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Salone del Gusto al via: la filosofia di Slow Food per cambiare il mondo Il Salone Internazionale del Gusto organizzato da Slow Food, vive la sua nuova interessante esperienza. Dal 25 al 29 ottobre, presso il Lingottofiere di Torino, la grande rete costruita in tanti anni di appassionato e intelligente lavoro si inconterà nuovamente per proporre al mondo un'idea di sviluppo e di convinvenza sociale. Quest'anno il Salone... LocalGenius
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Salone del Gusto al via: la filosofia di Slow Food per cambiare il mondo

Carlo Petrini: serve una diversa politica alimentare per dare una risposta concreta alla crisi economica

Il grano e il pane, un´immagine emlbematica (foto...

Il grano e il pane, un'immagine emlbematica (foto pubblicata sul sito ufficiale del Salone del Gusto)

Il Salone Internazionale del Gusto organizzato da Slow Food, vive la sua nuova interessante esperienza. Dal 25 al 29 ottobre, presso il Lingottofiere di Torino, la grande rete costruita in tanti anni di appassionato e intelligente lavoro si inconterà nuovamente per proporre al mondo un'idea di sviluppo e di convinvenza sociale. Quest'anno il Salone si svolgerà in concomitanza con Terra Madre. Anche Local Genius sarà presente direttamente al Salone del Gusto anche per proporre servizi giornalisti originali. Ci sembra utile, nella giornata di apertura, riproporre integralmente il testo di un comunicato stampa pubblicato il 27 settembre 2012 sul sito ufficiale del Salone (www.salonedlgusto.it) che riassumeva tra l'altro il pensiero e le indicazioni di Carlo Petrini. «Quali sono i cibi che cambiano il mondo? State tranquilli, non vi risponderò una melanzana, una patata o una carota. Serve una diversa politica alimentare per cambiare il mondo e dare una risposta concreta alla crisi economica». Così Carlo Petrini, presidente di Slow Food, ha presentato - si legge testualmente nella citata nota stampa ufficiale - il Salone del Gusto e Terra Madre 2012, a Torino dal 25 al 29 ottobre. «Si è perso il vero valore del cibo, ormai scelto solo in base al suo prezzo. Dobbiamo lottare tutti insieme - spiega Petrini - per dare spazio a un nuovo paradigma, che sostiene l’educazione alimentare, tutela il nostro territorio, promuove la diffusione di orti comunitari e ridà valore e dignità al lavoro dei contadini. E la base di questo nuovo sistema sta principalmente nel ridurre lo spreco di cibo, che oggi al mondo raggiunge addirittura il 45% di quello prodotto. Ma sono convinto che il nostro pianeta non sarà cambiato da gente triste! E proprio al Salone del Gusto e Terra Madre toccherete con mano la passione con cui le comunità portano avanti i loro progetti, e sarete contagiati dal loro entusiasmo. Il messaggio che vi voglio lasciare oggi è la mia convinzione che il ritorno alla terra sarà una delle risposte fondamentali per uscire dalla crisi. Chi semina utopia raccoglie realtà, e i giovani sentono concretamente questa possibilità di cambiamento, nonostante gli ostacoli imposti dalla burocrazia e il poco sostegno per i loro investimenti». Quest’anno - precisava la nota stampa del 27 settembre - per la prima volta Salone e Terra Madre si fondono per dare voce a centinaia di produttori, chef e comunità del cibo dai cinque continenti. La manifestazione che animerà i padiglioni del Lingotto Fiere e Oval è organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L’immagine dell’evento è la mela di Newton, che simboleggia proprio il cambiamento: Slow Food chiede ai visitatori di scegliere il proprio cibo usando la testa.


«Il Salone del Gusto e Terra Madre in questi anni hanno saputo raccontare, esportare e commercializzare alcune delle vocazioni storiche del nostro Paese: l’amore per la “buona tavola” e l’attenzione per la qualità del prodotto», ha dichiarato Claudia Porchietto, assessore al Lavoro e alla formazione professionale della Regione Piemonte. «Per questo motivo - ha aggiunto - mi piace pensare a Slow Food come uno dei nostri principali ambasciatori dell’Eccellenza nel mondo. Un ambasciatore che con la sua attività ha contribuito ad alimentare la crescita del turismo enogastronomico nel nostro Paese. Uno dei pochi settori in Italia che cresce nonostante la crisi, attestandosi sui 5miliardi di euro di fatturato, e creando migliaia di opportunità di lavoro per i nostri giovani. Dobbiamo trovare proprio da esempi come questo la forza di innovare e aprire il nostro tessuto produttivo in modo moderno e dinamico. Ed è un onore che eventi come il Salone del Gusto e Terra Madre trovino casa in Piemonte». Enzo Lavolta, assessore alle Politiche per l'ambiente, l’energia, lo sviluppo tecnologico, la qualità dell’aria e l’igiene urbana della Città di Torino ha aggiunto: «Con il progetto Torino Smart City metteremo il concetto di sostenibilità al centro di tutte le nostre azioni. Cambiare il modo di consumare il territorio, di viaggiare, di produrre ricchezza con l’apporto delle nuove tecnologie è oggi il filo conduttore delle politiche della Città. Tra i percorsi di questa visione c’è la definizione di un nuovo legame tra città e agricoltura: il progetto Torino Città da coltivare (Tocc) intende promuovere lo sviluppo dell’agricoltura nel territorio urbano: coltivazioni sostenibili e indirizzate al concetto di “catena corta”, agricoltura sociale, orticoltura individuale o collettiva, agriturismo, forestazione urbana. L’attenzione del Salone ai temi della sostenibilità ambientale è perciò accolta come una positiva risposta all’attenzione che vogliamo costantemente far crescere non soltanto nelle nostre scelte amministrative, ma anche nelle sensibilità dei singoli cittadini».
 

E veniamo ora a qualche dato di natura organizzativa proposto dalla nota stampa ufficiale diramata da Slow Food. Oltre 1.000 gli espositori da più di 100 Paesi che animeranno il mercato italiano e internazionale con prodotti dei Presìdi Slow Food e delle comunità del cibo di Terra Madre. Mercato, ma non solo: oltre 170 eventi su prenotazione, 8 attività educative e 24 percorsi di educazione per le scuole, 50 chef presenti e 49 conferenze in cui approfondire i temi che stanno più a cuore, dall’economia alla sostenibilità, dall’agricoltura alla gastronomia. Da segnare in agenda anche i Laboratori del Gusto e gli Incontri con l’Autore per scoprire nuovi prodotti accompagnati da chef, vigneron, birrai ed esperti; i Teatri del Gusto per capire come i più rinomati cuochi preparano i loro piatti simbolo; l’Enoteca che, con le sue 1.200 etichette, valorizza territori di confine, aree montane e terroir estremi; e gli Appuntamenti a Tavola, che promettono il giro del mondo restando in Piemonte. Parallelamente alla manifestazione aperta al pubblico, si terrà a Torino il sesto Congresso Mondiale di Slow Food che riunirà 600 delegati e in cui, a partire dalla centralità del cibo per l’umanità, l’associazione esprime i temi politici e culturali alla base dell’agire quotidiano di 1.500 convivium e oltre 2.500 comunità del cibo in 150 Paesi. Per la prima volta, la composizione del Congresso è espressione di una vera rete mondiale, testimoniata non solo dalla moltitudine di delegazioni presenti ma anche dalla diversità di culture, fedi, storie individuali e collettive. Al centro del dibattito, il diritto al cibo, inteso come «diritto fondamentale di ogni individuo alla libertà dalla fame».


A questo punto, riferendoci sempre a testi ufficiali ricavati dalla sezione "stampa" del Salone del Gusto, diamo spazio alla presenza italiana all'importantissima edizione 2012 della manifestazione Slow Food. Partendo dai cibi che cambiano il mondo - vi proponiamo il testo nella sua versione integrale (consulatre il sito ufficiale www.salonedelgusto.it) - iniziamo la nostra passeggiata dal Mercato italiano, che per la prima volta accoglie le comunità del cibo, riconoscibili grazie alle bancarelle verdi: non solo prodotti unici, ma anche i racconti di chi li coltiva, alleva o trasforma, promuovendo metodi di produzione attenti all’ambiente e alla giustizia sociale. Tre padiglioni di Lingotto Fiere (1, 2 e 3) sono dedicati alla straordinaria diversità gastronomica delle regioni italiane, tutte rappresentate, con circa 200 prodotti dei Presìdi Slow Food, le comunità di Terra Madre, i migliori micro birrifici e centinaia di espositori storici e novità interessanti che fanno del Salone un grande appuntamento. Bancarelle e stand sono organizzati per regioni: ogni territorio racconta un tema, scelto e sviluppato dalla rete regionale di Slow Food, dando la possibilità ai visitatori di conoscere la biodiversità e l’enogastronomia locali, incontrare produttori e artigiani, approfondire le filiere più interessanti. In molte aree giocano un ruolo importante anche le istituzioni. Ad esempio, l’Emilia Romagna ripercorre la storia della cooperazione e dell’economia sociale; la Puglia diventa il luogo d’incontro tra i produttori di grano e olio, con i contributi delle comunità del cibo di tutto il mondo; il Lazio si concentra sulla sensibilizzazione al riuso e alla cucina senza sprechi; nello spazio della Lombardia il focus è sull’educazione al gusto per i più piccoli e sull’ambiziosa sfida di creare modelli rurali virtuosi per approvvigionare grandi città.
 

Il padiglione 2 accoglie - leggiamo sempre testualmente - anche gli sponsor della manifestazione, il Caffè letterario e musicale, spazio conviviale in cui incontrare gli autori e partecipare a performance di artisti, e lo stand di Slow Food, dove assistere a presentazioni e conferenze nell’Agorà e trovare le ultime novità di Slow Food Editore. Al Mercato si assaggia, si sceglie e si impara! A guidare i visitatori tra le bancarelle ci sono i Personal Shopper, studenti dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche pronti ad accompagnare il pubblico alla scoperta dei segreti gastronomici delle regioni italiane e della storia di alcuni prodotti simbolo. Per grandi e piccini Slow Food organizza attività didattiche, giochi e veri e propri corsi sul cibo, per imparare a scegliere con consapevolezza, stimolare la curiosità e riscoprire il valore culturale di ciò che mangiamo. L’appuntamento è nell’Agorà e all’Oval, con la Ludoteca e la Cucina didattica, dove si svolgono gli originali Master of Food, dedicati alla Cucina senza sprechi e all’Orticultura. Per farsi guidare tra i cibi e le bevande che hanno fatto la storia della gastronomia e le nuove tendenze, il Salone offre oltre 170 occasioni di approfondimento con produttori, chef ed esperti provenienti da tutto il mondo: Laboratori e Teatri del Gusto, che quest’anno danno più spazio alla riscoperta della biodiversità e ai cuochi della rete di Terra Madre; gli Incontri con l’Autore, il salotto in cui ascoltare storie e curiosità di grandi personaggi dell’enologia e della gastronomia. Fuori della venue fieristica ci sono invece gli imperdibili Appuntamenti a Tavola, in prestigiosi locali di Torino e dintorni e famose cantine di Langa che accolgono chef di ristoranti rinomati a livello internazionale. Torna sull’importante palco del Salone l’ormai consolidata Alleanza tra i cuochi italiani e i Presìdi Slow Food (www.fondazioneslowfood.it) con due appuntamenti per tutti i gusti. Nella tradizionale Osteria dell’Alleanza, al primo piano della Galleria visitatori, si alternano alcuni chef dei 300 ristoranti e osterie che sostengono il progetto impegnandosi a inserire nel loro menù almeno tre prodotti dei Presìdi della propria regione. Al Salone i cuochi presentano le loro specialità preparate con i prodotti tutelati da Slow Food, scegliendo nel grande Mercato italiano e internazionale.
 

Esordisce quest’anno nel collegamento tra il padiglione 3 e l’Oval, un nuovo progetto legato all’Alleanza: la Piazza della pizza, in cui 23 pizzaioli da tutt’Italia si cimentano sul tema tradizione vs innovazione, sfornando la migliore pizza napoletana preparata con prodotti dei Presìdi e ingredienti di primissima qualità. Un doppio spazio, quindi, da un lato destinato al consumo e dall’altro a degustazioni guidate dagli stessi pizzaioli, in cui ogni pizza è abbinata a un bicchiere di birra o a un calice di vino. Immancabili, come sempre, le Cucine di strada, veloci spuntini per gustare originali specialità continuando a passeggiare tra le bancarelle, dal cacciucco livornese alle bombette pugliesi, passando per il ristorante curdo e l’immancabile piadina romagnola. La nostra passeggiata approda così all’Enoteca, anch’essa collocata tra Lingotto e Oval. Con oltre 1200 etichette delle cantine italiane che aderiscono al Progetto Vino di Slow Food, garantisce un giro d’Italia bicchiere alla mano. I vini sono suddivisi per macroaree regionali con le vecchie annate della Banca del Vino di Pollenzo a far da protagoniste, perché degustare un vino vuole dire conoscere un territorio, chi lo vive e lo rispetta e le caratteristiche che lo rendono unico.


Infine, un’area sui generis allestita per la prima volta al Salone è il Monferrato Circus, organizzato dai consorzi di produttori del Monferrato in collaborazione con il festival Mirabilia: un vero e proprio tendone da circo posizionato tra Lingotto e Oval e animato da mattina a sera con un mix di spettacoli, cultura, momenti di riflessione e un prestigioso parterre di maestri di cucina che si misurano con i prodotti di pregio delle province di Alessandria e Asti.




Local Genius
www.localgenius.eu
25 ottobre 2012

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