungo tempo attribuito alla produzione della nostra regione. tutto ciò in funzione della competitività dei produttori calabresi che, comunque, si avvantaggerebbero del valore aggiunto determinato dal marchio. La nostra missione è garantire al produttore il maggior reddito, il duro lavoro dei campi deve produrre ricchezze e non chiacchiere populistiche e demagogiche, rispettando le normative europee e i tempi che questa detta. Creiamo le infrastrutture necessarie e l’extraterritorialità sarà eliminata. La Coldiretti lavori per il bene degli agricoltori e la finisca di tirare per la giacchetta il presidente Oliverio: un giorno è il peggiore ed  il secondo gli riconosce rigore intellettuale. Per il bene della  Calabria e degli agricoltori che ci onoriamo di rappresentare cerchiamo tutti, nessuno escluso, di essere organizzazione e persone accorte, altrimenti qui si rischia di scivolare più che sull’olio su bucce di banane, queste ultime sì, gialle.




Local Genius
www.localgenius.eu
20 novembre 2017

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