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Vendemmia sempre più bio in Lombardia, in 10 anni triplicati i vigneti dedicati

Coldiretti regionale: superfici salite a 2.570 ettari, con un’incidenza del 15% sul totale delle aree riservate alle produzioni di alta qualità Docg, Doc e Igt

Vigneto (foto generica d´archivio)

Vigneto (foto generica d'archivio)

Il vino biologico triplica i vigneti. In Lombardia, spiega la Coldiretti Lombardia, le superfici dedicate ai vigneti “organic” sono salite a 2.570 ettari, quasi tre volte in più rispetto a quelle di dieci anni fa, con un’incidenza del 15% sul totale delle aree dedicate alle produzioni di alta qualità DOCG, DOC e IGT pari a oltre 17mila ettari. I vigneti bio o in conversione al bio sono concentrati per il 61% in provincia di Brescia con 1.581 ettari, per il 32% in provincia di Pavia con 829 ettari e il resto fra Bergamo (71 ettari), Mantova (43 ettari), Sondrio (26 ettari), Lecco (11 ettari) e Milano (10 ettari). Lo si legge in una nota stampa ufficiale di Coldiretti Lombardia diramata il 7 settembre 2017, e che riproduciamo integralmente.


Il vino bio – prosegue il comunicato – è un settore in espansione che si integra bene con le produzioni di eccellenza della regione: dalle bollicine della Franciacorta al Lugana, dalla Valtellina all’Oltrepo Pavese, dal San Colombano ai vigneti mantovani, è un piccola potenza enologica. Il settore del vino in Lombardia coinvolge oltre tremila imprese e più di novemila addetti, ai quali vanno aggiunti quelli che lavorano nell’indotto e gli stagionali, con una produzione di circa 180 milioni di bottiglie potenziali all’anno. Mentre a livello nazionale dalle uve italiane si dovrebbero ricavare poco più di 40 milioni di ettolitri, con una riduzione di circa il 26% rispetto all’anno scorso. Fra i produttori bio lombardi, a La Valletta Brianza, in provincia di Lecco – continuiamo a citare testualmente -, c’è Claudia Crippa, 41 anni, che da oltre 20 anni coltiva 11 ettari a vigneto bio: “Produciamo sia bianchi che rossi, fermi, dal riesling al Merlot, per un totale di 45mila bottiglie. Il 10% circa lo esportiamo negli Stati Uniti e in Belgio, poi vendiamo anche in agriturismo e, per la maggior parte, nelle enoteche”. Mentre Enrico Cordini, titolare dell’omonima azienda vitivinicola di Zenevredo, sulle colline dell’Oltrepò Pavese, spiega: “Abbiamo iniziato qualche anno fa a seguire il metodo di coltivazione biologico e da due anni siamo certificati. Oggi coltiviamo 5 ettari di vigneto bio, producendo circa 10mila bottiglie all’anno di Pinot Nero vinificato in bianco e di Bonarda”. Con oltre 103mila ettari coltivati a livello nazionale - sottolinea infine la Coldiretti – l’Italia conquista la leadership mondiale per incidenza delle vigne biologiche sul totale per effetto di una crescita spinta dall’aumento della domanda con le vendite che in Italia sono state pari a 275 milioni di euro (+34%) e le esportazioni che hanno raggiunto i 192 milioni di euro (+ 40%) nel 2016, secondo Nomisma.




Local Genius
www.localgenius.eu
9 settembre 2017

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