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Olio Igp Calabria, è scontro fra Coldiretti e Regione sul luogo d’imbottigliamento Querelle sull'Olio extravergine di oliva in Calabria. La regione vanta alcuni oli Dop (Alto Crotonese, Bruzio e Lametia) e più di recente ha ottenuto il riconoscimento dalla Ue di una Igp Calabria nel cui disciplinare di produzione è ricompreso l'intero territorio calabrese. Il confronto dialettico è iniziato con una nota stampa di Coldiretti... LocalGenius
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Olio Igp Calabria, è scontro fra Coldiretti e Regione sul luogo d’imbottigliamento

Pietro Molinaro: il disciplinare non prevede che l’imbottigliamento dell’olio debba avvenire solo in Calabria. La Regione: è un’indicazione della Ue

Il marchio dell´Olio Igp Calabria

Il marchio dell'Olio Igp Calabria

Querelle sull'Olio extravergine di oliva in Calabria. La regione vanta alcuni oli Dop (Alto Crotonese, Bruzio e Lametia) e più di recente ha ottenuto il riconoscimento dalla Ue di una Igp Calabria nel cui disciplinare di produzione è ricompreso l'intero territorio calabrese. Il confronto dialettico è iniziato con una nota stampa di Coldiretti regionale cui è seguita la replica della Regione. In questo primo servizio vi proporremo i due testi nella loro versione integrale. In un secondo servizio vi faremo leggere, invece, la controreplica di Coldiretti Calabria e una risposta del Consorzio dell'Olio di Calabria Igp (vedi link in fondo, ndr). Oggetto del contendere: Coldiretti Calabria ha fatto presente che il disciplinare dell'Olio di Calabria Igp "non prevede che l’imbottigliamento dell’olio debba avvenire solo nella regione Calabria". L'argomento sollevato da Coldiretti è stato molto dibattuto anche sui social network, coinvolgendo produttori e conoscitori della materia, per cui Local Genius ha pensato bene di proporre i suddetti testi integralmente, lascandoli a disposizione per il presente e il futuro. 


LA PRIMA NOTA DI COLDIRETTI CALABRIA
(nota stampa del 16 novembre 2017)

«Uno tsunami terrificante si è abbattuto sulla filiera olivicola calabrese, sull’economia della regione, sulla vita di tante persone e territori, sulle speranze di tanti agricoltori in particolare giovani che vedono annientato con un tratto di penna il loro riscatto. Ecco di cosa si tratta e che davvero ha dell’incredibile! Il percorso verso il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta dell’olio extravergine di oliva calabrese alla stretta finale con la registrazione del Disciplinare di Produzione ha avuto un esito stupefacente. Non sappiamo se per distrazione, per sciatteria ma sicuramente con la responsabilità del  presidente del Comitato Promotore il sig. Magliocchi e del Dipartimento Agricoltura il disciplinare non prevede che l’imbottigliamento dell’olio debba avvenire solo nella Regione Calabria. Questo, commenta con vigore Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria, “sta a significare che l’imbottigliamento può verificarsi non solo in altre regioni italiane ma anche in tutti i paesi dell’Unione Europea”. La cosa grave continua è che tutto questo è avvenuto all’insaputa di tutti e forse anche del Presidente Oliverio che però come “comandante in capo” ha le sue belle responsabilità”. «Cosa questo significhi – aggiunge Molinaro – è facile da immaginare: valore aggiunto che si trasferisce in altri luoghi e perdita di occupazione. Una autentica beffa – accentua – per i produttori olivicoli ed i cittadini-consumatori che non premierà l’impegno, i sacrifici e la serietà degli agricoltori calabresi che producono olio di grande qualità. Con questa sciagurata “operazione a perdere” non raggiungeremo il risultato osannato dallo stesso Presidente Oliverio all’indomani della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (C 305/08) del 20 agosto 2016, della domanda definitiva di registrazione dell’Igp dell’Olio di Calabria e cioè non si contribuirà a far crescere l’agricoltura e l’economia calabrese e l’aumento di imbottigliamento in Calabria del nostro olio tutelando quindi le eccellenze. A dimostrazione che il “cerchio magico” che si è occupato della vicenda ha operato quantomeno in modo superficiale e disattento, mettiamo al corrente che la Sicilia e la Toscana hanno ottenuto per il loro olio IGP l’imbottigliamento esclusivo nella propria regione e che la Puglia in modo accorto e responsabile, non ha accettato le condizioni capestro dell’Unione Europea. Insomma, la seconda regione produttrice di olio, la Calabria, si è sostanzialmente “calata le brache”. Da molto tempo – continua  Molinaro – andiamo sostenendo che il Dipartimento Agricoltura deve essere riorganizzato e questa vicenda ne è l’ulteriore dimostrazione; al Dipartimento si sta solo giocando con i Fondi Comunitari dimenticando e sottovalutando le politiche per l’agricoltura e l’agroalimentare con la conseguenza di perdita di autorevolezza. Adesso bisogna correre assolutamente ai ripari e per questo chiediamo ai sindaci, consiglieri regionali, parlamentari nazionali ed europei di fare tutto quello che serve a correggere questa autentica calamità. Al Presidente Oliverio, al quale riconosciamo rigore intellettuale  - conclude Molinaro - chiediamo di intervenire in modo risoluto sui responsabili altrimenti un ulteriore pezzo del suo programma di governo sarà smentito». 


LA REPLICA DELLA REGIONE CALABRIA

(nota stampa del 16 novembre 2017)

Il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria, in risposta a Coldiretti sulla questione dell’imbottigliamento dell’IGP Olio di Calabria anche fuori i confini regionali, chiede innanzitutto alla stessa organizzazione dove si trovasse il 20 agosto 2016, giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (C 305/08) della domanda definitiva di registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta all’olio extravergine d’oliva calabrese. “Il modus operandi di Coldiretti - afferma, in una nota, il Dipartimento Agricoltura - è, come sempre, quello della polemica sterile e della strumentalizzazione. Si ricorda, infatti, che dal 20 agosto 2016, c’erano novanta giorni di tempo, per presentare osservazioni a riguardo. Osservazioni che non sono pervenute da parte di Coldiretti.  Nessuna disattenzione o superficialità ha caratterizzato il lavoro del Dipartimento e della Regione in generale, che ha perseguito con grande determinazione l’obiettivo della certificazione europea per l’olio calabrese, immenso patrimonio del territorio. Anzi, la Regione ha sempre inteso valorizzare le enormi potenzialità dell’oro di Calabria, sostenendo i produttori olivicoli regionali e puntando a creare valore aggiunto al comparto e alla produzione. Il disciplinare di produzione dell’IGP Olio di Calabria non prevede che l’imbottigliamento dell’olio debba avvenire solo nella Regione Calabria, per indicazione della Comunità Europea, e perché  vige il mercato di libera concorrenza. La Toscana, dovrebbe sapere Coldiretti, è stata la prima regione ad ottenere il riconoscimento comunitario per l’olio, con molta facilità, in un momento nel quale non esistevano ancora regolamenti precisi, né restrizioni, quindi senza un’istruttoria pertinente, né controlli di sorta. Diversa la situazione della Sicilia che, in quanto isola, beneficia di regolamenti diversi che le permettono di imbottigliare la produzione all’interno dei confini regionali. Coldiretti stessa sottolinea che la Puglia “in modo accorto e responsabile non ha accettato le condizioni capestro dell’Unione Europea”, tanto che non ha ancora ottenuto il riconoscimento IGP”. “Con l’ottenimento del riconoscimento IGP, invece, checché ne dica Coldiretti, - prosegue la nota - la Calabria è riuscita a sostenere e tutelare gli agricoltori, gli olivicoltori, i produttori calabresi ed il territorio, facendo inoltre in modo che la produzione extravergine IGP calabrese fosse conosciuta ed apprezzata maggiormente e che per questa si aprissero nuovi mercati, fortemente indirizzati ai marchi comunitari. Sono numerosi, infatti, ora, gli imbottigliatori che vengono in Calabria per chiedere il nostro olio e che muovono eccome l’economia calabrese, in quanto la produzione di olio acquistata ed imbottigliata fuori regione viene pagata con il valore aggiunto del marchio IGP. Non solo. Tutta la produzione IGP che esce fuori dai confini regionali cammina con la sua certificazione e quindi la sua tracciabilità, accompagnata da rigidi controlli, elementi che escludono ogni tipo di frode. Si ricorda, infatti, a Coldiretti, che i confezionatori hanno l’obbligo di chiedere l’autorizzazione al Consorzio ed all’ente di certificazione, anche solo per il numero di bottiglie da poter produrre”.
“Il riconoscimento IGP -conclude il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria- è stato un primo grande passo, dovrebbe riconoscere Coldiretti, che ha premiato l’impegno e la serietà degli agricoltori calabresi, nonché tutelato l’olio extravergine d’oliva di qualità prodotto nei nostri territori. Tra due anni sarà possibile chiedere delle modifiche al Disciplinare e inserire quindi tutto ciò che si ritiene migliorativo per il comparto. Quest’ennesima freccia scagliata da Coldiretti, però, sembra celare dell’altro, tanto che in chiusura si afferma che “il Dipartimento Agricoltura deve essere riorganizzato e questa vicenda ne è l’ulteriore dimostrazione”, nonché che “al Dipartimento si sta solo giocando con i Fondi Comunitari”. Al Dipartimento Agricoltura non si gioca affatto con i fondi comunitari e a dirlo sono i risultati, tanto che con un anno di anticipo si è scongiurato il rischio di disimpegno automatico degli stessi. 


SEGUONO IN ALTRO SERVIZIO DI LOCAL GENIUS
LE ALTRE DUE NOTE STAMPA FINORA DIRAMATE. Eccole:
https://www.localgenius.eu/olio-di-calabria-igp-la-controreplica-di-coldiretti-e-la-posizione-del-consorzio-di-tutela-dove-16090.htm




Local Genius
www.localgenius.eu
20 novembre 2017

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