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Selvicoltura, un settore trainante dello sviluppo rurale e dei territori “La selvicoltura è un’attività da preservare e valorizzare, che deve tornare ad essere fattore trainante dello sviluppo rurale e dei territori, con la sua spiccata vocazione multifunzionale a livello economico, ambientale e sociale, attraverso lo sviluppo di filiere produttive (legno, carta, energia, ecc.) e di servizi ecosistemici, da cui trae... LocalGenius
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Selvicoltura, un settore trainante dello sviluppo rurale e dei territori

Intervento di Concezio Gasbarro, presidente della Federazione Nazionale Risorse Boschive di Confagricoltura, in occasione dell’incontro promosso a Roma dall’Accademia dei Georgofili, con tutta la filiera

Boschi italiani, foto generica d´archivio

Boschi italiani, foto generica d'archivio

“La selvicoltura è un’attività da preservare e valorizzare, che deve tornare ad essere fattore trainante dello sviluppo rurale e dei territori, con la sua spiccata vocazione multifunzionale a livello economico, ambientale e sociale, attraverso lo sviluppo di filiere produttive (legno, carta, energia, ecc.) e di servizi ecosistemici, da cui trae beneficio tutta la collettività”. Lo ha rimarcato Concezio Gasbarro, presidente della Federazione Nazionale Risorse Boschive di Confagricoltura, in occasione dell’incontro promosso a Roma dall’Accademia dei Georgofili, con tutta la filiera, sul patrimonio forestale nazionale. Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata da Confagricoltura nazionale il 25 ottobre 2017, e che riportiamo integralmente. «Ad avviso di Confagricoltura – spiega il comunicato - sono troppi i fattori esterni limitanti, come condizionamenti culturali e colturali ma anche e soprattutto normativi, di chiara impostazione  conservativa, che portano all’abbandono dei territori con gravi rischi per la sicurezza. Problemi aggravati da criticità di carattere strutturale e fondiario (comproprietà, frammentazione, polverizzazione, ecc.) che caratterizzano la componente produttiva. Troppi poi – rimarca l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - gli atteggiamenti ostativi che si riscontrano a livello delle istituzioni locali che non hanno certo contribuito allo sviluppo di forme contrattuali innovative capaci, attraverso processi condivisi, di coinvolgere tutti gli attori: proprietari forestali privati e pubblici, operatori economici della filiera foresta-legno, enti locali e aree protette, nonché partner finanziari e tecnici».
 
Partendo da tali considerazioni “va ripensata – si afferma testualmente - la politica forestale nazionale, con un profondo riordino della materia in grado di rispondere alle esigenze emergenti di sviluppare un’economia forestale efficiente e innovativa, di tutelare il territorio e l’ambiente e garantire le funzioni di interesse pubblico e sociale”. «Confagricoltura – precisa il comunicato - ha ricordato come proprio l’Unione Europea abbia proposto un quadro  di riferimento per l'elaborazione delle politiche settoriali aventi un impatto sulle foreste. I principi guida di questa strategia sono la gestione sostenibile delle foreste e la promozione del loro ruolo multifunzionale, l'utilizzo efficace delle risorse. E ciò potrà essere agevolato se a livello centrale potrà essere esercitato l’indispensabile ruolo di indirizzo e di coordinamento, attraverso la piena funzionalità della Direzione Generale Foreste del ministero delle Politiche agricole».
 
“Il patrimonio forestale italiano e l’arboricoltura da legno – ha concluso Concezio Gasbarro -  presentano notevoli potenzialità di sviluppo a cui si deve dare concretezza attraverso una strategia politica di lungo termine e una pianificazione nazionale omogenea capace di garantire e incentivare la gestione forestale sostenibile. Lo sviluppo della filiera, se correttamente pianificato sul territorio, può portare non solo ad indubbi benefici ambientali, contrastando il cambiamento climatico e favorendo la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, ma anche ad una valorizzazione nella gestione del patrimonio forestale nazionale, in grado di produrre occupazione e di coniugare in una unica filiera la messa in sicurezza del territorio e la sua valorizzazione a scopo produttivo. Si sottolinea che, proprio lo sviluppo del potenziale delle aree interne, rurali, montane e la custodia di territori e paesaggi, è al centro della strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile”.

Questi temi – conclude il comunicato - saranno rilanciati da Confagricoltura nel convegno che si terrà a Rimini, nell’ambito della manifestazione Ecomondo-KeyEnergy, il 10 novembre 2017 presso la Sala Biobased Industry, alle ore 9.30.




Local Genius
www.localgenius.eu
26 ottobre 2017

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